Marcello Simoni, ”I libri sono un modo per esorcizzare i nostri lati oscuri”

Sarà da domani in libreria ''L'isola dei monaci senza nome'', versione cartacea che raccoglie l'intera saga del ''Rex Deus'' di Marcello Simoni, uscita a puntate in versione digitale. ''Sostenere i ritmi di scrittura di una storia a puntate rappresenta una bella sfida'', commenta l'autore, sfida che Simoni ha vinto lasciandosi trascinare dall'intreccio e dai personaggi...
L’autore de “Il mercante di libri maledetti”, vincitore del Premio Bancarella dell’anno scorso, presenta “L’isola dei monaci senza nome”, versione cartacea della saga “Rex Deus” pubblicata a puntate in ebook, in uscita domani in libreria

MILANO – Sarà da domani in libreria “L’isola dei monaci senza nome”, versione cartacea che raccoglie l’intera saga del “Rex Deus” di Marcello Simoni, uscita a puntate in versione digitale. “Sostenere i ritmi di scrittura di una storia a puntate rappresenta una bella sfida”, commenta l’autore, sfida che Simoni ha vinto lasciandosi trascinare dall’intreccio e dai personaggi. Siamo nel 1544 e l’armata del corsaro ottomano Barbarossa assedia le coste dell’isola d’Elba. Lo scopo è liberare il figlio ventenne del suo generale delle galee, Sinan il Giudeo, tenuto in ostaggio dal principe di Piombino. Il ragazzo ha scoperto l’ultimo depositario di un mistero risalente ai tempi di Gesù e in grado di minare, se rivelato, le basi della fede cattolica. Ma il segreto del Rex Deus è stato occultato per oltre due secoli ed entrarne in possesso sarà tutt’altro che semplice.

Com’è nato il ciclo di “Rex Deus”?
Dalla proposta del mio editore di scrivere un ebook diviso in cinque episodi. Inutile dire come vi abbia immediatamente colto l’opportunità di mettere in scena una storia che avesse il respiro dei feuilleton ottocenteschi e uno slancio orientato alla narrativa di genere contemporanea. Ne è nata la saga di “Rex Deus”, una trama avventurosa ambientata nel XVI secolo che vede come protagonista Cristiano d’Hercole, figlio di un corsaro turco e di una donna nativa dell’Isola d’Elba. Si tratta di personaggi davvero esistiti, coinvolti in un intreccio di fiction ed eventi storici realmente accaduti… E dal progetto digitale, siamo finalmente approdati all’edizione integrale cartacea, che s’intitola “L’isola dei monaci senza nome”.

La saga è uscita a puntate in 5 ebook, riprendendo una forma tradizionale della letteratura, il romanzo d’appendice, e contestualizzandola alla contemporanea era digitale. Questa tipologia di pubblicazione ha avuto un buon riscontro di pubblico? Ha trovato difficile scrivere attenendosi a questa forma o al contrario è stato un aiuto?

Il successo è stato notevole, al punto da aver riscosso l’attenzione di molti miei follower presenti su Facebook e Twitter che non tardavano a esprimere apprezzamenti e aspettative ogni volta che veniva pubblicato un nuovo episodio di “Rex Deus”. In corso d’opera ho addirittura suscitato l’interesse di un editore brasiliano, che al momento ha già acquisito i diritti di pubblicazione (cartacea) del romanzo per il proprio Pese. E tuttavia, sostenere i ritmi di scrittura di una storia a puntate rappresenta una bella sfida. Bisogna saper calibrare i tempi di produzione con l’inventiva. Io ci sono riuscito lasciandomi trascinare dall’intreccio e dal carattere dei personaggi, e giunto a questo punto posso dire di aver beneficiato di un’esperienza davvero stimolante.

Perché, secondo lei, i thriller che coinvolgono antichi misteri risalenti ai tempi di Gesù e capaci di sconvolgere, se svelati, le basi della fede cristiana hanno così tanto appeal sul lettore? Basti pensare qui a Dan Brown…
Perché sappiamo benissimo che abbiamo ancora molto da imparare sul nostro passato e non ci accontentiamo di quanto ci viene raccontato dalle cosiddette fonti “canoniche”. Io sono uno scettico, e come Cartesio fondo la mia conoscenza sulla ragione. In molti confondono questo atteggiamento con l’ateismo, sbagliando di grosso. Io credo, ma baso la mia fede sul dubbio. Mi interrogo di continuo su qualsiasi cosa, perché sono dell’opinione che sia nostro preciso dovere farlo. Se Dio avesse voluto il contrario, ci avrebbe creati stupidi.

Tra i personaggi da lei raccontati, in quale si identifica di più e perché?

Sono tutti parte di me, quindi non saprei separarmi da nessuno di essi. Né dal cocciuto Cristiano d’Hercole, né dalla sensuale Margherita Marsili e tantomeno dal controverso Leone Strozzi. Nel delineare i loro caratteri, ne ho approfittato per conoscere meglio me stesso, e in un certo senso per esorcizzare quello spicchio di oscurità che si porta dentro ognuno di noi. Lo faccio durante la stesura di ogni romanzo. Una delle cose che mi affascina di più dei miei personaggi è la loro imperfezione.

Può raccontarci delle ricerche storiche che hanno accompagnato la stesura di questo libro: quali temi l’hanno appassionata di più? Ci sarà l’imbarazzo della scelta visti gli argomenti trattati – le imprese di corsari e avventurieri per mare…
Le suggestioni sono state così numerose da avermi spinto ad aggiungere a questo romanzo una nota finale, “tra storia e fiction”, dove ho voluto approfondire alcuni aspetti della mia fase di documentazione. Era da molto tempo che desideravo scrivere una storia ambientata in mare, in un periodo in cui le navi da guerra iniziavano a montare i primi cannoni e a imbarcare reparti di archibugieri da impiegare negli abbordaggi. Mi incuriosiva inoltre gettare luce sul fenomeno dei cosiddetti “rinnegati”, ovvero i cristiani che ripudiavano la Croce per diventare “turchi” e mettersi al servizio dell’impero ottomano in qualità di corsari e avventurieri. Ma ho voluto soffermarmi anche su intrighi politici e descrizioni di località italiane per impreziosire una trama che si fonda, prima di tutto, su una leggenda massonica. Alludo all’esistenza di una reliquia in grado di smantellare i dogmi della fede cristiana. Quale che sia tale reliquia, il “Rex Deus”, lo si scoprirà soltanto nell’ultima pagina del romanzo. Ma ci tengo a precisare che non è mia intenzione veicolare messaggi anticristiani, bensì spingere i lettori a porsi una semplice – ma fondamentale – domanda: cos’è esattamente la fede?

3 luglio 2013

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