Novità in libreria della settimana dal 16 al 22 febbraio

Dai romanzi storici ai thriller, dal fantasy alla narrativa civile: ecco le principali novità in libreria dal 16 al 22 febbraio, con trame chiare e rielaborate per orientarsi tra le uscite.

Novità in libreria della settimana dal 16 al 22 febbraio

Ogni settimana le librerie si riempiono di storie nuove e, spesso, diversissime tra loro. Ci sono libri che arrivano come un ritorno al passato e altri che sembrano parlare direttamente delle nostre paure presenti. Ci sono romanzi d’amore che puntano sull’emozione e altri che scelgono la tensione, l’ombra, il conflitto.

In questa selezione di uscite dal 16 al 22 febbraio trovi un panorama ampio: una biografia romanzata che prova a restituire un grande generale europeo nella sua dimensione privata, una romance contemporanea costruita su segreti e identità fittizie, un romanzo di formazione intrecciato alla storia recente dell’Ucraina, un memoir che attraversa l’identità spezzata del conflitto israelo-palestinese, e poi ancora una fiaba metropolitana parigina, fantascienza profetica, un fantasy YA che riscrive i miti e, per chi ama i brividi, un rural horror diventato un piccolo culto.

Uscite in libreria dal 16 al 22 febbraio

Queste uscite dal 16 al 22 febbraio mostrano bene quanto la narrativa sappia cambiare tono e pelle nel giro di pochi titoli. Se cerchi emozione contemporanea, “Burning for you. Ediz. italiana” punta su segreti e attrazione. Se vuoi una storia che unisca formazione e storia europea recente, “L’album blu” è il titolo da segnare. Se hai bisogno di una lettura luminosa e “di gusto”, “Il cuoco giapponese” sembra fatto apposta. Se invece vuoi tensione, allegoria e brividi nel quotidiano, “Il banditore” è il più inquietante del gruppo. E se ti chiama la grande saga, “The broken earth trilogy. La terra spezzata” è una porta spalancata su un mondo che non smette di parlare al presente.

 “La canzone dell’ultimo cavaliere” di Andrea Ceradini – Set Art

In “La canzone dell’ultimo cavaliere” al centro c’è Eugenio di Savoia Carignano, figura militare leggendaria che Napoleone considerava tra i più grandi generali della storia. Delle sue campagne e delle sue vittorie si sa quasi tutto, mentre dell’uomo, della sua vita privata e del suo carattere, resta spesso un vuoto.

Questo libro prova a entrare proprio lì, nel non detto. Non vuole riscrivere la Storia con la S maiuscola, ma accendere una luce sull’Eugenio che si è sempre protetto, quello che ha difeso non solo l’Impero ma anche la propria intimità. Ne esce un ritratto che lavora sulle zone d’ombra, sulle scelte personali, su quello che significa essere un simbolo pubblico e, insieme, un uomo che non ha mai voluto diventare “di tutti”.

Burning for you” di Rosemary Martins – Triskell 

“Burning for you. Ediz. italiana” parte da una premessa esplosiva: Leonardo, musicista, accetta una scommessa e si ritrova a fingersi un gigolò. Il problema è che l’equivoco diventa realtà nel momento in cui incontra Blake, un’ereditiera segnata da una relazione tossica e determinata a rimettere insieme i pezzi della propria vita.

Lei crede di aver scelto un professionista, lui invece sa di essere entrato in un terreno minato, perché intorno a Blake ci sono segreti e fragilità che non può gestire come se fosse solo un gioco. Tra musica, incontri rubati e una crescente intimità, Blake comincia a ritrovare forza e fiducia, mentre la bugia di Leonardo diventa sempre più pesante.

La tensione del romanzo sta tutta qui: cosa succede quando la persona che ti fa respirare di nuovo è anche quella che ti sta nascondendo la verità più grande? E quando il passato torna a mordere, l’amore diventa cura o incendio

 “L’album blu” di Yaryna Grusha – Bompiani

“L’album blu” intreccia autobiografia e trasfigurazione narrativa per raccontare la vicenda di una famiglia e, insieme, quella di un intero Paese. Tutto comincia nella notte di Chornobyl, tra il 25 e il 26 aprile 1986, quando l’esplosione del reattore libera una nube tossica e, soprattutto, un silenzio istituzionale che pesa quanto la paura.

Due giovani insegnanti, innamorati della letteratura ucraina e costretti a coltivarla quasi di nascosto, partono con una vecchia Zaz rossa per far nascere la loro bambina lontano dal pericolo. La casa in cui si rifugiano diventa un microcosmo: luogo fisico e simbolico, fragile come l’Unione Sovietica che sta iniziando a sgretolarsi.

