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Marcello Simoni, ”Gli ebook permettetono di raggiungere una nuova fascia di lettori”

SPECIALE LIBRI E DIGITALE - La diffusione di qualsiasi contenuto tramite supporto digitale implica il rischio di compromettere la proprietà intellettuale, ma anche la letteratura – come musica e cinema – riuscirà a sopravvivere. Ne è convinto Marcello Simone, che affronta con noi le questioni legate alla digitalizzazione del mercato editoriale...

L’autore vincitore del Premio Bancarella formula le sue previsioni sui cambiamenti che coinvolgeranno il mercato editoriale con la digitalizzazione

 

MILANO – La diffusione di qualsiasi contenuto tramite supporto digitale implica il rischio di compromettere la proprietà intellettuale, ma anche la letteratura – come musica e cinema – riuscirà a sopravvivere. Ne è convinto Marcello Simoni, vincitore del Premio Bancarella 2012. Protagonista in libreria con il suo nuovo libro "La biblioteca perduta dell’alchimista", l’autore  affronta le questioni legate alla digitalizzazione del mercato editoriale, un fenomeno che a suo parere comporta più vantaggi che svantaggi.

 

Come vede, da qui a 5 anni, il mercato dell’editoria italiana con lo sviluppo della digitalizzazione?
Come una durevole e solidale coesistenza tra libro cartaceo e digitale. A prescindere da come la si veda, gli editori dovranno adattarsi alle innovazioni tecnologiche e alla diffusione dell’ebook insieme alla carta stampata. Alcuni lo stanno già facendo, riscuotendo un indubbio successo. La mia casa editrice, ad esempio, si sta muovendo in parallelo, lanciando titoli sia cartacei, sia digitali, e proponendo classici, narrativa contemporanea e manuali per qualsiasi ebook reader.

 

Quale contributo può dare il digitale per la lettura? Può favorire un aumento delle vendite e raggiungere un maggior numero di lettori, o al contrario può portare ad un abbassamento delle vendite? Sono più i vantaggi o gli svantaggi?
In molti, parlando di ebook, sembrano gridare all’anatema e guardano all’avvento del libro digitale come a una sorta di jolly roger in procinto di oscurare il mondo dell’editoria italiana. Parliamoci chiaro, io non seguo assiduamente gli andamenti del mercato e non mi arrischio a fare pronostici, soprattutto in tempi come questi. So per certo, tuttavia, che ultimamente le vendite dei libri – cartacei! – in Italia sono calate, e non certo per colpa dell’ebook, come neppure della politica lowcost messa in atto da diverse case editrici. Al contrario, vedo nell’ebook una possibilità di raggiungere una fascia di lettori nuovi, un’autentica utenza “digitale”. Mi riferisco alla quantità esorbitante di persone che oggigiorno naviga sul web, tra blog e social network, e che forse è più propensa a leggere un romanzo sul display di un laptop. Da questo punto di vista, ci troviamo di fronte a una grande opportunità, che non penso soffocherebbe il mercato del libro cartaceo, destinato ad avere sempre un largo bacino di aficionados (tra cui, il sottoscritto). Naturalmente, sarà necessario mettere a punto adeguate strategie commerciali. È assurdo che un ebook venga lanciato sul mercato quasi allo stesso prezzo di un romanzo stampato!

 

Come successo per la musica e per il cinema, teme che l’introduzione del digitale possa compromettere la proprietà intellettuale?
La diffusione di qualsivoglia contenuto multimediale tramite supporti digitali ci espone inevitabilmente a questo genere di rischi. D’altronde, se la musica e il cinema sono sopravvissuti, non vedo perché debba accadere diversamente per la letteratura. Credo che precludersi da questo universo comporti più svantaggi che benefici.

 

L’ebook comporterà un cambiamento nell’approccio alla scrittura da parte degli autori?
Rispondo in base alla mia esperienza personale. Oltre al lancio “normale” – sia in formato cartaceo, sia digitale – dei miei thriller dedicati a Ignazio da Toledo, sto sperimentando con Newton Compton l’esperienza nuova (e innovativa) di scrivere un romanzo corsaro a puntate, "Rex Deus. L’armata del diavolo", disponibile soltanto in formato ebook e acquistabile soltanto online. È stata una scelta coraggiosa e forse azzardata, ma non ho saputo resistere all’opportunità di poter lavorare a un “feuilleton digitale”. E posso tranquillamente affermare che il mio modo di scrivere non è assolutamente cambiato, come non è cambiato il mio entusiasmo nell’inventare misteri, avventure e colpi di scena. Continuo a divertirmi nello scrivere e a prescindere dal supporto a cui sono destinate le mie storie, faccio sempre e comunque narrativa rivolta a un pubblico di lettori. Una volta Dumas scriveva romanzi destinati a comparire nelle appendici dei quotidiani, in pagine di cartaccia a basso costo che poi, il giorno dopo, venivano impiegate per avvolgere il pesce al mercanto o i mazzi di fiori… Non per questo, il grande padre letterario di D’Artagnan scriveva letteratura di serie B!

 

16 ottobre 2012

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