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Margherita Pogliani, ”In letteratura la donna da fonte di ispirazione si è trasformata in protagonista”

DONNE E LIBRI, SPECIALE 8 MARZO - ''I libri e la lettura sono fondamentali per capire dove si sta rivolgendo l'attenzione delle nostre lettrici, quali i fenomeni che vorrebbero vedere maggiormente approfonditi o i temi di cui vorrebbero dialogare''. E' quanto affermato dalla direttrice di Style.it Margherita Pogliani...

In occasione della festa della donna, la direttrice di Style.it sottolinea come il ruolo della donna sia cambiato nel corso degli anni

MILANO – “I libri e la lettura sono fondamentali per capire dove si sta rivolgendo l’attenzione delle nostre lettrici, quali i fenomeni che vorrebbero vedere maggiormente approfonditi o i temi di cui vorrebbero dialogare”. E’ quanto affermato dalla direttrice di Style.it Margherita Pogliani, la quale sottolinea come il ruolo della donna sia cambiato nel corso degli anni sia nella letteratura, sia in generale all’interno della società odierna.

Come nasce la sua passione per la lettura?
La mia passione per la lettura nasce da bambina, quando azzardavo la comprensione dei testi per capire le favole e i giochi di Richard Scarry. Pian piano si è evoluta imparando ad amare le favole di Rodari, le filastrocche, per arrivare intorno ai dieci anni con la presenza contemporanea sul comodino di Piccole Donne e Centomila gavette di ghiaccio…

Quali sono le figure femminili nella letteratura che più l’hanno appassionata o in cui si rivede?

Naturalmente Jo di Piccole Donne, coraggiosa, ribelle, determinata e guarda caso curiosa e indomita scrittrice! Scherzi a parte mi hanno molto toccato alcuni libri della Allende, la forza di Lettera a un bambino mai nato della Fallaci, la generosità di Violetta nella Traviata, trasposizione verdiana della Signora delle Camelie di Dumas, l’integrità e la determinazione della Margherita di Bulgakov, la donna che è poesia pura in Neve di Maxence Fermin, la sensualità delle liriche di Saffo.
 
Ritiene che il modo di rappresentare le donne nella letteratura sia cambiato oggi rispetto al passato? Se si, in che modo?
Certo, è cambiato e continua a cambiare, specchio fedele della società. Da fonte di ispirazione la donna si è trasformata in protagonista, scrittrice e artefice di un’identità intellettuale femminile che dalla denuncia si sta posizionando in un contesto di riscatto da stereotipi culturalmente accettati. La mia sensazione è che nella letteratura attuale si incontri sempre più spesso una donna che vuole definirsi con chiarezza, forza e – perché no? – lucidità estrema anche della realtà che la circonda. Donne che vanno educate, come ne L’amore rubato di Dacia Maraini, o conosciute come le protagoniste di Ferite a morte di Serena Dandini. Incontriamo esempi di donne coraggiose che, cercando caparbiamente una centratura e un senso, scavano nella propria storia e nelle proprie paure per trovare le proprie radici. Conosciamo personaggi antesignani per determinazione e autonomia come Sira Quiroga, la giovane sarta di La notte ha cambiato colore di Maria Duenas o Una ragazza da Tiffany di Susan Vreeland.

Lei ricopre un ruolo di alta responsabilità, in che modo i libri e la lettura la aiutano ogni giorno nella sua vita professionale?

Grazie per il complimento. In realtà il mio non è tanto un ruolo di grande responsabilità quanto di grande ascolto e in questo contesto i libri e la lettura sono fondamentali per capire dove si sta rivolgendo l’attenzione delle nostre lettrici, quali i fenomeni che vorrebbero vedere maggiormente approfonditi o i temi di cui vorrebbero dialogare. La lettura, che sia del primo libro in classifica come dell’ultimo blog scovato in Rete, allena la mente, la corrobora, la nutre, la stimola, ne delinea i limiti spronandola sempre a imparare e a crescere.
 
Ultima domanda, quale libro o personaggio femminile meglio si potrebbe indentificare con la donna di oggi?
Come libro penso a Come una specie di sorriso di Lella Costa perché la ragazza che al fidanzato in mostruoso e reiterato ritardo risponde con nonchalance: «Oddio, scusami, non sono ancora pronta, mi dai cinque minuti?» è un ottimo esempio dell’ironia che, come ha commentato la stessa autrice citando Romain Gary, “è una dichiarazione di dignità. È l’affermazione della superiorità dell’essere umano su quello che gli capita.”
Come personaggio mi torna in mente Sara, protagonista di Lucy di Cristina Comencini, perché come ha affermato l’autrice nella vostra intervista, Sara è una donna estremamente contemporanea, una donna autonoma, libera, che di questa libertà ha pagato il prezzo.

 

8 marzo 2013

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