Tra fine gennaio e la prima settimana di febbraio 2026 l’editoria italiana propone un panorama ricchissimo e molto variegato, capace di attraversare generi, linguaggi e sensibilità diverse. Dal fantasy più amato dal pubblico young adult al romanzo letterario europeo, dal noir italiano alla narrativa storica, fino a opere ibride che mescolano parola e immagine. È un periodo di uscite che intercetta lettori diversi, ma uniti dal desiderio di storie forti, identità complesse e scritture riconoscibili.
Libri in uscita dal 30 gennaio all’8 febbraio 2026: le novità da non perdere
“Il dominio delle tenebre. The Shadows Rule All” di Abigail Owen
Secondo capitolo di una saga romantasy che ha conquistato il pubblico internazionale, “Il dominio delle tenebre. The Shadows Rule All” di Abigail Owen porta la storia verso il suo punto di massima tensione. Dopo gli eventi del primo volume, la protagonista si trova a fare i conti con un potere oscuro che non è più esterno, ma profondamente radicato dentro di lei.
Il romanzo insiste sul conflitto tra amore e controllo, tra destino imposto e scelta personale, mentre il mondo narrativo si fa più cupo e stratificato. Le ombre non sono soltanto una minaccia fisica, ma diventano metafora di colpa, desiderio e tradimento. Una lettura pensata per chi ama le saghe intense, emotive e ricche di colpi di scena.
“Il dentifricio radioattivo e altre scorie di famiglia” di Joe Dunthorne
Con “Il dentifricio radioattivo e altre scorie di famiglia” di Joe Dunthorne, la narrativa si muove sul confine tra memoir, indagine storica e riflessione identitaria. Partendo dalla figura del bisnonno, inventore di un improbabile dentifricio radioattivo e coinvolto nell’industria chimica tedesca, l’autore ricostruisce una storia familiare fatta di omissioni, ambiguità e verità scomode.
Il romanzo si interroga sul peso dell’eredità morale e sulle narrazioni che costruiamo per sopravvivere al passato. Con una scrittura ironica ma mai superficiale, Dunthorne affronta il tema della complicità, della memoria e della responsabilità individuale, restituendo al lettore una storia tanto personale quanto universale.
“L’invenzione di Tristan” di Adrien Bosc
“L’invenzione di Tristan” di Adrien Bosc è un romanzo che unisce inchiesta letteraria e racconto esistenziale. Al centro c’è la figura di Tristan Egolf, scrittore americano dimenticato troppo presto, la cui vita diventa oggetto di una ricerca appassionata e quasi ossessiva.
Mescolando documenti reali, testimonianze e immaginazione narrativa, Bosc costruisce un libro che riflette sul confine tra verità e finzione, e sul destino degli autori che non trovano subito il loro posto nel mondo editoriale. È una lettura ideale per chi ama i romanzi che parlano di scrittura, di identità e di ossessione creativa.
“The Afterdark” di E. Latimer
Atmosfere cupe, desiderio e attrazione pericolosa sono al centro di “The Afterdark” di E. Latimer, un romanzo young adult che intreccia thriller psicologico e tensione emotiva. Ambientato in un collegio immerso nell’oscurità e nei boschi, il libro racconta un legame intenso tra due ragazze segnate da colpe, segreti e impulsi difficili da controllare.
La natura diventa presenza viva e inquietante, mentre la narrazione esplora il lato più oscuro dell’amore e dell’identità. Un titolo pensato per chi cerca storie disturbanti, magnetiche e profondamente emotive.
“All’ombra della regina” di Elizabeth Fremantle
Con “All’ombra della regina” di Elizabeth Fremantle, la narrativa storica torna all’Inghilterra dei Tudor, raccontata però da una prospettiva laterale e femminile. Il romanzo dà voce a due sorelle costrette a vivere sotto il sospetto e la minaccia costante dopo l’ascesa al trono di Maria I.
Tra intrighi di corte, fanatismo religioso e lotte di potere, Fremantle costruisce una storia intensa che mette al centro la sopravvivenza femminile in un mondo dominato dalla violenza politica. È un romanzo che restituisce complessità a figure spesso marginalizzate dalla Storia ufficiale.
“As3” di Valerio Callieri
Ambientato nel reparto di Alta Sicurezza del carcere di Rebibbia, “As3” di Valerio Callieri è un romanzo che affronta il tema della colpa, della maternità e della possibilità di redenzione attraverso il racconto. Tre donne, legate da storie di violenza e marginalità, trovano nella parola uno spazio di confronto e consapevolezza.
La scrittura è asciutta e diretta, e mette il lettore di fronte a una realtà dura, ma profondamente umana. Un libro che riflette su cosa si eredita davvero e su cosa si sceglie di lasciare dietro di sé.
“Questa feroce bellezza” di Giuseppe Galliani
“Questa feroce bellezza” di Giuseppe Galliani è un romanzo che unisce la tensione del noir alla forza evocativa della prosa letteraria. In una terra aspra e segnata dal vento, un uomo indaga su una morte archiviata troppo in fretta come suicidio.
Il paesaggio diventa parte integrante della narrazione, mentre la storia esplora il confine sottile tra giustizia e vendetta, violenza e grazia. È un esordio che colpisce per intensità e visione, e che restituisce alla narrativa italiana una voce potente e riconoscibile.
“Il canto dell’albatros” di Andrea Ricolfi
Con “Il canto dell’albatros” di Andrea Ricolfi, il romanzo si muove su un registro più intimo e delicato. La storia mette in relazione due solitudini, una donna che fotografa animali in via d’estinzione e un uomo appena uscito dal carcere dopo decenni di reclusione.
È un libro che parla di attesa, di fiducia e di incontri inattesi, e che riflette sul bisogno umano di essere ascoltati e riconosciuti. Una narrazione lenta e profonda, che lascia spazio al silenzio e alla possibilità di ricominciare.
“Com’era luminosa la luna e blu tutta la valle” di Thomas Berra
Opera ibrida e sperimentale, “Com’era luminosa la luna e blu tutta la valle” di Thomas Berra unisce testo scritto e narrazione visiva. Il libro è un doppio viaggio, da una parte nella prosa poetica dell’autore, dall’altra nel suo universo grafico fatto di disegni e immagini.
Il risultato è un’opera che dialoga con la poesia concreta, il graffitismo e la tradizione artistica contemporanea. Una proposta originale, pensata per lettori curiosi e attenti alle forme ibride della narrazione.
“Il diavolo in tasca. Genitori e figli prigionieri del telefonino” di Carlo Verdelli
Con “Il diavolo in tasca. Genitori e figli prigionieri del telefonino” Carlo Verdelli firma un reportage narrativo in forma di pamphlet che affronta senza mediazioni uno dei temi più urgenti del nostro presente: la dipendenza da smartphone e il potere pervasivo del capitalismo digitale.
Attraverso episodi reali, spesso scioccanti, Verdelli racconta una rivoluzione silenziosa che sta modificando in profondità il comportamento di adolescenti e adulti, incidendo sulle relazioni familiari, sull’educazione e sulla percezione stessa della realtà. Il telefono diventa una presenza totalizzante, una gabbia invisibile che condiziona gesti, scelte e responsabilità individuali.
Il libro non si limita alla denuncia, ma invita a una presa di coscienza collettiva, mostrando come riconoscere il problema sia già un primo atto di resistenza. Una lettura necessaria, scomoda e lucidissima, che interroga genitori, educatori e lettori di ogni età sul prezzo che stiamo pagando per la nostra connessione permanente.
