Librerie, anche le grandi catene soffrono

È abbastanza sconfortante lo scenario del mercato delle librerie in Italia. La crisi non colpisce soltanto le indipendenti, ma anche le grandi catene: Vito Fatiguso, in un articolo uscito di recente sul Corriere del Mezzogiorno, ha reso nota l'intenzione della catena Feltrinelli di tagliare i costi introducendo contratti di solidarietà per i dipendenti...

Le libreria Feltrinelli chiedono i contratti di solidarietà. Alberto galla di ALI, “Le piccole librerie meglio delle grandi”

MILANO – È abbastanza sconfortante lo scenario del mercato delle librerie in Italia. La crisi non colpisce soltanto le indipendenti, ma anche le grandi catene: Vito Fatiguso, in un articolo uscito di recente sul Corriere del Mezzogiorno, ha reso nota l’intenzione della catena Feltrinelli di tagliare i costi introducendo contratti di solidarietà per i dipendenti. La notizia è stata confermata da Antonio Prudenzano su Affaritaliani.it, che ha annunciato l’avvio delle trattative di Feltrinelli con i sindacati  – “ci sarebbero già stati un paio di incontri”, scrive Prudenzano –, e ne ha parlato anche il Giornale delle Librerie.

UNA CRISI GENERALIZZATA – L’idea dell’azienda sarebbe quella di tagliare gli stipendi dei dipendenti a fronte di una riduzione dell’orario lavorativo. Per i lavoratori part time, inoltre, si vorrebbero diluire le ore lavorative su più giorni durante la settimana, anziché concentrarle nel weekend. La strategia, spiega Fatiguso, è stata chiarita nel corso di un incontro nazionale venerdì 29 marzo. Non per tutte le librerie Feltrinelli la situazione è la stessa naturalmente. Ma una realtà in sofferenza è proprio la Feltrinelli di Bari. I dipendenti sono qui 32 alla Feltrinelli di via Melo e 12 tra il punto vendita Feltrinelli Village all’interno del centro commerciale La Mongolfiera, all’uscita Santa Caterina della Tangenziale di Bari, e quello all’interno dell’ Auchan di Casamassima. Giovedì, i dipendenti di tutte le sedi pugliesi, eccetto quelle di Lecce e di Altamura, si riuniranno in assemblea. La situazione comunque, come dicevamo, non riguarda soltanto il meridione. La crisi colpisce duramente anche il Nord e continua a imperversare anche sulle librerie indipendenti. Il Giornale delle Librerie segnala infatti la chiusura, a Venezia, della storica Old World Books, e altre due stanno andando incontro alla stessa sorte: il 19 aprile sarà il turno della Libreria Blu, specializzata in libri per bambini, mentre la Libreria Goldoni ha annunciato la vendita o la cessazione dell’attività entro Natale.

IL VANTAGGIO DELLE PICCOLE LIBRERIE – In questo contesto, chi se la passa meglio – o, sarebbe il caso di dire, meno peggio – sono le piccole librerie. “Dai dati che ricavo dal territorio e dai colleghi”, dichiara Alberto Galla, presidente di ALI (Associazione Librai Italiani), “rilevo che le piccole librerie sono riuscite ad avere risultati meno devastanti di quelli che hanno avuto le grandi librerie, che hanno registrato una contrazione dell’attività anche a due cifre. Questo dipende da due fattori: maggiore elasticità nell’organizzazione del negozio e un forte radicamento nel territorio. Mi preme però sottolineare due cose. Innanzitutto la crisi è generalizzata, le piccole librerie hanno perdite più contenute, ma sono comunque in grave difficoltà”, precisa Galla. “In secondo luogo, voglio mettere bene in evidenza che la mia distinzione non è tra librerie indipendenti e librerie di catena, ma tra piccole librerie e librerie medio/grandi e grandi, che siano indipendenti o di catena. È una questione di dimensioni – le grandi libreria hanno costi maggiori, affitti più alti, un numero più elevato di impiegati. Tant’è vero che le grandi realtà si trovano costrette ad adottare strumenti come i contratti di solidarietà o la cassa integrazione – non solo le librerie di catena però: a inizio anno era stata la Hoepli di Milano, libreria indipendente per antonomasia, a ricorrere alla cassa integrazione.”

UN CONSIGLIO AGLI ALLIEVI DELLA SCUOLA LIBRAI ITALIANI – A maggio partirà il settimo Corso di Alta Formazione in Gestione della Libreria della Scuola Librai Italiani, nata per iniziativa dell’ALI, del Dipartimento di Economia e Direzione Aziendale dell’Università Ca’ Foscari di Venezia  e della Fondazione per il Centro Studi Città di Orvieto. Il suggerimento per i futuri allievi potrebbe dunque essere quello di puntare su attività di piccole dimensioni. “La Scuola Librai Italiani adatta il percorso didattico a seconda che l’allievo manifesti il desiderio di intraprendere una carriera nelle realtà indipendenti, mettendosi in proprio o lavorando come dipendente, oppure di entrare nelle realtà di catena, in particolar modo in Feltrinelli”, spiega Galla. “Storicamente, tra gli allievi che non hanno scelto la carriera ‘feltrinelliana’, quelli che hanno aperto la propria attività hanno creato prevalentemente realtà di piccole dimensioni, alcune delle quali sono ancora sul mercato.”


9 aprile 2013

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