Se smettessimo di dormire, chi saremmo? Il libro che inquieta il presente

9 Febbraio 2026

Un romanzo che intreccia scienza, sogno e disuguaglianza per raccontare il nostro tempo: “Non dormire e sogna” di Giuseppe de Alteriis ci costringe a chiederci che cosa perdiamo quando non ci fermiamo più.

Un romanzo che intreccia scienza, sogno e disuguaglianza per raccontare il nostro tempo: “Non dormire e sogna” di Giuseppe de Alteriis ci costringe a chiederci che cosa perdiamo quando non ci fermiamo più.

Dormire è diventato un lusso. Nel linguaggio della produttività contemporanea, il sonno è tempo sottratto all’efficienza, una pausa da ridurre, un ostacolo da aggirare. Viviamo in un mondo che premia chi resiste più a lungo, chi risponde più in fretta, chi non si spegne mai. Ma a quale prezzo?

“Non dormire e sogna” di Giuseppe de Alteriis parte da questa ossessione collettiva per raccontare una storia che è insieme intima e politica, scientifica e profondamente umana. Un romanzo che usa la narrativa per fare quello che la cultura dovrebbe sempre fare: mettere in crisi ciò che diamo per scontato. In questo caso, l’idea che andare sempre avanti significhi davvero andare meglio.

“Non dormire e sogna” quando il futuro chiede troppo

“Non dormire e sogna” è un romanzo che non consola. Orienta. Ci mette davanti a una verità scomoda: l’idea di un’umanità sempre sveglia, sempre efficiente, sempre produttiva è anche un’idea profondamente disumana. Dormire e sognare, nel libro di de Alteriis, diventano gesti politici, forme di resistenza silenziosa contro un mondo che chiede troppo e ascolta poco.

Leggerlo oggi significa fermarsi un momento e chiedersi: se davvero potessimo fare a meno del sonno, saremmo più liberi o soltanto più stanchi?

Chi saremmo senza il prezioso sonno?

Al centro del romanzo ci sono due amici, Salvatore e Peppe, uniti dagli stessi interrogativi sull’identità e sulla coscienza, ma separati da destini che prendono direzioni opposte. Salvatore lascia l’Italia e approda negli Stati Uniti, dove entra nel prestigioso Neuroscience Institute of Consciousness and Sleep. Peppe resta a Napoli, intrappolato in una quotidianità fatta di social, precarietà e attese che non trovano risposta.

La distanza tra i due non è solo geografica. È una frattura che parla di oggi: chi può permettersi il progresso e chi ne resta escluso. Chi ha accesso alla ricerca, al futuro, alla possibilità di “potenziarsi”, e chi invece rimane fermo, invisibile, stanco.

Il romanzo mostra come il sapere scientifico, anziché unire, possa diventare un nuovo confine. E lo fa senza moralismi, lasciando che siano le vite dei personaggi a raccontare il peso delle disuguaglianze contemporanee.

“Non dormire e sogna” Giuseppe de Alteriis, Bompiani

Il fulcro narrativo di “Non dormire e sogna” è il Neurosleeper, un dispositivo capace di eliminare la necessità del sonno facendo dormire a turno i due emisferi del cervello. Un’idea che affascina e inquieta allo stesso tempo, perché promette ciò che il nostro tempo desidera più di ogni altra cosa: non fermarsi mai.

Attraverso personaggi come Rosalyn, giovane ricercatrice che ha già scelto di impiantare il dispositivo, il romanzo esplora il mito dell’efficienza assoluta. Dodici ore di lucidità totale, dodici ore di creatività incontrollata. Ma cosa succede quando il riposo non è più un diritto, bensì una funzione da ottimizzare?

De Alteriis usa la fantascienza come lente critica, non come evasione. Il futuro che immagina non è lontano, né spettacolare: è inquietantemente vicino. Un futuro in cui anche i sogni rischiano di diventare prestazione, e la mente umana un territorio da colonizzare.

Chi è Giuseppe de Alteriis

Giuseppe de Alteriis è uno scrittore che muove la sua narrativa sul confine tra scienza e filosofia, senza mai perdere di vista l’essere umano. La sua scrittura è limpida, accessibile, ma attraversata da domande radicali: chi siamo quando smettiamo di ascoltare il nostro corpo? Che cosa resta dell’identità quando il tempo non è più nostro?

In “Non dormire e sogna” la cultura scientifica non diventa mai ostentazione di sapere. Al contrario, è uno strumento narrativo per osservare il presente, le sue ossessioni, le sue promesse e le sue derive. De Alteriis non offre risposte, ma costruisce uno spazio di riflessione che continua anche dopo l’ultima pagina.

 

© Riproduzione Riservata