Lo scrittore noir protagonista ad Anteprime

Maurizio De Giovanni, ”Il genere noir serve a capire le ragioni del male”

PIETRASANTA - Maurizio De Giovanni incanta per oltre un'ora con la sua Napoli vista attraverso i suoi personaggi. Lo fa con i suoi racconti noir, ostici, difficili...

PIETRASANTA – Maurizio De Giovanni incanta per oltre un’ora con la sua Napoli vista attraverso i suoi personaggi. Lo fa con i suoi racconti noir, ostici, difficili, che lo scrittore ritiene il più utile a raccontare la realtà vera. Maurizio De Giovanni ha un talento anarchico ed oggi poi diventato l’autore italiano più letto con un grande amore per le parole, con una retorica tutta sua.

LA SCRITTURA NOIR – Del mondo degli scrittori neri italiani, dice, che è un mondo unico perché privo di invidie. In Italia il mondo del romanzo noir è diverso perché ognuno racconta le città, descrivendo gli eventi come commedie sociali noir che più che il colpevole hanno come obiettivo narrare una città, sentimenti e soprattutto passioni: ‘La passione – dice lo scrittore – è difficile da gestire: talvolta diamo a certe parole un risvolto positivo, come amore, ma talvolte l’amore porta alla morte. Molti assassini credono di aver amato lato prima vittima. L’antitesi  dell’amore è l’indifferenza, l’odio è una perversione dell’amore. La narrativa scava nell’anima del colpevole. Il genere noir serve a capire la ragione del male: l’assassino non si da un giudizio morale, ma crede di fare una cosa necessaria. La scrittura noir ci insegna a scavare nella melma’.

METAFORA DELLA COMPASSIONE – Maurizio De Giovanni parla di ‘In fondo al tuo cuore‘, il suo ultimo romanzo appena uscito nelle librerie. Come negli altri romanzi di Ricciardi, che ha il dono di sentire il dolore del morto. ‘È sorprendente il numero di persone che mi dice che ha la stessa sensazione di sentire le parole dei morti. È plausibile che le emozioni impregnino un posto. Un posto talvolta crea un disagio senza motivo. Volevo che Ricciardi fosse una metafora della compassione, ovvero di un mondo in cui le emozioni rimangano. Oggi troppo spesso Cerchiamo di non vedere lo sporco, di distogliere lo sguardo dallo storpio o dalla povertà, abituandoci a tutto. Volevo narrare l’incapacità di voltare le spalle perché il dolore rimane dentro: il Commissario Ricciardi è portatore di una sofferenza per cui lui crede di essere pazzo e condannato alla solitudine, mentre ha due donne che lo vorrebbero. Mai un uomo sceglie una donna, ma una donna se lo prende. Lui crede di essere il male per la persona che ha accanto e sceglie di non far soffrire, ma l’amore invece è egoistico’.

LA GENTE VUOL CAPIRE – La nuova serie è quella dei Bastardi di Pizzofalcone, che racconta la Napoli di oggi più violenta. ‘Aver aperto una seconda serie nasce  da un masochismo personale perché ora ho due serie da portare avanti e appena finisco il libro di una serie, mi chiedono quello nuovo dell’altra. Il prossimo libro che uscirà a novembre riprende la serie dei Bastardi. Ricciardi è ambientato in un tempo in cui non c’era la polizia scientifica e la narrazione era poi facile per me che non avevo grande dimestichezza con queste cose. Un poliziotto mi ha detto che la polizia scientifica non è come nei telefilm e non serve poi a molto e allora ho creato questa nuova serie con cui raccontare una Napoli che come tutte le città, ovvero anonima in cui nessuno si occupa più degli altri. I disagi non sono più percepiti. Sono angosciato dalle interviste del giorno dopo in cui tutti gli autori di orribili crimini sono brave persone. Eppure credo che anche un assassino abbia manifestato delle emozioni da cui forse si poteva capire. Vi sono condomini di decine di piani in cui nessuno si occupa più di nessuno, eppure sappiamo tutto di una persona che non conosciamo davvero. Sono impaurito da questa società: e per uno scrittore di noir è facile trovare modelli da raccontare. In qualsiasi città ci sono queste storie di solitudine ed è il motivo vero del successo  di questi romanzi. Con i plastici di Cogne Bruno Vespa fa tre volte gli ascolti di Renzi perché la gente vuole capire. Cerco di raccontare Napoli che è una città che spaventa più di quella di Ricciardi che vive in un mondo disperato, ma in cui le persone si riconoscono tra loro’.

LA NAPOLI INDIFFERENTE – In chiusura lo scrittore legge un capitolo del libro che uscirà a novembre dal titolo ‘Gelo’ della saga dei Bastardi di Pizzofalcone, in cui De Giovanni mette un narratore che parla all’assassino che compie il suo delitto in una Napoli stranamente gelida, indifferente, in cui l’assassino cerca di confondersi nei pochi che sono a passeggio per le strade perchè è freddo, un assurdo freddo per essere a Napoli. L’assassino spera di trovare in un bicchiere di vino il calore per il gelo che ha dentro e che non passa. Il libro si annuncia come un ennesimo successo perché dietro c’è una Napoli che è unica, ma che è una grande città e come le grandi città si perde nelle indifferenze che sembrano il male di questo tempo.

Michele Morabito

5 luglio 2014


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