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Da un'idea dei designers dello Studio Tilt

L’Open Book Chair, l’unione perfetta tra poltrona e libreria

Poter leggere ed avere adisposizione la propria libreria senza il bisogno di alzarsi per scegliere o consultare i libri da leggere. Tutto questo è possibile grazie all' ''Open Book Chair''...

Da un’idea dei designers dello Studio Tilt, ecco la poltrona che rende l’esperienza della lettura più comoda e intuitiva. Il design e le decorazioni minimaliste sono volutamente pensati in questo modo, in modo da permettere al lettore di concentrarsi sulla lettura del libro

 

MILANO – Poter leggere ed avere adisposizione la propria libreria senza il bisogno di alzarsi per scegliere o consultare i libri da leggere. Tutto questo è possibile grazie all’ “Open Book Chair”, l’originale poltrona creata dai designer inglesi dello Studio Tilt strutturata al fine di avere a portata di mano tutti i libri che si desidera leggere restando comodamente seduti.

L’OPEN BOOK CHAIR – Un lato della sedia è costituito da una cremagliera dedicata ai giornali, come quelle che si trovano nei caffè o dal parrucchiere. L’altro lato comprende tre set rettangolari di librerie aperte create per accogliere libri e riviste. Il design e le decorazioni minimaliste sono volutamente pensati in questo modo, in modo da permettere al lettore di concentrarsi sulla lettura del libro e sulla possibilità di leggere i prossimi.

I DESIGNERS – I designers dello Studio Tilt hanno quindi voluto attraverso l’Open Book Chair portare i libri più vicini al lettore. Tilt è uno studio di progettazione con sede a Londra e che lavora in tutto il mondo, con uffici satellite a New York e Melbourne. I designers di Tilt progettano le loro opere ampliando gli spazi, creando atmosfere che trasformano il modo in cui le persone interagiscono tra loro. “La nostra visione per il design è semplice – affermano sul loro sito – per de-mistificante architettura e design, vogliamo rendere gli spazi più freschi, capaci di completare al meglio le finalità e la personalità delle persone che li utilizzano”. Tutto ciò è portato avanti coinvolgendo esperti sulla progettazione di spazi collaborativi, favorendo i collegamenti tra le varie esperienze per infine creare prodotti innovativi.

28 maggio 2014
 
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