Natale 2013, i consigli di lettura degli scrittori – parte 1

Il Natale è davvero alle porte e tra grandi abbuffate, brindisi, momenti passati con famigliari e parenti amati (o odiati), avremo finalmente un po' di tempo in più da dedicare a noi stessi, per cullarci un po' nei nostri sogni in compagnia di un buon libro. E se non sapete cosa leggere, potete affidarvi ai consigli di chi della penna ha fatto un mestiere...

MILANO – Il Natale è davvero alle porte e tra grandi abbuffate, brindisi, momenti passati con famigliari e parenti amati (o odiati), avremo finalmente un po’ di tempo in più da dedicare a noi stessi, per cullarci un po’ nei nostri sogni in compagnia di un buon libro. E se non sapete cosa leggere, potete affidarvi ai consigli di chi della penna ha fatto un mestiere… Dopo i suggerimenti delle autrici, ecco dunque quelli degli scrittori. Altri ne seguiranno ancora domani…

Michele Ainis – Giurista e costituzionalista italiano, scrive come editorialista sul Corriere della Sera e l’Espresso. Nel 2012 è uscito il suo primo romanzo, “Doppio riflesso” (Rizzoli).
IL CONSIGLIO: Italo Calvino, “Le città invisibili”.
«Perché la vita è breve, perché il tempo è prezioso, perché gli occhi a leggere troppo si stancano e s’ammalano, e perché insomma la nuova narrativa che si pubblica a quintali non merita nemmeno lo spazio in libreria: meglio i classici. E fra i classici, meglio un libro che esprima la magia perduta della nostra lingua persa: l’italiano. »

 
Daniele Bresciani – Giornalista, ha lavorato alla Gazzetta dello Sport e come vicedirettore a Vanity Fair. Il suo primo romanzo è “Ti volevo dire” (Rizzoli).
IL CONSIGLIO: David Benioff, “La città dei ladri” (Neri Pozza).
«Ci sono libri che restano lì, sul comodino, per un po’, magari mesi, magari anni, e dici sempre “prima o poi lo leggo”. Poi, finalmente, cominci e ti chiedi: “ma perché ho aspettato così tanto?”. Mi è successo con “La città dei ladri”, di David Benioff. Il romanzo è del 2008 ed è, per il momento, l’ultimo scritto da Benioff (autore anche di “La 25a ora”, da cui è stato tratto il film di Spike Lee), visto che la sua principale attività è quella di sceneggiatore (tra i suoi lavori, “Troy”, “X-Men”, “Il trono di spade”).
Quindi, dicevo, “La città dei ladri” è rimasto lì, sul comodino, a lungo. C’era sempre qualcuno che passava davanti, con la prepotenza delle novità, con l’urgenza dei primi in classifica, con la voce suadente dell’amico che consiglia. Quando ho iniziato a leggere sono stato folgorato da una storia così bella, a tratti divertente, alla fine commovente.
I protagonisti sono l’adolescente Lev e Kolya, di qualche anno più grande, che si trovano nella Leningrado assediata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. I due ragazzi vengono catturati dalla NKVD, la polizia interna sovietica, e accusati di furto. Accusa pesantissima in una città che sta morendo di fame, che può costare loro la vita. Ma a Lev e Kolya viene offerta una possibilità di salvezza da un ufficiale, che li incarica di trovare una dozzina di uova per il matrimonio della figlia. Sembra un’impresa impossibile viste le condizioni della città, ma per i due giovani inizia un’avventura memorabile, che non può non toccare tutte le corde di chi legge. Una straordinaria storia di amicizia, amore, coraggio.
Un particolare: Lev è il nonno di Benioff e il romanzo ha un incipit fulminante: “Mio nonno uccise due tedeschi a coltellate prima di compiere diciott’anni”.»

