Sei qui: Home » Libri » Critici » Natale 2013, i consigli di lettura di Antonio Calabrò

Natale 2013, i consigli di lettura di Antonio Calabrò

Il tempo lento delle vacanze aiuta a leggere, a viaggiare con la mente, a riflettere. Tre buoni libri possono essere di grande aiuto: “Luna bugiarda” di Ben Pastor, Sellerio, 368 pagine, 14 euro; “Basta piangere!” di Aldo Cazzullo, Mondadori, 138 pagine, 14,90 euro; “Il dolore pazzo dell’amore” di Pietrangelo Buttafuoco, Bompiani, 192 pagine, 15 euro...

Il tempo lento delle vacanze aiuta a leggere, a viaggiare con la mente, a riflettere. Tre buoni libri possono essere di grande aiuto: “Luna bugiarda” di Ben Pastor, Sellerio, 368 pagine, 14 euro; “Basta piangere!” di Aldo Cazzullo, Mondadori, 138 pagine, 14,90 euro; “Il dolore pazzo dell’amore” di Pietrangelo Buttafuoco, Bompiani, 192 pagine, 15 euro.

Luna bugiarda”. Romanzo del conflitto tra il senso del dovere e la coscienza, la norma e la giustizia, la responsabilità del ruolo e la severa etica della libertà della persona. Torna in scena Martin Bora, maggiore della Wermacht (ne avevamo seguito la carriera nei romanzi precedenti di Ben Pastor, “Il signore delle cento ossa”, “Lumen” e “Il cielo di stagno”), reduce da un attentato in cui ha perso una mano (soffrendo per la mutilazione fisica e quella sentimentale, per la lontananza della bella e gelida moglie Dikta). E si trova sempre più a disagio, lacerato tra le regole di guerra da ufficiale dell’esercito tedesco, nell’Italia dell’autunno del 1943 e il disgusto per le repressioni delle SS contro ebrei e partigiani. Indaga sull’omicidio di un gerarca fascista. Ma la pista della responsabilità della moglie fascinosa e tradita, caldeggiata dalle autorità in camicia nera, non lo convince affatto. E con la severità tipica d’un prussiano di antica e colta famiglia e con il crescente fastidio per la corruzione del regime, cerca di capire bene quali interessi si nascondano dietro il delitto. A fianco, deuteragonista polemico, l’ispettore Guidi, della polizia italiana, stanco di guerra ma non arreso. La verità? Una strada faticosa, che porta verso la resa dei conti. Con se stessi, innanzitutto.

Il dolore pazzo dell’amore”. Buttafuoco è un gran raccontatore, capace di giocare su molti registri di scrittura, la poesia e la rabbia, la descrizione lucida e la febbre dell’invettiva, la severa ricostruzione storica e la passione della partecipazione, il piacere della polemica politica e la malinconia del ricordo. E’ un siciliano di gran spessore letterario, che deve più alla lezione dei francesi alla Céline e dei russi alla Dostojevskij che non a quella degli autori cari a Sciascia, gli illuministi, Stendhal e Manzoni. E cuce storia e cronaca (la guerra, il terremoto del Belice, l’autunno caldo, le stragi di mafia) con le vicende di persone toccate dall’amore. Di Sciascia e Pirandello, sicilianamente, c’è l’attenzione per la “corda pazza”. Ma la sensibilità vivace per i sentimenti affonda le sue radici in tempi molto più antichi. E porta alla ribalta l’anima mediterranea, la memoria araba, le leggende popolari e magiche di re e ninfe, la dolente esperienza di un’isola che è contemporaneamente margine e cuore d’Europa. 

Basta piangere!”, intima Aldo Cazzullo, evitando le lamentazioni sulle difficoltà del presente e la “nostalgia del tempo perduto”. Con colto esercizio di memoria e in pagine redatte con intelligenza e buona capacità di scrittura, Cazzullo ripercorre la Grande Storia dell’Italia recente e le piccole storie familiari, negli anni in cui la fatica e la dignità del lavoro avevano la carica dei valori forti, la parsimonia era virtù diffusa, il regalo di un piccolo giocattolo significava attesa e felicità. Abbiamo attraversato il boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta, pagandone i prezzi (le grandi e dolorose migrazioni dal Sud al Nord, con il carico complesso di dolori e speranze), il buio del terrorismo degli anni Settanta ma anche le campagne civili di liberazione (il referendum che conferma il divorzio), la felicità benestante ed effimera degli anni Ottanta, le cadute, le riprese e le illusioni dei tempi più recenti. Il libro è ben intessuto da cronache di mutazioni di consumi e costumi, politiche e riti civili, impetuosi processi di cambiamento economico e lunghi periodi di crisi. Una storia complessa, da conoscere bene. Mai dire che “si stava meglio quando si stava peggio”, per non tradire la verità della memoria. I giovani d’oggi – insiste Cazzullo – hanno molte più possibilità materiali dei loro padri e dei loro nonni. Ma una maggiore incertezza. Cui provare a reagire. Per dirla con De Gregori, “la storia siamo noi”. Anche di quella ancora da scrivere.

21 dicembre 2013

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata