Peresson di AIE, ”World Book Day, un’occasione per porre l’accento sull’importanza di libri e biblioteche”

Occasioni come la Giornata Mondiale del Libro, che mettono il libro al centro dell'interesse del pubblico, sono importanti per riflettere sul ruolo che infrastrutture quali le biblioteche dovrebbero svolgere nel promuovere la lettura e su come aiutarle a svolgere questo compito. Ce ne parla Giovanni Peresson, responsabile del Centro Studi di AIE...

Giovanni Peresson, responsabile del Centro Studi dell’AIE, riflette sulle ragioni dell’importanza della Giornata Mondiale del Libro e parla delle iniziative di AIE per questa occasione e per Il Maggio dei Libri

MILANO – Occasioni come la Giornata Mondiale del Libro, che mettono il libro al centro dell’interesse del pubblico, sono importanti per riflettere sul ruolo che infrastrutture quali le biblioteche dovrebbero svolgere nel promuovere la lettura e su come aiutarle a svolgere questo compito. Ce ne parla Giovanni Peresson, responsabile del Centro Studi dell’AIE. L’Associazione Italiana Editori, in occasione del 23 aprile e de Il Maggio dei Libri, ha messo in campo diverse iniziative per diffondere l’abitudine alla lettura tra diverse fasce di età e per sostenere l’attività delle biblioteche.


Qual è l’importanza e il significato di questa Giornata Mondiale del Libro?

Questi momenti in cui il libro è al centro dell’attenzione del pubblico dei lettori e dei non lettori sicuramente sono importanti proprio perché nel nostro Paese meno della metà della popolazione legge, e l’indice di lettura, come ormai dimostrato da numerose indagini, è in diretta correlazione con il PIL. Le regioni in cui questo indice è più basso sono le regioni meno competitive economicamente a livello nazionale e ancor più internazionale. I bambini che vivono in famiglia in cui i genitori non leggono, in cui non ci sono libri e biblioteche, sono meno capaci di comprendere la complessità del presente e saranno meno capaci di affrontare in futuro lo scenario professionale che avranno di fronte a loro. Occasioni di questo tipo sono importanti anche per i soggetti istituzionali, quelli che vengono a coordinare a livello internazionale, nazionale o locale le risorse da destinare alle infrastrutture per la lettura. Mi riferisco in particolare alle biblioteche di pubblica lettura e a quelle scolastiche, che in questi ultimi anni da noi hanno visto falcidiati i già scarsi fondi loro destinati. Proprio quello di richiamare l’attenzione sull’importanza che libri e lettura hanno per qualsiasi soggetto è il ruolo principale della Giornata Mondiale del Libro.

Come AIE avete messo in campo qualche iniziativa particolare per l’occasione?
L’AIE ha proposto varie iniziative. Non ci può infatti essere un’unica forma di promozione del libro e della lettura, ma ogni fascia di età ha bisogno di strumenti particolari per essere raggiunta. C’è quindi una declinazione delle attività a seconda dei segmenti cui ci si rivolge. Tra queste per esempio c’è l’iniziativa É-BOOK rivolta agli studenti universitari [il concorso, presentato oggi all’Università Bocconi a Milano da Alessandro Bergonzoni nel suo intervento sul tema “Dis-education for free?”, che mette in palio 2000 € di rimborso della retta relativa all’anno 2012/2013 – N.d.R.]. Questo progetto è nato perché abbiamo verificato che apie parti dei ragazzi che frequentano le università, pur leggendo più della media, non leggono libri diversi da quelli utilizzati per sostenere gli esami. Il risultato è che nelle fasce d’età più alte, tra i laureati che occupano posizioni di rilievo, magari dirigenziali, in molti non leggono libri oltre a quelli usati per la professione. Diventa dunque importante intervenire sul segmento rappresentato dagli studenti universitari, così come è importante intervenire sulle fasce dei ragazzi più giovami, attraverso l’iniziativa “Amo chi legge… e gli regalo un libro” a favore delle biblioteche scolastiche e di pubblica lettura. Il funzionamento è come quello di una lista nozze: dal 23 al 27 maggio sarà esposta nelle librerie che hanno aderito al progetto la “lista di 100 libri imperdibili per ragazzi” stilata da editori, bibliotecari, esperti di AIB (Associazione Italiana Biblioteche) e di Nati per leggere, che il pubblico sarà invitato a comprare e donare alle biblioteche stesse. Tutti i progetti comunque si possono trovare sul sito dell’AIE.

C’è un coinvolgimento e un interesse delle istituzioni pubbliche per queste iniziative?
Il coinvolgimento della istituzione c’è stato, c’è sempre ed è sempre molto positivo. Il vero problema è che queste non hanno le risorse necessarie per finanziare piani di creazione e sviluppo delle infrastrutture per la lettura. Creare attorno al libro tutti quegli elementi di visibilità di cui parlavamo prima diventa difficile se poi le istituzioni, a livello centrale o locale, tagliano i fondi destinati alle biblioteche. Una vera attività di promozione della lettura finiscono per farla i privati, le aziende, gli editori, i librai, il personale bibliotecario laddove ci sono delle persone volenterose che agiscono individualmente e, soprattutto, le famiglie. Queste ultime hanno un ruolo più determinante delle scuole nel formare l’abitudine alla lettura nei bambini. Occorre invece che strutture come le istituzioni e le scuole acquistino consapevolezza del ruolo che devono svolgere nel creare forme di lettura consapevole, non legate soltanto al materiale e ai libri di studio.

23 aprile 2013

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