Luca Beatrice, ”L’erotismo nell’arte non va giudicato eticamente, ma analizzato”

L’erotismo? E’ oramai una realtà ampiamente sdoganata nella società occidentale. Ma come si è arrivati a questo punto? Prova a ripercorrere questo percorso Luca Beatrice, critico d’arte ironico e aperto alle molteplici sollecitazioni visive dell’arte contemporanea, il quale nel suo saggio “Sex” esplora un tema “hot”...

Protagonista in questi giorni di Parolario, l’autore spiega come è avvenuto lo sdoganamento dell’erotismo nella società occidentale e analizza il successo dei recenti romanzi “hot”, dalle “cinquanta sfumature” a Irene Cao

MILANO – L’erotismo? E’ oramai una realtà ampiamente sdoganata nella società occidentale. Ma come si è arrivati a questo punto? Prova a ripercorrere questo percorso Luca Beatrice, critico d’arte ironico e aperto alle molteplici sollecitazioni visive dell’arte contemporanea, il quale nel suo saggio “Sex” esplora un tema “hot” che da Courbet a Picasso, da Man Ray a Mapplethorpe arriva alle performance di Vanessa Beecroft e Jeff Koons, agli spettacoli di Madonna fino a YouPorn, ultima frontiera dell’intrattenimento erotico. Protagonista in questi giorni di Parolario, l’autore spiega come è avvenuto questo passaggio e analizza il successo dei recenti romanzi “hot”, dalle “cinquanta sfumature” a Irene Cao.

Come nasce questo suo saggio?
Dopo il famoso gesto di Duschamp che mise dentro un museo un orinatoio e una ruota di bicicletta, oramai il contesto dell’arte contemporanea ha inglobato qualsiasi cosa. Ne rimaneva fuori un pochino fuori il discorso legato all’immagine sessuale, se si pensa che il quadro di Courbet, dipinto nel 1866, solo dopo 120 anni circa diventa un’opera da museo. Quindi mi sono posto questa domanda: se è pur vero che una rappresentazione di carattere erotico sessuale dentro un museo è arte, se la riporti fuori cosa succede? Lavorando su questa ambiguità ho scritto il saggio.

Come è cambiata la rappresentazione dell’universo erotico nel corso degli anni?
Più che la raffigurazione, sono cambiati il metodo e gli strumenti. Basti pensare a quanto il web negli ultimi decenni abbia influenzato la nostra visione della sessualità, modificandola radicalmente. Prima di arrivare a questo ci sono stati altri passaggi intermedi che hanno interessato l’arte contemporanea, come la letteratura, il cinema.

Come è cambiata la società nei confronti di questo mondo?
Conta molto il contesto storico, sociale, politico, culturale, in cui andiamo ad agire. La società occidentale ha abbassato l’asticella rispetto al grado di tolleranza dell’osceno. Le cose che noi oggi riteniamo “viribili”, lo sono molto di più da noi. Il mondo occidentale ha diversificato i propri tabù: per esempio, uno degli ultimi rimasti, forse quello più grave da sopportare, il sesso con minori, non era considerato niente di particolarmente scabroso in epoca classica. E’ difficile dire se la nostra società si sia modifica nel bene o nel male, certo è che essa è estremamente tollerante, almeno per quanto riguarda la visione ed il consumo.

La sfera erotica è stata più volte protagonista in letteratura, in particolare nell’ultimo periodo.  Come mai le “cinquanta sfumature” di E.L. James e il più recente “non ti muovere” di Irene Cao hanno tutto questo successo?
Siamo nell’era del sesso “mainstream”. La cosa più interessante e divertente il fatto che entrambi siano libri da autogrill e supermercato. Pur sapendo che questi libri contengono contenuti vagamente scollacciati, sono a disposizione del pubblico, soprattutto femminile, mentre in epoche diverse occorreva contare sulla complicità del libraio per farseli dare. Ciò vale anche per il cinema: siamo in un epoca in cui la pornografia non è una questione da condannare o da giudicare in termini etici, ma da capire ed analizzare.

3 settembre 2013

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