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Paolo Ruffilli e il suo amore in versi

Paolo Ruffilli ha presentato il suo ultimo libro “Affari di cuore” in cui si affronta il tema dell’eros, dell’eterno scontro amoroso tra uomo e donna, della tensione che scaturisce dal desiderio dell’altro e che viene magistralmente espressa dal poeta con dei versi eleganti e raffinati…
Eros e amore nella raccolta di poesie “Affari di cuore”
  
MILANO – L’eros è il tema centrale della raccolta di poesie “Affari di cuore” di Paolo Ruffilli, un eros delicato e carnale allo stesso tempo, un eros che insegue e seduce, che gioca in un continuo corpo a corpo tra i due amanti seguendo il sottile filo della tensione amorosa. La presentazione del libro si è tenuta mercoledì 11 aprile presso la Libreria Rizzoli (Galleria Vittorio Emanuele) a Milano. Introduzione del giornalista del Corriere della Sera Ottavio Rossani, letture di Alessandro Quasimodo. 

AFFARI DI CUORE – Quella di Paolo Ruffilli è una poesia erotica raffinata e mai volgare che esplora le tensioni e le pulsioni di due amanti che lottano sul letto in un corpo a corpo amoroso, seguendo i propri desideri e le proprie fantasie. Il poema è diviso in quattro sezioni in cui vengono esplorate le varie sfaccettature dell’eros e dell’amore. Nella prima, Per amore, viene raccontata la gioia dello stare assieme, la gioia dell’amante e dell’amato che si apprestano a vivere un sentimento nascente, che si cercano, si inseguono e si seducono in un darsi e prendersi. È la realizzazione del desiderio che viene finalmente appagato nell’abbandono all’altro. Nella seconda parte, Canzonette della passione amara, si affrontano le passioni disilluse mentre nella terza, Guerre di posizione, prevalgono le individualità dei singoli amanti che diventano di volta in volta avversari e nemici nella lotta dei corpi. Al mercato dell’amor perduto, quarta e ultima parte dell’opera, si esplorano situazioni quasi estreme, di sconosciuti che si desiderano senza conoscersi e della tensione amorosa che scaturisce dal loro incontro nella quale nessuno dei due ha il coraggio o la forza di dichiarare le proprie fascinazioni interiori. 
Il libro è scritto in modo molto delicato, non vi si trova una sola parola oscena o volgare, il linguaggio è elegante e raffinato. Nel titolo il termine “affari” potrebbe rimandare a contrattazioni e accordi sulla natura umana ma in realtà non deve trarre in inganno perché la tematica affrontata è l’amore, amore inteso come la grande esperienza della vita. 
AMORE E EROTISMO – Amore e erotismo permeano tutta l’opera in un continuo rimando dall’uno all’altro. “Ci sono tutte le possibilità, tutte quelle che immaginiamo ma ne esistono molte di più”, ha spiegato Paolo Ruffilli, “il massimo è però sempre la coincidenza di amore e di eros. Cioè sia di amore nel senso del sentimento che di amore inteso come l’atto del fare l’amore. È quello che io chiamo la sacralità della carne che si manifesta attraverso i cinque sensi ma anche attraverso le emozioni, i sentimenti, il bene dell’altro o dell’altra”.
 
IL FRAMMENTO POETICO – La scelta di utilizzare la poesia come genere espressivo è dovuta al fatto che oggi ci troviamo ad affrontare una realtà in cui tutto è frammentato, in cui tutto è frammento che va galleggiando alla deriva. Attraverso la poesia l’autore ha cercato di ricomporre questi frammenti in un organismo compiuto. Il ritmo della poesia è sincopato, continuamente si ferma e riparte, come nell’atto amoroso, ma dietro il frammento poetico si cela una continuità. Anche lo stesso tema trattato si presta ad essere affrontato per frammenti: l’amore nasce dal mistero, dal non conoscersi di uomo e donna, dal loro appartenere a due universi differenti che sono reciprocamente attratti e che cercano di ricongiungersi attraverso un linguaggio comune. La voce frammentata e balbettante è tipica del linguaggio dell’amore e lo stesso atto amoroso è sincopato e balbettante. 
  
POESIA, UN GENERE ACCESSIBILE A TUTTI? – La poesia è quel genere letterario che si trova nella linea di intersezione tra narrativa e immagine: l’immagine è qualcosa di immediato mentre la narrativa ha bisogno di tempo per essere disvelata. “Naturalmente la poesia può essere accessibile a un buon numero di persone”, spiega Ruffilli, “però tendenzialmente la caratteristica della poesia è quella di essere una sorta di pratica esoterica perché chi scrive e chi legge poesia è alla ricerca delle ragioni profonde, della propria identità, del perché è quello che è, del dove va e dal dove viene. Quindi da questo punto di vista inevitabilmente coinvolge chi è in quest’ottica, chi si sente predisposto perché è alla ricerca di se stesso. Questo tipo di lettore è un lettore che naturalmente insegue e cerca qualcosa e quindi non ha paura di niente, meno che mai della poesia dove trova rispecchiamento. Certamente la poesia non è un genere di intrattenimento e neppure di divagazione ma questo non esclude che non possa essere apprezzata da tutti. Per questo deve essere semplice ed elegante anche e soprattutto quando parla di temi profondi come l’amore”.
   
Note bibliografiche Paolo Ruffilli nasce a Rieti nel 1949, ma è originario di Forlì. Si laurea in lettere presso l’università di Bologna. Da più di vent’anni, collabora alle pagine culturali de "Il Resto del Carlino". Vive a Treviso dal 1972. Fa il consulente editoriale e dirige la collana di poesia delle Edizioni del Leone di Venezia. Ha pubblicato numerosi volumi di poesia, ed è il curatore di edizioni delle Operette morali di Giacomo Leopardi, della traduzione foscoliana del Viaggio sentimentale di Sterne, delle Confessioni di un italiano di Ippolito Nievo e di una antologia di Scrittori garibaldini. Ha tradotto testi di Gibran, Tagore, i Metafisici inglesi e la Regola celeste del Tao. Nel 1995 ha pubblicato, avvalendosi della collaborazione di Fulvio Reuter, l’insolito Nuvole.
17 aprile 2012
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