Marco Ferrario, ”Nell’editoria digitale è nata la generazione post-Amazon”

Al centro di questa terza edizione di IfBookThen, il convegno annuale organizzato da Bookrepublic per ragionare sul cambiamento imposto all'editoria dal digitale, sono le nuove modalità dello storytelling e le nuove esperienze di lettura rese possibili dalle tecnologie. Ce ne parla Marco Ferrario, ad di Bookrepublic...

L’ad di Bookrepublic fa il punto sulla terza edizione di IfBookThen, il convegno dedicato alle innovazioni dell’editoria digitale in corso oggi a Milano

MILANO – Al centro di questa terza edizione di If Book Then, il convegno annuale organizzato da Bookrepublic per ragionare sul cambiamento imposto all’editoria dal digitale, sono le nuove modalità dello storytelling e le nuove esperienze di lettura rese possibili dalle tecnologie. Ce ne parla Marco Ferrario, ad di Bookrepublic, che spiega come in questo campo si aprano nuove opportunità non ancora esplorate, su cui sta ragionando una nuova generazione di innovatori. Il cammino sta proseguendo oltre le innovazioni introdotte da Amazon, Apple e Google, e in questo scenario gli editori possono e devono ricavarsi le loro opportunità e il loro spazio.


Com’è nato il progetto di If Book Then?

Quando siamo nati come Bookrepublic, che è la nostra attività principale, di libreria on line, abbiamo subito pensato che un convegno come questo, per portare in Italia la discussione sull’editoria digitale e le personalità internazionali più importanti che si occupano di questi argomenti, fosse una grande opportunità per noi. Non solo per far circolare le idee e diffondere una maggiore consapevolezza di quella che è la nostra attività, ma anche per sviluppare nuovi business e attività comuni. If Book Then è giunto alla terza edizione ed è stato un grande successo. C’è molto interesse sia da parte degli speaker sia da parte del pubblico. Si è formata una comunity internazionale di persone che vengono volentieri a parlare a IfBookThen e che parlano di IfBookThen, e ci siamo agganciati anche a comunity internazionali più grandi. In particolare quella nata a San Francisco per iniziativa di Peter Brantley, che raggruppa quelle persone che al mondo parlano in maniera più attiva di questi temi. È stata un’iniziativa che ci ha portato molto oltre quello che ci aspettavamo ed è un modo per rimanere in contatto con chi fa il nostro mestiere.


Le nuove tecnologie consentono di instaurare una relazione attiva con il lettore, e questo comporta anche una trasformazione dei contenuti editoriali. Quali sono i possibili scenari, come si evolveranno i contenuti spinti da queste innovazioni?

Ci è stato mostrato molto dai giochi. Chi li produce mette a disposizione una tecnologia, un ambiente, e in questo ambiente e su questa tecnologia gli autori costruiscono delle storie che presuppongono delle interazioni con i fruitori e poi si sviluppano in maniera più o meno predeterminata. L’industria dei giochi ha fatto questo senza problemi, senza avere alle spalle un vissuto di secoli nel raccontare storie con cui confrontarsi. Questo è un esempio verso il quale l’industria del libro si sta orientando, è una delle forme di interazione che la tecnologia e il digitale mettono a disposizione.
Forse dobbiamo smetterla di pensarci come “editori digitali”, dove l’accento è posto sul termine “editori”. La nostra priorità deve diventare quella di pensare a come raccontare storie in un contesto digitale, e in questa riflessione il “contesto digitale” deve essere l’idea dominante. Allora si aprono molte opportunità, molte nuove modalità di storytelling. Quali saranno è molto difficile da dirsi, ma abbiamo già davanti agli occhi alcuni esempi. Evan Ratliff di Atavist ha fatto questa mattina degli esempi su come raccontare storie attraverso video, fumetti, graphic novels, fotografie, testi da leggere. Non si tratta di linguaggi diversi messi in successione, il risultato è quello di un insieme ben integrato, di un unico percorso per godere di una storia in modo nuovo. Non è semplice da spiegare a parole: si può comprendere quello che intendo solo mettendosi fisicamente davanti a un tablet e immergendosi nella narrazione.


Quali sono le principali innovazioni della filiera digitale del libro presentate in questa edizione?

Mentre nelle passate edizioni al centro del convegno erano le innovazioni di processo, dei singoli modi di fare il mestiere dell’editore, ora sempre di più l’attenzione si sta spostando verso lo storytelling e l’esperienza di lettura, che sta diventando sempre più social. L’accento si è spostato sulle esperienze di lettura sociale, lettura condivisa, scrittura collaborativa, interazione autore-lettore. Negli incontri di oggi stiamo vedendo moltissimi esempi su questo fronte. È come se fosse nata negli ultimi 2-3 anni una nuova generazione di innovatori e di aziende che operano su quest’area, che rendono Amazon di una generazione passata. Ho parlato infatti di generazione post-Amazon, attenta molto più al lettore e alla lettura come nuovo campo di sperimentazione piuttosto che ai processi dell’editoria. Si tratta di una nuova fase, che non ha niente a che vedere con Amazon, Apple Google, una nuova fase cui gli editori possono guardare alla ricerca di nuove opportunità. Confrontarsi con queste persone, i protagonisti del convegno di oggi e in generale chi opera in questo campo, creare relazioni con loro è una chance che gli editori hanno per guardare al futuro in maniera più ottimistica, anziché continuare a temere Amazon come il nemico che decreterà la loro estinzione.

 

19 marzo 2013

 

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