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L’esilarante incontro tra Chaplin e la Morte raccontato da Fabio Stassi al Salone del Libro

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A TORINO - Al caffè letterario del Salone del Libro di Torino il pubblico viene accolto dal suono di un violino. È la figlia dell'autore Fabio Stassi, che accompagna il padre che legge dei brani del suo libro con la musica. Un inizio suggestivo...
L’autore ha presentato a Torino il suo “L’ultimo ballo di Charlot”. È stata l’occasione per parlare anche di scrittura, narrativa e futuro

TORINO – Al caffè letterario del Salone del Libro di Torino il pubblico viene accolto dal suono di un violino. È la figlia dell’autore Fabio Stassi, che accompagna il padre che legge dei brani del suo libro con la musica. Un inizio suggestivo. Peccato per la posizione un po’ troppo aperta e di passaggio del Caffè. Peccato per il rumore di sottofondo che fanno tante persone che si muovono per la fiera. Peccato, perchè il libro di Stassi è una di quelle storie che meritano di essere lette. E le parole dello scrittore meriterebbero di essere ascoltate con tranquillità.

UNA FAVOLA PER ADULTI – Luciano Genta racconta brevemente la trama del libro. Si tratta di un dittico, un libro che procede su due binari solo apparentemente paralleli. Da un lato c’è la storia degli incontri tra Charlot, alias Charlie Chaplin, e la Morte. Per ben sei volte Lei reclama l’anima dell’attore e per ben sei volte lui riesce a salvarsi. Come? Facendola ridere. "Questa è la missione di Charlot, far ridere gli altri. Ma la sua è una comicità particolare, sempre vicina alla malinconia. Pensiamo ai suoi film. Spesso certe scene ci commuovono". Insieme a questa prima story line ce n’è una seconda. È la lunga lettera che Charlot, ormai conscio che il prossimo incontro con la Morte sarà quello definitivo, scrive al figlio più giovane per raccontargli della sua vita.
Il lettore si chiede subito, ma questa è la vera biografia di Charlie Chaplin? Ebbene no. "Il libro è la biografia inventata di Charlot, ma contiene al suo interno anche tante storie vere". Un gioco di specchi e di rimandi tra realtà e finzione, tra storia e immaginazione. "Il mio lavoro è stato quello di rendere vere le cose false e false le cose vere – commenta in modo leggermente criptico Fabio Stassi. Ma il senso è che in questa storia c’è molto della sua immaginazione, della sua capacità di costruzione artistica. A cominciare da quello che è un po’ il vero protagonista del libro, il clown diseredato Arlecchino. "Tutto qui inizia dal circo. Ed è proprio da questo personaggio, l’ultimo tra gli ultimi, che Charlot impara tutto quel che sa". Il dialogo fa venire voglia di correre a comprare il libro per capire meglio come vanno a finire le cose. "E’ una storia sorprendente – stuzzica il pubblico Luciano Genta – a cominciare dall’identità della Morte…".

"CHI ESCE RIESCE" – Ma sul palco non c’è spazio solo per la promozione del libro. Stassi parla di cosa intende lui per scrittura e per narrativa. "La letteratura ha questo di eccezionale: dà una serie infinita di possibilità. Sta al singolo scegliere come combinarle". Genta lo definisce un ladro di vite, perché ha la particolare abitudine di inventare vite per personaggi reali. "Le mie storie sono strane? Sarà che la mia mente non è capace di pensare niente di diverso", scherza lui.
Lo scrittore romano si rivolge poi ai giovani, messi a dura prova dal periodo di crisi che stiamo passando. "In siciliano c’è un proverbio, traducibile come chi esce riesce. Non abbiate paura di partire. Rischiate, andate alla ricerca della vostra storia e del vostro talento". Se si guarda bene anche la storia di Charlot è una storia di precariato, simile a quelle che vivono molti oggi. Ma l’attore ha saputo imparare da ogni esperienza, e così dobbiamo fare noi.

Roberta Turillazzi

20 maggio 2013

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