Mario Desiati, ”Pubblicare libri che nessun altro ha il coraggio di fare: questo l’intento di Fandango”

Dalla grande letteratura straniera alla narrativa italiana contemporanea, con particolare attenzione ai nuovi talenti: il catalogo di Fandango Libri, la case editrice nata come costola dell'omonima casa di produzione cinematografica, è estremamente ampio e non teme scelte ''coraggiose''. Ce ne parla il direttore editoriale Mario Desiati...

Il direttore editoriale di Fandango Libri illustra la storia e il progetto della casa editrice

MILANO – Dalla grande letteratura straniera alla narrativa italiana contemporanea, con particolare attenzione ai nuovi talenti: il catalogo di Fandango Libri, la case editrice nata come costola dell’omonima casa di produzione cinematografica, è estremamente ampio e non teme scelte “coraggiose”.  Ce ne parla il direttore editoriale Mario Desiati, che ci illustra la storia, il progetto editoriale e le collane principali di Fandango Libri, dando anche qualche suggerimento per i regali di Natale.

 

Quando nasce Fandango come casa editrice e con quali intenti?
La casa editrice Fandango nasce come una costola della Fandango Cinema nel 1999: il primo libro pubblicato è “La maschera di scimmia” dell’autrice australiana Dorothy Porter, un poema che è anche un giallo e ha per protagonista una detective lesbica. Questo libro, di cui uscì  anche un film alcuni anni dopo, rispecchia perfettamente lo spirito di Fandango: fare libri che nessun altro editore ha il coraggio di pubblicare. Nei mesi successivi furono pubblicati altri titoli importanti, tra cui “Infinite Jest” di David Foster Wallace tradotto da Edoardo Nesi e le opere di John Cheever, autore che è stato una delle colonne portanti della casa editrice, prima che ne acquisisse i diritti Feltrinelli.

 

Come si è evoluto il progetto editoriale di Fandango Libri? Quali personalità, autori e titoli hanno contribuito maggiormente a definire l’identità della casa editrice nel corso della sua storia?
Fandango, come casa editrice, fu voluta da Domenico Procacci, che coinvolse nel progetto gli scrittori Sandro Veronesi, Edoardo Nesi e Laura Paolucci. Tutti loro diventarono soci di Fandango Libri nel 2005, insieme anche a Carlo Lucarelli e Alessandro Baricco. Nel 2004 inoltre era stata chiamata a rivestire il ruolo di direttrice editoriale Rosaria Carpinelli, già direttrice editoriale di Rcs Libri. Questi fecero sì che la linea editoriale di Fandango portasse avanti un progetto più continuativo: iniziarono a essere pubblicati dai trenta a trentacinque titoli all’anno. A questo periodo risale “Questa storia” di Alessandro Baricco, il più grande successo commerciale di Fandango Libri. Nel 2008 c’è stata un’ulteriore svolta: io ho sostituito Rosaria alla direzione e Fandango Libri ha assunto un’identità un po’ più vicina a quella della casa di produzione cinematografica, nel senso che in questi anni abbiamo lavorato moltissimo sugli italiani, con l’intento di scoprire nuovi talenti e puntare su di loro, creando una generazione di nuovi narratori. Da quando sono qui sono stati pubblicati una quindicina di esordienti, che per una casa editrice medio-piccola come la nostra è un grandissimo risultato. Per il 2013 e 2014 abbiamo già in programma una serie di esordi e di seconde e terze opere di autori da noi scoperti. Non abbiamo comunque perso il nostro rapporto con i classici e la narrativa contemporanea straniera: siamo per esempio gli editori di Harold Broadkey, uno dei più grandi scrittori del Novecento. A breve pubblicheremo le sue “Storie in modo quasi classico” e l’anno prossimo il suo capolavoro, “The Runaway Soul”. La nostra storia, soprattutto negli ultimi anni, è molto legata anche all’impegno sociale: un esempio in questo senso è “Ama il tuo sogno” di Yvan Sagnet, sulle condizioni di lavoro dei braccianti agricoli in Puglia.

 

Ci può citare alcune delle collane principali?
La più antica collana di Fandango è Mine vaganti, oggi diretta da Sandro Veronesi, dedicata alla narrativa straniera e specialmente a quella americana, all’interno della quale sono pubblicati Foster Wallace e Cheeler. Abbiamo poi Documenti, la collana di saggistica diretta da Tiziana Triana, di cui fa parte la grande giornalista messicana Lydia Cacho. C’è poi la collana Galleria, molto legata alla storia italiana e dedicata agli italiani, sia gli esordienti sia le grandi riscoperte, al cui interno siamo fieri di pubblicare Vincenzo Pardini, scrittore toscano molto raffinato che batte strade lontane da quello che il pubblico oggi richiede tendenzialmente agli scrittori. Questa comprende diversi generi letterari: prediligiamo il romanzo, ma la collana accoglie anche forme ibride come il reportage narrativo. La collana principale è Fandango Libri, dove sono usciti Baricco e Veronesi, dedicata a testi di narrativa e varia che non rientrano nelle altre categorie che abbiamo citato. E ancora abbiamo una collana totalmente dedicata ad Andrea Pazienza, maestro della graphic novel italiana. La nostra casa editrice lavora anche su progetti multimediali: sta per uscire il cofanetto sulla Diaz, con un apparato testuale di interviste realizzato con la collaborazione di Boris Sollazzo e il dvd del film di Daniele Vicari.

Può darci qualche anticipazione riguardo ai titoli su cui più puntate per Natale?
Per tutti gli appassionati del pallone c’è “Il manuale del calcio” scritto dal compianto Agostino Di Bartolomei, capitano della Roma negli anni Ottanta, che ha lasciato al figlio questo libro poi pubblicato da noi. Ci sono inoltre le novità del momento: da questo cofanetto sulla Diaz al romanzo di Vincenzo Pardini  “Il postale”, al libro di Yvan Sagnet “Ama il tuo sogno”, o ancora “Jane Mansfield 1967”, biografia di questa famosa attrice scritta da Simon Liberati, libro molto premiato in Francia.

 

4 dicembre 2012

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