La protagonista Yaryna cresce dentro questo paesaggio di precarietà e di dignità quotidiana, fino ad arrivare a Kyiv, allo studentato universitario, dove studia letteratura e si innamora di quella italiana. Intanto la Storia accelera: il muro di Berlino cade, e l’Ucraina attraversa le proprie rivoluzioni, fino alla costruzione dell’identità democratica contemporanea.

“L’album blu” mette insieme formazione personale e formazione civile, e chiede al lettore di guardare la libertà non come concetto astratto, ma come scelta concreta, come posizione.

Dal fiume al mare. Storia delle mia famiglia divisa tra due popoli” di Widad Tamimi – Feltrinelli

“Dal fiume al mare. Storia delle mia famiglia divisa tra due popoli” è un memoir che entra nel conflitto israelo-palestinese dalla soglia più difficile e più vera, quella dell’identità familiare. Qui la domanda non è solo politica. È esistenziale. Cosa significa appartenere a una terra contesa, vivere tra confini che non sono solo geografici ma anche emotivi, crescere dentro una storia che divide, ferisce, costringe a scegliere?

La narrazione procede per frammenti di memoria, episodi d’infanzia, racconti di radici e di strappi. Il punto di partenza è un’immagine semplice e disarmante, due bambini, uno palestinese e uno israeliano, seduti a disegnare la loro casa. Da quell’immagine si apre un percorso che prova a capire l’altro senza ridurlo a slogan, e senza cedere alla semplificazione.

Il libro lavora su temi come esilio, maternità, giustizia, riconciliazione, e lo fa con una scrittura partecipe, ma non urlata. È una testimonianza che parla alla coscienza e al cuore proprio perché non pretende di chiudere il discorso. Semmai, lo riapre nel modo più necessario: chiedendo ascolto.

Il cuoco giapponese” di Lucia Visonà – Einaudi 

“Il cuoco giapponese” è una fiaba metropolitana dal gusto agrodolce, ambientata in una Parigi contemporanea che sa ancora essere riconoscibile e piena di promesse. Il “cuoco giapponese” non è giapponese, e questa piccola bugia iniziale è già un indizio del tono del romanzo: leggero in superficie, ma con una malinconia sottile sotto la pelle.

Hugo arriva da un paesino francese e, mentre prova a capire cosa fare della propria vita, si mantiene con lavoretti in una guinguette fuori città. Una sera compare Madame Laval, che lui presto chiamerà Margot, una vecchietta teatrale, gourmand, irresistibile e anche bugiarda cronica. Margot lo guarda e decide che diventerà un grande chef. Non è un progetto razionale, è un colpo di testa. Ma è proprio così che nascono le cose che salvano.

Da quel momento Parigi si trasforma in una città nella città, fatta di ristoranti mitici, bottiglie leggendarie, fughe senza pagare e personaggi che sembrano usciti da un’altra epoca. È un romanzo sull’amicizia, sul prendersi cura, sul riscoprire il piacere di vivere quando ti sei convinto di aver dimenticato come si fa.

A pochi passi dal sole” di Walter Tevis – Mondadori

“A pochi passi dal sole” è un romanzo del 1983 che oggi suona incredibilmente profetico. Siamo nel 2063 e le fonti energetiche sono finite o considerate troppo pericolose. Il mondo è cambiato, le gerarchie geopolitiche si sono ribaltate, e all’orizzonte incombe addirittura una nuova era glaciale.

In questo scenario, serve un eroe. E l’eroe è Ben Belson, un uomo abbastanza ricco da costruire un’astronave, abbastanza folle da voler salvare il mondo, e abbastanza determinato da pagare il prezzo personale di questa ossessione. Il suo viaggio non è solo avventura spaziale, è ricerca di senso, è fuga dai propri demoni, è desiderio di trovare una cura al “dolore universale” mentre le autorità lo trattano come un fuorilegge, perché i viaggi spaziali sono diventati illegali.

“A pochi passi dal sole” promette fantascienza, ma porta con sé soprattutto una domanda: che cosa resta dell’umanità quando il futuro si restringe e la speranza diventa un reato?

Aftermyth. Vol. 1” di Tracy Wolff  – Newton Compton 

“Aftermyth. Vol. 1” gioca con la mitologia greca e con l’idea che le storie non siano gabbie, ma strumenti da riscrivere. Penelope Weaver ha passato la vita a prepararsi per l’Accademia Anassimandro, dove gli studenti imparano a far rivivere i miti e vengono assegnati a gruppi che incarnano i princìpi di un dio o di una dea. Lei è sicura di essere “Ateniana”, cioè intelligente, pratica, disciplinata.

