I protagonisti del Libreriamo Book Camp

Libreriamo Book Camp – Alessia Stefania Lorenzi, l’insegnante che sogna di diventare scrittrice

Apriamo oggi lo spazio dedicato agli scrittori emergenti iscritti al Libreriamo Book Camp, la prima community dedicata a chi ama scrivere. Iniziamo con Alessia Stefania Lorenzi, insegnante salentina cresciuta con la passione per la scrittura...

Conosciamo meglio i protagonisti della prima community dedicata a chi ama scrivere creata da Libreriamo

MILANO – Apriamo oggi lo spazio dedicato agli scrittori emergenti iscritti al Libreriamo Book Camp, la prima community dedicata a chi ama scrivere. Iniziamo con Alessia Stefania Lorenzi, insegnante salentina cresciuta con la passione per la scrittura. Nel dicembre 2010 ha pubblicato una raccolta di pensieri dal titolo “Tra Cielo e Mare”, che contiene ottanta componimenti. Nel 2013 ha pubblicato il suo primo romanzo “Dendrohn, un mondo fantastico” un fantasy che ha riscosso un discreto successo tra i ragazzi. Il suo sogno è dedicarsi completamente alla scrittura. In questa intervista, Alessia Stefania Lorenzi sottolinea le difficolta incontrate da uno scrittore emergente, in primis dovute alle grandi case editrici, le quali pubblicano ciò che è “sicuro”, ciò che dà certezza di guadagni, e difficilmente investono in un esordiente.

Come nasce la sua passione per la scrittura? Lo fa di mestiere o è una seconda attività?
Ho cominciato a scrivere molto presto.  Non so se è stata  la scrittura  a venirmi incontro o se   sono andata io incontro a lei. Comunque già alle elementari, attendevo con ansia che la maestra ci assegnasse un testo scritto. Credo fossi l’unica, non tutti amano i temi di italiano, soprattutto in terza elementare.
Durante gli anni universitari ho cominciato a scrivere un racconto che è una specie di diario in cui annotavo  tutte le gioie e i dolori del vivere lontano da casa. Non lo pubblicherei mai,  ma lo custodisco gelosamente. E poi ho continuato a scrivere, scrivere, scrivere e non mi sono più fermata.
Attualmente  sono impegnata, proprio con questo romanzo,  in un “Progetto lettura” che mi porta in giro per le scuole ad incontrare i ragazzi e a “convincerli” della grande importanza  della lettura.
Sono un’insegnante di professione e scrivo  per passione. Ed è proprio come insegnante che ho un piccolo rammarico: poco tempo dei nostri ragazzi è dedicato alla lettura. Purtroppo.

Di cosa tratta il suo libro?
Nel 2013 ho pubblicato il romanzo“DENDROHN, un mondo fantastico” che è stato accolto con entusiasmo soprattutto dai ragazzi, ma che è stato apprezzato anche dagli adulti. Una strega, un albero misterioso, un ragazzino intraprendente e una ragazza scomparsa molti anni prima sono i protagonisti di questo racconto.
La storia ha inizio nel 1452, in piena caccia alle streghe nella tranquilla cittadina inglese di Sheffield. Era l’epoca in cui le streghe, ritenute sospette e pericolose dalle autorità civili e religiose, erano oggetto di persecuzioni che sovente terminavano con la morte. Mirya era una ragazza di vent’anni che viveva nel terrore di finire sul rogo, com’era accaduto qualche anno prima alla madre. Mirya, adolescente, assiste a quella terribile crudeltà che la segnerà psicologicamente.
Giudicato positivamente dagli insegnanti in quanto pone i ragazzi a riflettere sui valori veri della vita. Infatti è proprio in questo mondo fantastico che il protagonista Ethan cresce e matura, consapevole che dopo quell’esperienza, niente sarebbe stato più come prima.

Quali sono le difficoltà che ha incontrato nella pubblicazione e promozione dell’opera?
Quelle che incontrano tutti. Le grandi case editrici pubblicano ciò che è “sicuro”, ciò che dà certezza di guadagni, difficilmente investono in un esordiente. Preferiscono pubblicare opere di ex calciatori, ex  soubrette, attori o personaggi noti, piuttosto che l’opera di uno sconosciuto che, se anche fosse provvisto di talento, non lo scoprirà mai perché non gli viene data la possibilità.
Come diceva Thomas Fuller,  la cultura ci guadagna  soprattutto da quei libri con cui gli editori hanno perso. Chissà come mai Fuller diceva una cosa del genere?  A me piace scrivere e lo faccio anche se non ho tempo di attendere i grandi editori.
Ho fatto la mia scelta e dopo varie ricerche ho trovato la  casa editrice che fa per me,  che mi consente di scrivere, seguendomi, consigliandomi, affiancandomi un editor,  ma lasciandomi tutta la  libertà che voglio. Ma se non hai fondi, non puoi farlo.
Essendo un’insegnante adoro dialogare con i ragazzi ed è quello che faccio. Come detto prima, con un progetto – lettura,  “Amici libri”, incontro i ragazzi durante l’ora di Italiano e cerco di coinvolgerli nella storia che racconto nel libro  e di “incuriosirli” a leggerlo. Grande collaborazione degli insegnanti. E’ questa la mia promozione. Una bella soddisfazione.

Come è venuta a conoscenza del Libreriamo Book Camp?
Sono una grande lettrice. Per me “leggere è aprire una finestra sulla vita. E’ affacciarci su un mondo sconosciuto, è aprire i cancelli della mente. Leggere è emozione e riflessione, è pianto e gioia.” Per questa mia passione adoro gironzolare nel web alla ricerca di spunti per nuovo letture. Era quello che stavo facendo quando mi sono imbattuta nella vostra pagina Facebook e poi ho scoperto il vostro sito. Molto interessante e ben gestito.

Cosa ne pensa di questo spazio dedicato agli autori emergenti?
Non mi piace molto la parola “autori emergenti”, mi piace di più “nuovi autori”,ma trovo molto interessante riservare uno  spazio a persone che hanno qualcosa da dire, che hanno voglia di raccontare e raccontarsi. Credo che spesso vengano “maltrattati” dalla grande editoria. So benissimo che c’è grande differenza tra chi si sente uno scrittore e chi lo è davvero, ma credo che gli Editori importanti dovrebbero fare qualcosa di più e non “ignorare” i manoscritti senza nemmeno leggerli, come fa la stragrande maggioranza. Un plauso a chi,  invece, riserva nuove sezioni e sempre maggiori spazi agli scrittori nuovi dando loro l’opportunità di farsi conoscere e pubblicizzare le proprie opere. Complimenti davvero per questa iniziativa.

Ha in progetto una nuova opera?
Si, l’ho già ultimata e ho già effettuato una fase di editing. E’ un lavoro a cui tengo particolarmente perché ha richiesto tanto studio, approfondimenti e ricerche sulla civiltà Maya.
“La maledizione del V Codice” tratta di un Codice sottratto alla distruzione ad opera di uomini del clero che ritenevano, i codici e altri reperti di quell’antica civiltà, pericolosi  in materia religiosa ed in grado di impedire la conversione degli indiani che era appena iniziata. La storia si svolge ai nostri giorni. La protagonista è Nicole che si sveglia una mattina di aprile con una triste sorpresa.
Una vicenda senza soste in cui sostituzione di persona, traffici  internazionali di opere d’arte, omicidi a catena, si muovono sullo sfondo del Gateway Arch  di Saint Louis (Missouri) sulle rive del Mississippi.

1 aprile 2014

©RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti