Massimo Pietroselli, ”Per i miei thriller mi ispiro al ‘Dr. Jekyll e Mr. Hyde’ di Stevenson”

Un libro maledetto, una strage di bambini, un pittore misterioso, una confraternita segreta. E' uscito il 30 agosto il libreria ''Alphabetum. La Confraternita del Saio Nero'', l'atteso thriller di Massimo Pietroselli. Il libro è ambientato a Roma nel 1599, a pochi mesi dall'apertura dell'Anno Santo...

L’autore parla del suo ultimo libro “Alphabetum. La Confraternita del Saio Nero” e del suo personale percorso di scrittore.

MILANO – Un libro maledetto, una strage di bambini, un pittore misterioso, una confraternita segreta. E’ uscito il 30 agosto il libreria “Alphabetum. La Confraternita del Saio Nero”, l’atteso thriller di Massimo Pietroselli. Il libro è ambientato a Roma nel 1599, a pochi mesi dall’apertura dell’Anno Santo, e ruota intorno all’Alfabeto di Erode, un libro maledetto commissionato dal celebre Barbablù, sulle cui tracce si mette l’imperatore del Sacro Romano Impero Rodolfo II. L’autore parla del suo libro e del suo personale percorso di scrittore.
 
Come nasce l’idea di costruire un romanzo intorno all’Alfabeto di Erode?
Purtroppo non posso dire quale sia stato l’elemento che mi ha fatto pensare al plot del libro, altrimenti rischierei che i lettori appassionati di storia possano dedurre la conclusione del romanzo, o almeno un possibile sviluppo: perché ci sono precisi riferimenti storici, che magari spiegherò nella postfazione. Posso solo dire che l’Alfabeto di Erode è un libro maledetto e che ha precedenti (e successori) illustri: in particolare l’Alfabeto della Morte di Hans Holbein, del 1538 e il moderno The Gashlycrumb Tinies di Edward Gorey, uno dei più celebri disegnatori del macabro del 1900.

 

Quali sono gli elementi storici e quelli di fantasia presenti nel romanzo?
In questo, come in tutti gli altri romanzi storici che ho scritto, cerco sempre di fare in modo che la storia inventata si sviluppi a partire dalla Storia reale: altrimenti non si tratterebbe di un romanzo storico, ma di un romanzo con uno sfondo storico, come i fondali dei melodrammi. Quel che posso dire è che il romanzo si apre con una celebre esecuzione capitale, quella della famiglia Cenci avvenuta nel settembre 1599, e che nelle proprietà del depravato Francesco Cenci si rinviene il “motore” del romanzo. Altro elemento reale è la follia collezionistica di Rodolfo II, l’imperatore di Boemia che si circondava di alchimisti, negromanti ed artisti come Arcimboldo, e che sguinzagliava per tutta Europa degli agenti per acquistare bizzarrie che arricchissero il suo Gabinetto delle Meraviglie. Due di questi, la misteriosa Leonia e la sua “guardia del corpo”, si trovano per l’appunto a Roma in quei giorni…
 
Parliamo del tuo percorso di scrittore: dalla fantascienza al giallo, al thriller storico.
Nonostante l’apparente diversità, tutti i miei romanzi sono accomunati dal fatto che la narrazione è spostata dal presente al passato o al futuro. Il motivo è semplice: come diceva Umberto Eco, il passato lo conosco, il presente no. Quanto al futuro, me lo invento. Il presente è invece sfuggente, e rischierei di scrivere o storie “private”, chiuse in un microcosmo che mi annoierebbe, o di dire banalità. Poiché amo storie complesse, dalle trame elaborate, con più personaggi, mi trovo più a mio agio con un periodo storico lontano dall’attuale. Uno sfondo romanzesco aiuta!

 

Ci sono autori cui ti ispiri o che in qualche modo hanno influenzato la tua scrittura o la scelta dei temi dei tuoi romanzi?
La scelta dei temi è molto personale, e viene non tanto dai romanzi quanto da saggi storici. Qui trovo l’humus adatto perché le mie storie attecchiscano come voglio. Quanto invece allo spirito, io mi trovo d’accordo con Stevenson, che preferiva il romanzesco alla realtà quotidiana. Il Signore di Ballantrae e Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde sono capisaldi del mio gusto narrativo. Come pure l’insuperato Il segno del comando, che ha colpito la mia immaginazione da bambino, costruendo nella mia mente l’associazione indissolubile tra Roma e il mistero e la magia.
 

2 settembre 2012

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