Gaetano Cappelli – Scrittore, collabora con Corriere della Sera, Sette e Il Mattino. Il suo ultimo libro è “Romanzo irresistibile della mia vita vera raccontata fin quasi negli ultimi e più straordinari sviluppi”, (Marsilio), ma un nuovo romanzo, che ci anticipa qui, è in uscita per gennaio.
IL CONSIGLIO: Tom Wolfe, “Le ragioni del sangue” (Mondadori).
«Il Balzac della Fith Avenue torna finalmente a colpire, dopo più di cinque lustri, con un romanzo che ha la stessa forza e dirompenza di quel capolavoro che fu “Il falò delle vanità”. Con la sua scrittura in technicolor e sensurround, Tom Wolfe vi trascinerà in una Miami popolata da poliziotti culturisti e cubane dalla pelle di velluto, psicanalisti da manicomio, oligarchi e collezionisti d’arte, falsari e giornalisti falsi, autori di reality e politici corretti ma corrotti, e molti, molti altri personaggi indimenticabili, tutti con qualcosa da scoprire o da nascondere in un’irresistibile esilarante sfarzosa satira. Stile americano: il più inebriante del XXI secolo.
Il mio nuovo romanzo esce già a gennaio, questa volta per Mondadori. Il titolo è:  “Due stelle, un doppio e molti equivoci (ma non in cucina)” e racconta lo stratagemma studiato dal nobile padre di un giovane e ignaro chef per fare in modo che il paesino disperso tra i monti del Sud, dove vivono –lo stesso di “Parenti lontani” – diventi meta di gourmet e ispettori Michelin in grado così di Assegnare l’ambita stella – e magari due!»

Matteo Collura – Giornalista, storico e scrittore, collabora con il Corriere della Sera. Il suo ultimo libro è “Sicilia, la fabbrica del mito” (Longanesi).
IL CONSIGLIO: Ian Sansom, “L’odore della carta” (TEA).
«Perché ci ricorda, a noi figli del XX secolo, quanto la carta sia stata importante, e lo sia tutt’ora, anche se da qualche tempo si usa l’orrendo termine “cartaceo” proprio per indicare tutto ciò che non è elettronico. Siamo circondati dalla carta, dal certificato di nascita a quello di morte, dai fazzoletti alla carta igienica, dai libri agli imballi dei telefonini. La carta meritava una storia e un’elegia.»

 

Paolo Di Paolo – Scrittore, collabora con l’inserto culturale del Sole 24 Ore, Domenica, con le pagine culturali de L’Unità e con le riviste Nuovi Argomenti e L’indice dei libri del mese. Il suo ultimo libro è ‘Mandami tanta vita’ (Feltrinelli), finalista al Premio Strega di quest’anno.

IL CONSIGLIO: George Saunders, ‘Dieci dicembre’ (minimum fa)

«Per l’inventiva, la tenerezza e l’ironia, che a volte riesce a far piangere.»

IL CONSIGLIO – 2: Franco Arminio, ‘Geografia commossa dell’Italia interna’ (Bruno Mondadori)

«Perché è un viaggio nel cuore (in tutti i sensi) del nostro Paese.»

Giorgio Fontana – Scrittore, collabora con la pagina di cultura online del Sole 24 Ore, con La Lettura, l’inserto del Corriere della Sera, e altre riviste. Il suo ultimo libro è “Per legge superiore” (Sellerio).
IL CONSIGLIO: Stig Dagerman, “Autunno tedesco” (Lindau)
«È (purtroppo) uno dei pochi titoli di Dagerman facilmente reperibili, ma (fortunatamente) uno dei più interessanti. Dagerman fu uno scrittore straordinario, intransigente verso se stesso, fedele a un’idea di letteratura ispirata all’assoluta purezza. Ci ha lasciato delle opere meravigliose, fra cui questa raccolta di reportage narrativi sulla Germania dell’immediato dopoguerra, che colpisce per l’equilibrio fra rigore valutativo ed empatia.»

22 dicembre 2013

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