Quando arriva all’Accademia insieme al gemello Paride, però, il destino le fa uno scherzo. Penelope finisce nel gruppo sbagliato, con compagni caotici e festaioli, viene affiancata da una musa disastrosa e si ritrova davanti prove sempre più impossibili. In più la magia dell’Anassimandro non è solo spettacolo, è potere che può travolgere, e la situazione diventa presto pericolosa.

Il cuore della storia sta nel momento in cui Penelope capisce che alcune narrazioni “destinate” devono essere riscritte. E che a volte crescere significa proprio infrangere la regola più comoda: quella che ti dice chi sei.

L’attesa del ritorno” di Sally Carson – Garzanti

“L’attesa del ritorno” è presentato come un capolavoro dimenticato che arriva per la prima volta in Italia, e il suo valore sta anche nella prospettiva storica: racconta l’ascesa del nazismo e il clima che prepara il periodo più buio dell’Europa quando ancora l’orrore dei campi non era conosciuto dal mondo.

La protagonista Lexa vive in un appartamento pieno di oggetti, ma per lei conta soprattutto un’assenza: la poltrona vuota di Moritz, l’uomo che avrebbe dovuto sposare. Il cognome ebraico di lui, Weissman, gli costa il lavoro e spezza la possibilità di un matrimonio “normale”. Nel luglio del 1932, mentre il partito nazista torna a imporsi e le strade cambiano faccia, la loro relazione deve reinventarsi tra paura, silenzi, incontri furtivi e un senso crescente di pericolo.

Il romanzo racconta l’amore come resistenza, non in modo retorico, ma concreto: trovare nuovi modi per restare vicini quando tutto intorno spinge alla separazione, alla cancellazione, all’obbedienza. Ed è anche un libro sulle democrazie fragili, perché mostra quanto velocemente la libertà possa essere corrosa quando la violenza diventa sistema.

Il banditore” di Joan Samson – Neri Pozza

“Il banditore” è un rural horror scritto nel 1975, unico romanzo di Joan Samson, e viene spesso accostato a “La lotteria” di Shirley Jackson. La storia comincia in modo semplice, quasi innocuo, come molte storie dell’orrore più riuscite. La famiglia Moore vive nella comunità rurale di Harlowe, New Hampshire, dove la tradizione è legge e la modernità arriva a singhiozzo. La quotidianità è fatta di lavoro duro, campi, animali, abitudini che si ripetono.

Poi arriva Perly Dunsmore, un banditore d’aste elegante e suadente, che propone un’idea apparentemente benefica: organizzare aste per raccogliere fondi destinati alla polizia locale. Gli abitanti sono invitati a donare “anticaglie”, oggetti inutili, cose da poco. Sembra persino bello, sembra comunità.

Ma le aste diventano sempre più frequenti e la richiesta si trasforma lentamente in pretesa. Quando la gente non ha più nulla da dare, Dunsmore e la polizia, sempre più arrogante, iniziano a puntare su ciò che nessuno vorrebbe mai cedere. E a quel punto la domanda vera diventa un’altra: quanto resiste una comunità quando la coercizione si traveste da bene comune?

“Il banditore” fa paura perché non ha bisogno di mostri. Gli basta un paese, un’autorità, e l’abitudine a obbedire.

The broken earth trilogy. La terra spezzata” di N. K. Jemsin – Mondadori

“The broken earth trilogy. La terra spezzata” porta in Italia l’opera più celebrata di N. K. Jemisin, una trilogia che ha segnato la fantascienza e il fantasy contemporanei. Qui il mondo non finisce con un’esplosione improvvisa, ma con una “stagione della fine” che può durare anni, decenni, perfino secoli.

Sull’unico continente del pianeta, l’Immoto, una frattura gigantesca spacca la terra e sputa cenere sufficiente a oscurare il cielo. È un mondo abituato alle catastrofi e alle Quinte Stagioni, eppure ogni volta il prezzo è enorme. In questo scenario si muovono gli orogeni, persone capaci di prevedere, controllare e provocare fenomeni geologici. Proprio per questo sono temuti e odiati, perseguitati o addestrati fin da piccoli sotto il controllo di un Custode, nel Fulcro, dove vengono costretti a usare il loro potere “per il bene del mondo”.

Il romanzo comincia con una ferita privata che diventa immediatamente epica: un figlio ucciso, una figlia scomparsa, e una madre, Essun, che si mette in cammino. Accanto a lei, e contro di lei, si costruisce la storia di Nassun, perché in “The broken earth trilogy. La terra spezzata” l’apocalisse non è solo ambientale. È politica. È familiare. È la scelta tra distruggere ciò che ti ha distrutto o provare, comunque, a immaginare un futuro diverso.