Quando parliamo di amore, di coppia e di famiglia, spesso usiamo una parola che sembra intoccabile: normalità. Diamo per scontato che esista un solo modo giusto di amare, una forma naturale di relazione, una struttura familiare “corretta”. Eppure “Monogamia. Storia di una eccezione” di Marzio Barbagli parte proprio da qui per smontare, con calma e intelligenza, una delle convinzioni più radicate della nostra cultura.
La monogamia non è un destino biologico né una legge universale. È una costruzione storica. E, soprattutto, è un’eccezione.
“Monogamia” come vivevano l’amore prima di noi
Nel suo saggio, Barbagli accompagna il lettore in un viaggio lungo secoli e continenti, mostrando come le società abbiano regolato l’amore, il matrimonio e la convivenza in modi molto diversi da quelli che oggi consideriamo ovvi. L’idea di una coppia esclusiva, stabile e indissolubile è tutt’altro che antica e tutt’altro che diffusa se guardiamo alla storia globale.
In molte culture la poligamia era la norma, soprattutto tra le élite. In altre, la convivenza temporanea o sequenziale era accettata senza scandalo. In altre ancora esistevano sistemi complessi di concubinato, relazioni parallele legittimate socialmente e strutture familiari molto più fluide di quanto immaginiamo.
“Monogamia. Storia di una eccezione” mostra come le forme dell’amore siano sempre state legate al potere, alla proprietà, all’eredità e al controllo sociale, molto più che ai sentimenti romantici.
Perché la monogamia si è imposta
Uno degli aspetti più affascinanti del libro è il modo in cui Barbagli spiega perché, a un certo punto, la monogamia diventa dominante in alcune società, soprattutto in Occidente. Non per un improvviso progresso morale, ma per ragioni molto concrete.
La monogamia serve a regolare la trasmissione dei beni, a stabilire chi ha diritto all’eredità, a limitare la concentrazione di potere e ricchezza nelle mani di pochi uomini. Diventa uno strumento di ordine sociale, prima ancora che un ideale affettivo.
Questo sguardo storico permette di capire perché l’amore romantico, così come lo immaginiamo oggi, arrivi molto tardi e perché venga spesso usato per giustificare strutture che hanno origini ben più pragmatiche.
Un libro che parla al presente
La grande forza di “Monogamia. Storia di una eccezione” è che non resta ancorato al passato. Barbagli arriva fino alle trasformazioni contemporanee, mostrando come la famiglia moderna sia il risultato di continue fratture e ricomposizioni.
Divorzi, seconde unioni, famiglie allargate, convivenze, matrimonio tra persone dello stesso sesso, nuove forme di relazione affettiva non sono anomalie, ma l’ennesima fase di un cambiamento che non si è mai fermato.
Leggere questo libro oggi significa guardare con maggiore lucidità ai dibattiti che attraversano la società contemporanea e capire che dietro ogni “scandalo” c’è quasi sempre una paura del cambiamento, non una vera rottura con la storia.
Uno stile chiaro, rigoroso, accessibile
Pur essendo un saggio corposo e documentato, “Monogamia. Storia di una eccezione” non è mai ostico. Barbagli scrive in modo limpido, accompagnando il lettore con esempi, confronti storici e riferimenti culturali che rendono la lettura fluida e stimolante.
È un libro che non giudica e non prescrive. Non dice come dovremmo amare, ma ci spiega perché amiamo come facciamo. Ed è proprio questa distanza dai moralismi a renderlo così potente.
Chi è Marzio Barbagli
Marzio Barbagli è uno dei più importanti sociologi italiani, professore emerito all’Università di Bologna e studioso di riferimento per la storia della famiglia, delle relazioni affettive e della sessualità. I suoi libri hanno contribuito in modo decisivo a cambiare il modo in cui guardiamo ai rapporti tra individui, istituzioni e società.
Tra le sue opere più note ci sono Fare famiglia in Italia, Congedarsi dal mondo, Omosessuali moderni e Comprare piacere, testi che uniscono rigore scientifico e capacità divulgativa.
Perché leggere “Monogamia. Storia di una eccezione”
Questo libro è perfetto per chi vuole smettere di considerare l’amore come qualcosa di fisso e immutabile. Per chi sente che dietro le grandi certezze culturali si nasconde una storia molto più complessa. Per chi vuole capire il presente senza semplificarlo.
“Monogamia. Storia di una eccezione” non distrugge l’idea di coppia, ma la libera dal mito. E ci invita a una riflessione necessaria: forse non esiste un solo modo giusto di amare, ma solo modi diversi di cercare equilibrio, cura e felicità.
