Dal terremoto alla neve

Lo scrittore Alessio Romano, “Ecco perché sarebbe da folli lasciare l’Abruzzo”

Il racconto delle emozioni suscitate dai fatti drammatici di questi giorni nello scrittore abruzzese Alessio Romano, dal terremoto alla bufera di neve
Lo scrittore Alessio Romano, "Ecco perché sarebbe da folli lasciare l'Abruzzo"

MILANO –  “Sembra una concentrazione di eventi negativi. La natura sta mostrando le sue più terribili facce tutte in una volta”, ci dice lo scrittore abruzzese Alessio Romano commentando gli eventi drammatici avvenuti in Centro Italia negli ultimi due giorni. “Proprio ieri mattina sono arrivato a Roma da un viaggio in macchina che mi ha portato fino a Barcellona e stavo valutando se tornare in Abruzzo o no. Poi ho visto il maltempo, l’esondazione, la sequenza di scosse e ho deciso di restare dove mi trovavo”. Quando lo chiamo sta seguendo in televisione gli sviluppi. “Ho seguito la tragedia dell’albergo e mi pare che i problemi non siano finiti. La natura sembra crudele ma bisognerà vedere quali siano state le responsabilità dell’uomo e capire varie cose. Perché il fiume è esondato? Perché quell’albergo è stato travolto da una valanga?”.

SENZA CORRENTE – A questo si aggiunge un problema più diffuso anche se meno drammatico che è quello di tantissime famiglie rimaste senza corrente, soprattutto nei paesi più isolati. “Sono momenti davvero difficili per tutta la regione”, ammette Romano. Ci sono però alcuni comuni che hanno fatto tesoro della propria esperienza, come quello di Torricella Peligna, un comune in provincia di Chieti a 900 metri sul livello del mare. “Torricella è abbastanza abituata a coltri di neve di questa portata e l’amministrazione ha da tempo adottato un piano neve in cui l’intervento avviene abbastanza subito” racconta Antonio Piccoli, torricelliano che abita ora a Roma. “A Torricella solo nei primi giorni, il 6 o 7 di gennaio, ha avuto un paio di ore senza elettricità e così anche l’acqua non è mancata, dipende questo dalle linee e dagli acquedotti di allaccio. Noi per l’acqua abbiamo quasi una linea per conto nostro che viene direttamente dalla Maiella. Quindi diciamo che anche se la neve è stata molta e anche con forti venti di Bora, la situazione è stata non molto disagevole”.

SOTTO I 600 METRI – “E’ stata molto più disagevole nelle cittadine di costa e quelle che sono sotto i 600 metri che sono poco abituate a questi forti apporti di neve in poco tempo” spiega Piccoli. “Per esempio Chieti e Lanciano hanno avuto molti problemi sia per la mancanza di corrente elettrica e sia per la pulizia delle strade. So che ancora oggi in buona parte del teramano e del chietino manca la corrente elettrica, si parla di ancora 90000 utenze disattivate e circa 200 linee elettriche da riattivare”.

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Lo scrittore Alessio Romano

NIENTE DI NUOVO – “Per assurdo sono proprio le parti più belle della regione in cui si possono scatenare queste forze” continua lo scrittore. “Forze che comunque sono naturali, perché ha sempre nevicato così in Abruzzo” come diceva prima anche Antonio Piccoli. “Basta andare a rileggere le pagine di autori come John Fante, che più volte parla della vita di suo padre a Torricella Peligna, dove d’inverno non poteva lavorare per la neve, o altre pagine di Silone”. Erano però alcuni anni che non nevicava così. “Negli ultimi anni ci eravamo un po’ abituati a un clima più mite” dice Alessio Romano. “La neve sembrava una cosa che non faceva più parte della nostra vita in maniera predominante. Invece dovevamo essere più preparati a un evento che tutto sommato non è così straordinario”.

COME RELAZIONARSI COL TERREMOTO – Straordinaria invece è la serie di scosse che si è verificata ieri. “Ormai è evidente che la terra continuerà a tremare e quindi bisogna seriamente iniziare a pensare a un piano, casa per casa, edificio per edificio, e capire quali sono i suoi rischi, sia dal punto di vista sismico che idrogeologico”. Fondamentale sarà il supporto e il sostegno delle istituzioni. “La regione Abruzzo, l’Italia e l’Unione Europea dovrebbero da questo punto di vista fare un enorme sforzo economico perché è un’emergenza che ha strappato e può ancora strappare vite. Ed è un problema che per essere risolto ha bisogno di molto tempo e che non risolveremo mai se ogni volta pensiamo soltanto all’emergenza”.

RESTARE O PARTIRE – Potrebbe sorgere naturale il desiderio di lasciare questi posti ma secondo alcune persone è un’idea da non prendere neppure in considerazione. Una di queste persone è proprio Alessio Romano. “L’idea di abbandonare questi posti è completamente folle. Il delitto è non capire che questi borghi sono un patrimonio dell’umanità e quindi vanno salvaguardati. Di questi posti dobbiamo prenderci cura con passione e con amore” racconta l’autore di “Paradise for all“. Eppure le persone cominciavano ad abbandonare questi borghi anche prima dei terremoti. “Nell’attuale momento storico assistiamo al trasferimento dai piccoli borghi dell’interno verso le coste e temo che eventi come questo vadano a velocizzare questo processo già in atto. Sulla costa, in posti come Montelsilvano (comune da cui provengo io), c’è stata una grande cementificazione che ha portato alla nascita di non luoghi senza identità”.

LA VITA IN BILICO – Il terremoto e i traumi che provoca sono, tra l’altro, uno dei temi che Alessio Romano ha affrontato nel 2009 nel suo secondo romanzo, “Solo sigari quando è festa“. “Secondo me – ha detto Romano pensando a quel libro – sentire la terra che trema sotto i propri piedi è una delle cose più tremende che può capitare a una persona e che ci fa capire quanto la vita sia in bilico, quanto la natura, che sa essere così bella, all’improvviso ti sappia divorare . Eppure oggi abbiamo le tecnologie e la scienza per evitare che queste cose accadano”.

 

 

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