Sei qui: Home » Libri » Autori » Luca Bianchini, ”Nel mio libro racconto tutti i retroscena di un matrimonio da sogno”

Luca Bianchini, ”Nel mio libro racconto tutti i retroscena di un matrimonio da sogno”

Intorno all'organizzazione di un matrimonio c'è un intero mondo, su cui si potrebbe davvero scrivere un libro. Luca Bianchini, voce di Radio2, conduttore del programma ''Colazione da Tiffany'', l'ha fatto. Il suo nuovo romanzo, ''Io che amo solo te'', racconta tutti i retroscena delle nozze di Chiara e Damiano...

L’autore, voce di Radio2, ha presentato recentemente il suo “Io che amo solo te” a Milano, in compagnia de La Pina e Diego di radio Deejay

MILANO – Intorno all’organizzazione di un matrimonio c’è un intero mondo, su cui si potrebbe davvero scrivere un libro. Luca Bianchini, voce di Radio2, conduttore del programma “Colazione da Tiffany”, l’ha fatto. Il suo nuovo romanzo, “Io che amo solo te”, racconta tutti i retroscena delle nozze di Chiara e Damiano, che a Polignano a Mare, paese bianco e arroccato in uno degli angoli più magici della Puglia, diventa un vero e proprio evento. L’autore ha presentato recentemente il suo libro, in compagnia de La Pina e Diego di Radio Deejay, presso lo store InMondadori in piazza Duomo a Milano.

LA TRAMA – La mamma di Chiara, Ninella, ha cinquant’anni e un grande amore, don Mimi, con cui non si è potuta sposare. Il destino ha però voluto che il suo futuro genero, Damiano, fosse figlio proprio dell’uomo che ha sempre sognato. Capita così che gli occhi dei 287 invitati non siano puntati sugli sposi, ma sui loro genitori. Ninella è la sarta più bella del paese, e da quando è rimasta vedova sta sempre in casa a cucire, cucinare e guardare il mare. Don Mimi dal canto suo nasconde l’inquieto desiderio di riavere quella donna solo per sé. A sorvegliare la situazione c’è però sua moglie, la futura suocera di Chiara, che a Polignano chiamano la “First Lady”.


LE INFINITE DISCUSSIONI SULLA CERIMONIA
– “Che cosa c’entri Bianchini con un matrimonio è presto detto: vuole essere invitato”, esordisce La Pina in una serata che i tre conducono con la consueta simpatia, ironia e vivacità. “È vero”, ammette lui in tono scherzoso, “coltivavo questo desiderio inconsciamente, me ne sono reso conto quando mi sono ritrovato a una cerimonia di amici. Ascoltavo i discorsi delle persone, sentivo i commenti sulle bomboniere, sul vestito della sposa, sulla disposizione dei tavoli, che può diventare argomento di infinite discussioni. Quello che più mi ha colpito però sono state le questioni sulle foto, i film e i prefilm. Qualcuno sa la differenza tra album e fotolibro?” domanda rivolto alla sala. “Io non sono riuscita a capirla! Il fotografo poi dice cose tutt’altro che tranquillizzanti. Alla sposa ripeteva: ‘Non ti vedo convinta! Rilassati! Rilassati!’. Si vedeva che lei stava facendo del suo meglio per sorridere, ma che stava pensando a tutt’altro. Sono riuscito davvero a immedesimarmi nei suoi panni, forse per questo il romanzo è riuscito così bene.”

L’ANNOSA QUESTIONE DEL MENÙ – “Nel libro descrivi dettagliatamente anche il menù. Quanto hai impiegato per sceglierlo?” interviene Diego. “Tanto”, sospira Bianchini. “Ho avuto diverse fonti. La Pina mi ha suggerito i ricci di mare. Poi ho consultato il sito matrimonio.it: se siete appassionati di cerimonie o vi state per sposare ve lo consiglio. Mi ha cambiato la vita! Lì ho scoperto un sacco di dettagli, dall’abito della sposa al bouquet ‘semicascante’. Ho anche stampato una serie di menu che poi ho assemblato secondo i miei gusti. Sui dolci ho preso anche qualcosa dai menù di Benedetta Parodi. Decidere il menù di un matrimonio è davvero una cosa complicata. Nel Sud non vanno solo gli sposi ad assaggiare, ma entrambe le famiglie, e ci sono infinite trattative per mettere d’accordo tutti.”

LA SORELLA DELLA SPOSA – “Altro dettaglio importantissimo per un matrimonio è la musica”, riprende La Pina. “Nel libro anche a questo proposito ci sono lunghe discussioni, ma come sempre ci sono imprevisti dell’ultimo minuto che sconvolgono i programmi”, racconta Bianchini. “Lella De Giorgi, che dovrebbe cantare l’Ave Maria in chiesa, all’ultimo informa di non poter venire a causa di una laringite. L’unica soluzione che si trova così su due piedi il giorno prima del matrimonio è far cantare la sorella di Chiara, Nancy, che ha diciassette anni ed entro la data delle nozze deve perdere cinque chili e la verginità. Nancy ha talento, ma è la classica ragazza che vuole tutto troppo presto. Innanzi tutto impone di sostituire l’Ave Maria con ‘Yes Jesus Loves Me’. Poi si fa truccare come Amy Winehouse perché, anche se in chiesa, si tratta pur sempre  di un’esibizione dal vivo. Quando arriva il momento – e questa è l’unica anticipazione che vi do – mentre percorre la navata Nancy nella sua testa si sente annunciare in toni trionfali, in stile talent show. Ma è talmente concentrata a trattenere la pancia – e poi vede il ragazzo il ragazzo che le dovrebbe far perdere la verginità lì a osservarla – che va nel panico e dimentica tutte le parole. Devo dire che sono stato particolarmente duro con Nancy. Nemmeno con la ‘First Lady’ sono stato così cattivo. È proprio vero: ci si rende conto di essere diventati vecchi quando si trattano male gli adolescenti”, scherza l’autore.


IL PUNTO FORTE DI BIANCHINI, I PERSONAGGI SECONDARI
– “Questo ci porta a parlare dei tanti personaggi secondari, che sono il tuo punto forte come autore”, commenta La Pina. “Non è che siano il mio punto forte”, riprende Bianchini. “Io non so mai le ragioni per cui scrivo una determinata storia, mi faccio semplicemente trasportare da quello che  sento. E devo dire che i personaggi secondari sono particolarmente ‘crudeli’ con me. C’è tra loro una competizione quasi pirandelliana e io ne sono succube, iniziano a sgomitare per catturare la mia attenzione distraendola dalla vicenda principale. È il caso per esempio del truccatore, Pascal, che è un ‘omaggio’ al truccatore di Valeria Marini. All’inizio era un personaggio veramente marginale, poi però ha assunto rilievo: ha un ascendente fortissimo sulla sposa e su tutta la sua famiglia. Minaccia Chiara dicendole che non deve assolutamente piangere, altrimenti si rovinerà il trucco, le fotografie e il tutto matrimonio, la terrorizza. Ma proprio grazie a lui Chiara sarà effettivamente impeccabile per tutta la cerimonia. C’è poi l’Innominato, che è un omaggio a Manzoni. In realtà”, ammette Bianchini, “era l’amante di una mia amica a essere soprannominato così, ma siccome amo davvero ‘I promessi sposi’ mi piaceva che ci fosse anche questo riferimento. Nel libro l’Innominato è l’amante di Orlando, il fratello dello sposo – ho scelto apposta un nome che non esiste a Polignano a Mare per evitare riferimenti a persone reali, l’ho tratto da un’altra opera che mi piace molto, l’‘Orlando furioso’. Per dissimulare la sua omosessualità Orlando si presenta al matrimonio con una finta fidanzata lesbica – e questo è un episodio tratto dalla vita reale. Visto che ha il terrore che non sia abbastanza femminile, le fa continue raccomandazioni sull’abbigliamento. Il risultato è che per la cerimonia le commesse le rifilano un abito esagerato e mille accessori in oro in stile Nefertiti.” Molti sono insomma i protagonisti e le situazioni di questo romanzo, in un racconto ironico e divertente sull’amore, che arriva – o ritorna – quando meno te lo aspetti, ti rimette in gioco e ti porta dove decide lui.

16 maggio 2013

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti
Precedente

Blogario al Salone del Libro di Torino 2013

Carlo Fruttero, l’omaggio al Salone di Torino della figlia Maria Carla e Luciana Littizzetto

Successivo

Lascia un commento