Lettura, aumenta la voglia di bei libri, soprattutto tra i giovani

Il libro come oggetto è morto? Il libro elettronico ha soppiantato il libro tradizionale? Nel terzo millennio il libro, e in particolare il libro fatto ad arte, si è oramai avviato verso un inesorabile declino? Questi gli interrogativi principali a cui la Fondazione Marilena Ferrari ha voluto dare risposta attraverso la ricerca commissionata al Censis ...

E’ quanto emerso dalla ricerca commissionata al Censis dalla Fondazione Marilena Ferrari su “Il valore del bel libro” tra virtualità e sensualità, tra effimero e duraturo

MILANO – Il libro come oggetto è morto? Il libro elettronico ha soppiantato il libro tradizionale? Nel terzo millennio il libro, e in particolare il libro fatto ad arte, si è oramai avviato verso un inesorabile declino? Questi gli interrogativi principali a cui la Fondazione Marilena Ferrari ha voluto dare risposta attraverso “Il valore del bel libro”, la ricerca commissionata al Censis e presentata ieri a Roma. Tra i relatori Fabio Lazzari, Vice Presidente della Fondazione Marilena Ferrari; Ugo Nespolo, artista, bibliofilo e Presidente del Museo del Cinema di Torino e Giulio De Rita, curatore della ricerca Censis.

LA RICERCA – I lettori dei libri sono in netto calo, gli italiani che leggono almeno un libro l’anno sono passati dal 59,4% del 2007 al 49,7 del 2012, un calo non compensato dai lettori dei libri elettronici che sono aumentati solo dell’1%. Eppure dalla ricerca emerge quanto la voglia di sfogliare e di possedere dei bei libri continui ad essere forte, sorprendentemente più tra i giovani che tra le persone anziane. La prima considerazione che si può fare è che il bel libro, quello fatto ad opera d’arte, non è morto.

LA CONSERVAZIONE DEI LIBRI – In oltre la metà delle famiglie italiane (il 53,5%) sono conservati libri lasciati in eredità  da persone che non ci sono più e verosimilmente non si tratta di edizioni economiche. Ed è una percentuale che non cambia con l’età; anche il sessantenne, come il trentenne, conserva ancora i libri dei genitori e dei nonni, come conserva i quadri o l’argenteria, perché per lui i libri non sono un bene di consumo, ma hanno un valore intrinseco: sono il segno più tangibile del patrimonio culturale della sua famiglia. Solo il 17,8% degli italiani si disinteressa di ciò che accadrà ai loro libri quand’essi saranno passati a miglior vita, mentre l’82,2% spera che i propri eredi potranno godere, oltre che dei beni materiali, anche dei libri che gli tramanderà.

LIBRO COME OPERA D’ARTE – I dati emersi dall’indagine ci dicono con chiarezza che, a fronte del fatto che i lettori continuino a diminuire, il 70% degli italiani considera il bel libro non un oggetto, ma una vera e propria opera d’arte. È sorprendente notare che il 52% degli italiani (il 55,3% delle donne) mostra il desiderio di possedere dei bei libri, questo vuol dire che per la metà degli italiani non solo il bel libro è un’opera d’arte, ma è anche un oggetto del desiderio: avere in casa dei bei libri è come avere dei bei quadri.

MEMORIA E IDENTITA’ – Quando ci si reca in un museo si ammirano i quadri e ci si culla nel desiderio di possederli, evidentemente quando ci si reca in delle biblioteche e si osservano i libri di pregio, 5 italiani su 10, coltivano il desiderio che alcuni di quei libri possano andare ad arricchire la loro biblioteca. Nessuno penserebbe mai di realizzare una biblioteca pubblica fatta solo con libri economici, analogamente anche in una biblioteca privata occorre, almeno nei desideri degli italiani, che siano presenti alcuni libri fatti con tutte le cure. Perché, come amava dire Marilena Ferrari, recentemente scomparsa, e che su questa concezione del libro ha costruito il suo progetto editoriale, “Il libro di alta qualità – testuale, iconografica, editoriale – come possesso saldo e durevole, è destinato a formare una biblioteca privata che, come le pubbliche, si fa memoria e identità”.

SUCCESSO TRA I GIOVANI – Stupisce anche che il bel libro riscuota un grande successo presso i giovani, addirittura il 65,1% dei giovanissimi si dice attratto dai bei libri. E’ la riprova che al libro di alta qualità si lega la questione dell’identità: più la ricerca dell’identità è forte, come nei giovani, più l’attrazione nei confronti di un oggetto che rappresenta uno “scrigno di sapere”, che è fruibile, ma che è anche mostrabile e che quindi in qualche modo mi rappresenta, è forte.

ATTRAZIONE PER I LIBRI – Davanti ad un libro di pregio il 46% degli italiani si sente attratto, invogliato se non alla lettura, almeno a sfogliarlo. La qualità più apprezzata, oltre ovviamente ai contenuti, è proprio la bella stampa, fatta con cura e che permette una piacevole consultazione. Per questo l’85,4% degli italiani la ritiene molto e abbastanza importante. Anche le belle illustrazioni sono molto e abbastanza importanti per quasi l’80% degli italiani. Il 76% poi si dice particolarmente affascinato dalla carta, dopo quello della vista, ecco un altro senso che viene stimolato: il tatto. Il libro, dunque, può e deve essere sempre più in futuro, un oggetto multiforme, vale a dire un luogo di incontro di diversi linguaggi e di diverse forme di espressione artistica ed alto artigianale, la porta di accesso a diverse rappresentazioni artistiche.

LA FONDAZIONE – La Fondazione Marilena Ferrari nasce nel 2007 con l’obiettivo, principale, di sostenere, salvaguardare e diffondere l’arte del libro e il patrimonio artistico e culturale italiano ed europeo, nella convinzione che siano strumenti fondamentali di educazione per le coscienze e mezzi insostituibili di evoluzione socio culturale. “La Fondazione – commenta il Vice Presidente, Fabio Lazzari – ha da sempre tra i suoi obiettivi principali quello di promuovere il libro di qualità e di pregio come strumento fondamentale per progettare il futuro della civiltà. In un momento storico in cui è molto acceso il dibattito culturale sulla smaterializzazione del libro a favore dell’ebook, abbiamo voluto verificare se quest’idea è condivisa o meno dagli italiani e abbiamo scoperto con piacere che la pensano come noi.”

 

23 gennaio 2013

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