L’Italia e la sua cultura migliore: Saviano, Scalfari, Eco, Emmott e Manfellotto al Salone del Libro di Torino

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE DA TORINO - Momenti di elevata intensità intellettuale hanno allietato gli oltre mille spettatori dell'Auditorium Giovanni Agnelli del Salone del Libro di Torino. All'interno dei ''Dialoghi con l'Espresso''...

All’interno dei celebri “Dialoghi con l’Espresso”, gli intellettuali italiani hanno tracciato, con l’aiuto dell’intervento esterno di Bill Emmott,un quadro della situazione politico-culturale del nostro Paese

TORINO – Momenti di elevata intensità intellettuale hanno allietato gli oltre mille spettatori dell’Auditorium Giovanni Agnelli del Salone del Libro di Torino. All’interno dei “Dialoghi con l’Espresso” si è avuta la straordinaria partecipazione di personaggi del calibro del semiologo Umberto Eco, dello scrittore Roberto Saviano, del fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari e l’autore di Girlfriend in a coma Bill Emmott, il tutto diretto da Bruno Manfellotto.

IL TEMA DEL DIBATTITO – L’incontro si svolge sviluppando un’”Agenda per il futuro” partendo dal tanto attuale interrogativo: “È davvero possibile costruire il proprio futuro per i giovani italiani senza dover lasciare il Paese?”.
Il primo intervento è quello di Scalfari, il quale omaggia Berlinguer rievocandone la “questione morale” attinente la corruzione e l’occupazione delle istituzioni da parte della classe dirigente ed in particolar modo dei partiti politici. Il fondatore di Repubblica chiama la Nazione ad una presa di responsabilità, mettendo in chiaro che ognuno è complice, nel suo piccolo, a quella che viene definita “Casta”. “L’Italia è il Paese dei gonzi e dei furbi”, continua Scalfari, non mancando di lanciare espliciti attacchi a Silvio Berlusconi.

L’INTERVENTO DI SAVIANO
– Un’ovazione accoglie lo scrittore Roberto Saviano, il quale prosegue il discorso di Scalfari sulle tematiche di politica e corruzione. Per l’autore, il nuovo esecutivo ha curiosamente mancato di elencare, nella lista dei dieci obiettivi del governo, la lotta alla criminalità organizzata. Quest’ultima non risponde infatti alla nozione di anti-stato poiché non mira alla distruzione delle strutture istituzionali; al contrario, la criminalità organizzata vive del contrasto esistente tra regole e leggi, ove le prime rappresentano la regolamentazione interna delle cosche e le seconde sono puri vincoli imposti a chi non ha il coraggio di romperli.

LA CONFERENZA
– Il giornalista inglese Bill Emmott, autore della pellicola Girlfriend in a coma, si è proposto quale osservatore esterno della situazione politica italiana. Ha analizzato l’Italia post-Berlusconi e l’ha descritta con una calzante metafora: “L’Italia si è risvegliata dal coma e adesso urla e strilla, ma nessuno la considera”:
Lo scrittore Umberto Eco ha svolto invece un’analisi approfondita delle istituzioni universitarie e secondarie superiori, facendo notare che la crisi non tocca tanto le prime quanto queste ultime. Per Eco non bisogna temere la fuga dei cervelli, ma bisogna colmare le lacune formative dei licei: “In media, i diplomati in un liceo italiano avevano competenze maggiori di un laureato ad Harvard”, conclude il semiologo.

Andrea Arricale

20 maggio 2013

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