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Maurizio Bono, ”Grazie agli ebook, il lettore avrà più modalità di accesso al libro”

SPECIALE LIBRI E DIGITALE - Difficilmente il passaggio dell'editoria al digitale farà crescere il numero dei lettori: piuttosto, saranno i lettori forti a moltiplicare le modalità di approccio al libro. Per Maurizio Bono, giornalista di D – La Repubblica, la questione del supporto non ha a che fare con quella della lettura: la passione per il libro è indipendente dal canale su cui si legge...

Il giornalista di D – La Repubblica affronta alcune questioni legate all’editoria digitale

MILANO – Difficilmente il passaggio dell’editoria al digitale farà crescere il numero dei lettori: piuttosto, saranno i lettori forti a moltiplicare le modalità di approccio al libro. Per Maurizio Bono, giornalista di D – La Repubblica, la questione del supporto non ha a che fare con quella della lettura: la passione per il libro è indipendente dal canale su cui si legge.

Come sta cambiando e cambierà il mercato editoriale italiano con lo sviluppo della digitalizzazione?
In America circa un 20% di copie sono passate dal cartaceo al digitale. Quello che sta succedendo in Italia, invece, è che a livello di vendite stiamo perdendo un 20% di copie nel cartaceo senza recuperarle nel digitale: un certo ritardo anche degli editori in quest’ambito della produzione ha fatto sì che il recupero fosse un po’ più difficile. Negli ultimi mesi ho visto però che sono entrati molti più titoli nel digitale: tutti, obtorto collo, hanno dovuto accettare la scommessa. Per quanto riguarda poi l’altra eterna domanda, se il libro sia connaturato alla carta e se perda qualcosa passando al supporto digitale, io sono convinto di no, penso che il libro sia assolutamente più forte del suo sostegno. Certo, ci sono dei libri e dei giornali che si possono leggere solo su carta, ma siamo ormai tutti abituati a leggere anche a video, e penso che l’esperienza della lettura prescinda dal supporto su cui si legge.
Il cambiamento è inevitabile: ci auguriamo che nel passaggio nessuno si faccia troppo male, ma il mutamento e l’innovazione non si possono arrestare.

Secondo lei il digitale può contribuire a far crescere il numero dei lettori in Italia?
Questo mi sembra più difficile per come è fatto il mercato editoriale in Italia, e anche per come è fatto il rapporto degli italiani con la tecnologia. Credo sia molto più probabile il passaggio dei lettori esistenti all’e-book che non il passaggio, per esempio, dal videogioco all’e-book e quindi alla lettura. Questo è confermato dalle rilevazioni dei dati americani e inglesi, laddove si è partiti prima con il digitale: gli e-book non hanno allargato il mercato, sono i lettori forti che moltiplicano le loro modalità di approccio al libro, anche a seconda delle sue necessità. Un conto è il libro da ombrellone, un altro il saggio da consultare. In base al momento della giornata e al tipo di lettura si sceglie un supporto o l’altro. Quanto ai libri che creano lettori, la storia dell’editoria ha dimostrato che sono efficaci nel produrre un’ondata, ma difficilmente poi il lettore lo conservano. Sto parlando dei libri sul genere delle “Cinquanta sfumature”: in America hanno prodotto un’ondata in formato e-book, in Italia in formato cartaceo – a dimostrazione che i due supporti funzionano allo stesso modo anche nel caso del giga seller – ma questi grandi successi non producono lettori che si fidelizzano.

Come successo per la musica e per il cinema, teme che l’introduzione del digitale possa compromettere la proprietà intellettuale?
Questa è stata una paura iniziale che credo si stia ridimensionando tra gli editori, anche in virtù dell’esperienza fatta nel campo musicale. Dopo anni e anni di tentativi per bloccare la pirateria si è passati a un rapporto oggetto-prezzo e a una facilità di accesso che la scoraggi, che renda meno allettante mettersi a fare l’hacker. Io credo che l’unico modo per battere la pirateria sia proprio trovare questo equilibrio, per cui l’utente preferisce acquistare piuttosto che correre inutilmente il rischio legato al pirataggio. Il costo di produzione del libro in questo aiuta: la produzione di un libro ha costi molto inferiori rispetto a quella di un film, e questo può rappresentare un vantaggio evitare le forche caudine che hanno attraversato la musica e il cinema.

Quindi, e-book sì o e-book no?
E-book sì, o meglio, anche.

 

19 ottobre 2012

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