Luciano Canfora, ”I libri classici hanno ancora molto da insegnarci”

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A TORINO - Qual è l'importanza dei classici nel 2013? c'è ancora qualcosa da imparare, specialmente per i giovani? Lo abbiamo chiesto al filologo e saggista barese Luciano Canfora, intervenuto al Salone Internazionale del Libro di Torino per la presentazione del suo ultimo volume 'Disegnare il futuro con intelligenza antica”...

Il filosofo e saggista barese è intervenuto al Salone Internazionale del Libro di Torino per la presentazione del suo ultimo volume "Disegnare il futuro con intelligenza antica”

TORINO – Qual è l’importanza dei classici nel 2013? c’è ancora qualcosa da imparare, specialmente per i giovani? Lo abbiamo chiesto al filologo e saggista barese Luciano Canfora, intervenuto al Salone Internazionale del Libro di Torino per la presentazione del suo ultimo volume "Disegnare il futuro con intelligenza antica”.

C’è qualcosa che i classici hanno ancora da insegnarci?
Direi tutto. La filosofia, la letteratura, la storia, l’arte, in pratica tutto quello che facciamo e insegniamo oggi si nutre di parole e di concetti nati allora. Ma oggi viviamo tutto questo patrimonio in forma polemica, non sicuramente oleografica. Gli antichi ci sono utili perché ci insegnano ad abituarci a pensare che nessun problema è risolto una volta per sempre.

Quali sono le motivazioni che dovrebbero spingere un giovane ad avvicinarsi agli antichi? A superare il pregiudizio che spesso si ha di un sapere datata e quasi mummificato?
Bisogna guardare al mondo antico per quello che era davvero: un mondo non pacificato, non monumentale, ma dilaniato dalle contraddizioni. Per i giovani che sentono in sé uno spirito ribelle quello è un’ottima fonte a cui abbeverarsi. È questo il punto fondamentale secondo me. Quello degli antichi è un mondo combattuto, sofferto, che ha posto i problemi ma non li ha risolti.

C’è stato un avvenimento preciso che ha fatto nascere la sua passione per i classici? Come è nato questo interesse?
Nessun momento di svolta che io ricordi. La passione mi è nata dall’interesse per la politica vivente. Dal presente all’indietro, e non il contrario. Penso che questa sia la via giusta anche oggi per avvicinarsi agli antichi e ai classici. Partire dalla quotidianità e cercare indietro risposte ai problemi che ancora oggi caratterizzano la nostra società.


Per finire, cosa direbbe per promuovere la lettura, usando poche parole?

Si potrebbe dire che i libri non tradiscono. Non rispondono alle domande ad alta voce, ma aiutano lo stesso a capire.

Roberta Turillazzi


18 maggio 2013

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