Luigi Gavazzi, ”la lettura rende più affascinanti”

Caporedattore di Panorama.it ma prima di tutto appassionato lettore, Luigi Gavazzi ci regala spunti di lettura e riflessioni su di essa...

Tra libri preferiti e consigli per Natale, Luigi Gavazzi ci regala una piacevole intervista che invoglia ad una buona lettura

 

MILANO – Caporedattore di Panorama.it ma prima di tutto appassionato lettore, Luigi Gavazzi ci regala spunti di lettura e riflessioni su di essa. Quando scrive, che sia per la testata o per il suo blog, lo fa in maniera attenta e puntuale, è severo all’occorrenza ma assolutamente informale e partecipe. Noi lo abbiamo intervistato e riteniamo che i suoi consigli siano davvero preziosi.  

   

Come nasce la sua passione per la lettura, i libri, la letteratura? Qual è il suo libro preferito?

 

Per semplificare direi che nasce veramente attorno a tre momenti distinti di lettura durante l’adolescenza: 1) i fumetti di Alan Ford (la passione per la ‘lettura’ è quasi tutta lì’); 2) Uno zio che mi regalò per i miei tredici anni una copia di ‘Niente di nuovo sul fronte occidentale’, che lessi per ben tre volte di seguito; 3) La scoperta, a 18 anni di ‘Oblomov’ di Ivan Goncarov.
Difficile scegliere il ‘libro preferito’. Se proprio sono obbligato allora dico ‘L’urlo e il furore’ di William Faulkner; e ‘Sorvegliare e punire’ di Michel Foucault (non è letteratura ma è fondamentale).

 

Quanto la sua predisposizione alla lettura ha influito nella sua professione?

 

Mah, non saprei; credo soprattutto che la predisposizione alla lettura abbia influito sulla mia visione della vita e sulla prassi quotidiana.

 

Si avvicina il Natale, quali sono i suoi consigli di lettura?

 

Il consiglio di lettura è una pratica delicatissima. Forzando un po’ posso provare a consigliare un romanzo uscito da parecchio e un saggio uscito da poco.
Il romanzo è ‘Lo straniero’ di Albert Camus – ci manca la sua lucidità e la sua compassione; la sua visione non violenta della vita.
Il Saggio è ‘I sonnambuli’ di Christopher Clark: una avvincente ricostruzione di come l’Europa finì nell’abisso della Grande guerra nell’estate del 1914. Clark – fra l’altro – ci ricorda quanto furono decisivi i nazionalismi balcanici e una certa visione machista delle relazioni internazionali da parte di tutti governi.

 

In Italia si legge poco. Cosa occorrerebbe fare per avvicinare gli italiani alla lettura?

 

Domanda impossibile! Diciamo che io lavorerei sulla diffusione dell’abitudine alla lettura non forzata ma ‘per piacere’ nella scuola; sulla capacità di attrazione delle biblioteche pubbliche; sull’esempio di quanto siano più simpatici, belli e brillanti, affascinanti le lettrici e i lettori 🙂

 

16 dicembre 2013

 

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