L’Italia ha bisogno di Poesia

Sogniamo un Paese che si ispiri alla Poesia e alla letteratura. Un'Italia che abbia il coraggio di guardare al suo più grande patrimonio: i beni culturali, il territorio, la storia...

La vera crisi economica e sociale si combatte con la bonifica, il restauro e la ristrutturazione dell’immenso patrimonio culturale e territoriale che l’Italia possiede

Sogniamo un Paese che si ispiri alla Poesia e alla letteratura. Un’Italia che abbia il coraggio di guardare al suo più grande patrimonio: i beni culturali,  il territorio, la storia. Un sogno mai sposato dalla politica e dall’economia, forse perché non in linea con gli interessi di parte.

Sogniamo un Paese che abbia il coraggio di superare la crisi facendo leva su ciò che il nostro passato ci ha regalato. La nostra tradizione rinascimentale dovrebbe diventare il modello di un nuovo modo d’intendere gli affari e la gestione della cosa pubblica.

I nostri politici dovrebbero prendere lezioni da Papa Francesco per capire che bisogna puntare su valori intramontabili come la solidarietà, il rispetto e la comprensione del prossimo, la misericordia, il perdono, la semplicità, la non ostentazione, l’umiltà. Tutti elementi protagonisti nella poesia e nella letteratura.

La nostra ricchezza sta nella nostra Italia così come Dio l’ha fatta. Bisognerebbe  puntare gli investimenti nella tutela e nella bonifica dell’enorme patrimonio culturale e territoriale. Per il resto del mondo noi siamo il Bel Paese, è questo che gli altri ci riconoscono e che potrebbe diventare il nostro petrolio.

Come si fa a non accorgersi di tutto questo? Semplice, in un Paese in cui non si legge abbastanza è facile non rendersi conto che abbiamo un patrimonio immenso che attende solo di essere bonificato, restaurato, ristrutturato.  Se ciò sarà fatto ciascuno di noi guadagnerà immediatamente qualcosa, diventerà immediatamente più ricco, e soprattutto permetterà a migliaia di persone di trovare immediatamente un’occupazione lavorativa.

Non è risanare la grande Industria la soluzione ai nostri problemi. Siamo un Paese che è diventato grande nel mondo grazie ai suoi “artigiani”, prima nel “Rinascimento” e poi dopo la seconda guerra mondiale. Artigiani che prendono il nome di Michelangelo, Raffaello, Leonardo, ma anche Ferrari, Armani, Castiglioni, Giugiaro, solo per fare qualche esempio.

Dobbiamo dare linfa all’enorme patrimonio culturale che abbiamo, e fare sistema per farlo conoscere e proporlo ad ogni cittadino del mondo. Dobbiamo valorizzare il territorio e il mare, salvandoli dall’inquinamento e dalla distruzione dell’uomo italico. In poche parole, dobbiamo generare un nuovo Rinascimento.

Non ci colpisce che, questa visione non sia presente in nessun programma dei partiti politici italiani e, soprattutto, di chi si sta candidando a governare. Un Paese che sta per toccare la povertà economica e culturale è funzionale infatti a chi vuole gestire in modo facile la cosa pubblica, favorisce le clientele, le organizzazioni criminali e perché non alcuni centri di potere economico.

Ecco perché siamo convinti che in Italia ci sia bisogno di più Poesia.       

 

Saro Trovato

 

21 marzo 2013

 

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