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Misery non deve morire

Esiste qualcosa di più facile per uno scrittore che scrivere di altri scrittori che scrivono libri? Un libro dentro al quale si inciampa in un altro racconto. Una matrioska di lettere l'una dentro l'altra. Così come ne 'La verità sul caso Harry Quebert'...

Esiste qualcosa di più facile per uno scrittore che scrivere di altri scrittori che scrivono libri? Un libro dentro al quale si inciampa in un altro racconto. Una matrioska di lettere l’una dentro l’altra. Così come ne ‘La verità sul caso Harry Quebert‘ o ‘Il segreto di Caspar Jacobi‘ per non dimenticare  ‘I terribili segreti di Maxwell Sim‘. Anche questa volta, per mia fortuna, sono incappata in qualcosa di assolutamente sorprendente. E me ne vergogno di esserci arrivata con tanto ritardo. Cosa fareste se il vostro scrittore preferito, ammazzasse clamorosamente il protagonista della saga che vi ha fatto sognare? Cosa sarebbe successo a J.K. Rowling se nel famigerato calice di fuoco ci avesse messo ad arrostire Harry Potter lasciando i suoi fan in balia solamente di Ron e Hermione? Beh, la scrittrice inglese non sarebbe uscita di casa molto spesso, avrebbe avuto paura anche di fare la spesa. Ma sto divagando, era solo un’introduzione per il libro che voglio raccontarvi oggi. Misery di Stephen King. Sono una grande fan del Re, e lo seguo dalla mia adolescenza, sempre, nel bene e nel male (per male vedi Joyland o Mr. Mercedes).

 

Mi è capitato fra le mani Misery, carta ingiallita e impregnata dell’odore di vecchio, mi aspettava da una vita su uno scaffale.

Misery è la protagonista dei libri di Paul Sheldon, una saga non troppo impegnativa, melensa e parecchio commerciale che lo ha fatto arrivare alla fama. Tutti aspettano ansiosi i libri di quella saga e non si può azzardare a scrivere altro senza venire aspramente criticato. Ma lo fa lo stesso. Ormai Misery è morta e con lei anche la sua carriera da scribacchino, ora si può dedicare ai romanzi veri. Si stappa due bottiglie di Dom Perignon e si mette in macchina, nonostante un’imponente bufera di neve, per consegnare il suo nuovo romanzo al suo editore. Poi un flash e il buio più totale. Paul si risveglia in un letto, non in ospedale, ha male dappertutto e le sue gambe sono frantumate sotto la coperta. Arriva Annie, la sua infermiera, la sua ammiratrice numero 1 ma anche la sua carceriera.

Annie crede sia un dono del signore che Paul si sia ribaltato con la macchina proprio vicino a casa sua. Lei lo imbottisce di droghe e gli chiede un favore, piccolissimo, in cambio della libertà.

 

‘Misery non deve morire Paul. Tu devi riportarla in vita e poi forse ti lascerò libero.’

Comincia così la lunghissima agonia di Paul Sheldon, che invece delle manette è legato a una macchina da scrivere. Annie è pazza e scappare sembra impossibile.

 

Un colpo di scena dietro l’altro. Scene dure e crude. Per un King che era appena agli inizi e non sapeva ancora cosa sarebbe diventato. Un libro dentro al libro che vi lascerà a bocca aperta.

 

25 gennaio 2015

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