Luxardo, ”Dietro questa edizione del Campiello c’è un grande impegno da parte di tutti”

Neri Marcorè e Geppi Cucciari a condurre la serata finale, la diretta su Rai 5, la differita su Rai 3 e, notizia dell'ultima ora, la trasmissione in diretta di parte della cerimonia anche su Rai News 24. Sono solo alcune delle novità di questa 51sima edizione del Campiello, di cui si attende la proclamazione del vincitore domani sera alla Fenice. Ce ne parla il presidente del Comitato di Gestione del premio...
Alla vigilia dell’assegnazione del Premio, il presidente del Comitato di Gestione del Campiello commenta con noi le novità di questa 51sima edizione
MILANO – Neri Marcorè e Geppi Cucciari a condurre la serata finale, la diretta su Rai 5, la differita su Rai 3 e, notizia dell’ultima ora, la trasmissione in diretta di parte della cerimonia anche su Rai News 24. Sono solo alcune delle novità di questa 51sima edizione del Campiello, di cui si attende la proclamazione del vincitore domani sera alla Fenice. Ce ne parla il presidente del Comitato di Gestione del premio, Piero Luxardo.
L’edizione 2013 del Premio Campiello sta volgendo al termine e domani verrà annunciato il vincitore: può disegnarci un bilancio di questa edizione? Quali sono state le novità principali?
Ci siamo impegnati molto, anche di più rispetto al passato. Gli incontri con gli autori in giro per l’Italia, dalla fine del mese di giugno a tutto il mese di luglio, sono stati dodici anziché dieci – abbiamo aggiunto due tappe significative, quella di Palermo e quella di Pescara. Per quanto riguarda il Campiello Opera Prima, tradizionalmente a questo premio veniva dedicato un solo incontro, mentre quest’anno ne abbiamo organizzati addirittura quattro. C’è stato dunque un carico di lavoro supplementare che naturalmente ha coinvolto anche l’autore.
L’altra novità che verrà recepita dal grande pubblico domani è il cambiamento di produzione della diretta televisiva trasmessa dalla Fenice. Dopo otto anni di collaborazione, molto prestigiosa, di Bruno Vespa, avremo alla conduzione la coppia Neri Marcoré e Geppi Cucciari. 
Per il Campiello Giovani, la sezione riservata ai giovani esordienti, abbiamo organizzato una serata che si è tenuta ieri al Palazzo Ducale di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici Veneziani, e abbiamo creato una performance molto interessante incentrata sui testi dei cinque finalisti. Questa sera la giuria si riunisce per decretare il vincitore assoluto, che verrà proclamato domani sul palco della Fenice.
Può darci il suo commento sulla cinquina finalista di quest’anno?
Quest’anno la Giuria dei Letterati ha lavorato in maniera egregia, sotto la presidenza e la guida di Paolo Crepet. La cinquina è d’alto livello – e c’è anche una casa editrice minore, la Nutrimenti di Roma.
Purtroppo il Premio è stato colpito quest’anno da un lutto, con la recente morte di uno dei finalisti, Ugo Riccarelli. Qual è il ricordo di questo grande scrittore? 
Naturalmente è una cosa che ci ha colpito molto. Non era mai successo che venisse a mancare uno dei finalisti. 
Quando abbiamo cominciato il tour degli incontri con gli autori, Ugo Riccarelli, seppur sofferente, ha addirittura partecipato a uno di questi appuntamenti, quello di Roma. Io ho avuto il privilegio di incontrarlo in quell’occasione. È intervenuto alla conferenza stampa, si è fatto fotografare sulla terrazza del palazzo delle Generali in piazza Venezia, dove eravamo ospiti, ha risposto anche al contraddittorio con i giornalisti. Era assistito dalla figlia e aveva con sé una borsa dell’ossigeno, ma non sembrava in condizioni tanto estreme. Si era anche ripromesso di intervenire a Pescara. 
Purtroppo le notizie che abbiamo ricevuto strada facendo erano sempre più gravi.
Il nostro regolamento prevede che la cinquina debba essere composta da cinque autori viventi, ma non si esprime riguardo a questa particolare situazione. Il libro di Riccarelli, abbiamo deciso, resta comunque in gara. Domani avremo il verdetto della Giuria dei 300 lettori: qualora lui risultasse vincitore ci sarà qualcuno della sua famiglia a ritirare il Premio.
Il nostro direttore in un suo editoriale ha spinto affinché la serata finale del Premio andasse in diretta televisiva su una rete ammiraglia, ma purtroppo su Rai 3 andrà in onda soltanto la replica. Perché secondo lei queste scelte di palinsesto? 
Intanto ringrazio il vostro direttore, siamo tutti molto compiaciuti del suo auspicio. 
La diretta su Rai 5, canale destinato alla cultura, è già una novità di cui siamo soddisfatti – non c’era mai stata una diretta televisiva prima d’ora. Oltre poi ad andare in onda in differita su Rai 3, in seconda serata, c’è una notizia dell’ultima ora: una buona parte della serata verrà trasmessa in diretta da Rai News 24, che è un canale molto seguito.
Saremmo ben felici naturalmente di andare in onda sulle reti ammiraglie, ma dobbiamo renderci conto che il nostro evento non può competere in termine di audience con gli spettacoli di varietà. Probabilmente non sarebbe neppure coerente con il palinsesto delle reti.
Libri e tv sono un binomio che non potrà mai andare d’accordo o crede che un giorno premi come il suo avranno spazio nella programmazione delle reti principali?
Non credo che tv e libri  non possano andare d’accordo. Ci sono dei precedenti di programmi di successo dedicati ai libri – anche condotti da Marcorè. 
Quest’anno, proprio per rinfrescare il format della trasmissione, abbiamo introdotto un po’ di cambiamenti, a partire dalla regia – non statica, tradizionale, ma dinamica – affidata a Duccio Forzano, regista delle edizioni 2010, 2011 e 2013 del Festival di Sanremo. Abbiamo cercato di accentuare l’aspetto dello spettacolo, sempre nell’ambito del buongusto, della serietà e della sobrietà che compete a un evento come il Campiello. 
6 settembre 2013
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