Lella Costa, ”Festival culturali e lettura sono la beauty farm dell’anima”

Attrice, scrittrice, doppiatrice, ma soprattutto grande appassionata di libri e lettura. Stiamo parlando di Lella Costa, che sarà protagonista oggi alla X Edizione del Festival della Mente di Sarzana, con un intervento tutto incentrato sul tema dell’ironia...

L’attrice e scrittrice, ospite quest’oggi al Festival della Mente di Sarzana in questa intervista ci parla di creatività, ironia e dell’importanza della lettura

MILANO – Attrice, scrittrice, doppiatrice, ma soprattutto grande appassionata di libri e lettura. Stiamo parlando di Lella Costa, che sarà protagonista oggi alla X Edizione del Festival della Mente di Sarzana, con un intervento tutto incentrato sul tema dell’ironia, argomento trattato anche nel suo ultimo libro “Come una specie di sorriso”. In questa intervista la scrittrice ci parla dell’importanza dell’ironia nella vita quotidiana, da utilizzare come strumento per rivedere e riconsiderare i diversi punti di vista, e ci parla dell’importanza di libri e lettura.

Il filo conduttore del Festival della Mente di cui sarà ospite è la creatività. Come definisce il concetto di creatività?
Credo che sia una sorta di capacità di tradurre in materiale condivisibile, che può essere parola scritta, parola parlata, musica, creazioni artistiche di vario tipo. E’ il passaggio che prevede di intercettare e tradurre  con uno sguardo diverso quello che abbiamo intorno e trasformarlo in qualcosa che sia condivisibile. La creatività è qualcosa che riconosci proprio quando la condividi.

Nel suo ultimo libro “Come una specie di sorriso” parla dell’ironia come arma per essere più liberi. Quanto è importante la giusta dose di ironia per affrontare il difficile momento della fine delle vacanze ed il ritorno alla routine quotidiana?
Ci tengo a premettere che suggerire l’uso l’ironia, ovvero un’attitudine a provare a cambiare punto di vista, sguardo e prospettiva sulle cose e quindi in ultima analisi a sdrammatizzare là dove si può e a non essere costantemente autoreferenziali, non può essere riferito a coloro che non hanno più la possibilità di garantire a se stessi e alla propria famiglia un futuro. In questi casi ho molto più pudore nel suggerire di utilizzare l’ironia. Credo che invece in una quotidianità in cui i bisogni primari sono soddisfatti possa essere un buon suggerimento quello di affidarsi all’uso dell’ironia, proprio perché è un esercizio critico di costante analisi e riesame di quanto affrontato e dato per scontato sino a quel momento. Il ricominciare a settembre, anziché essere vissuto come la fine di qualcosa, deve invece essere visto come l’inizio di un nuovo progetto, in cui poter mettere a frutto le proprie idee.

Rifacendoci sempre al tema dell’ironia, qual è il personaggio politico di casa nostra o internazionale che avrebbe più bisogno di ironia e quale meno?
A mio parere, proprio come scrivo nel mio libro, esiste una incompatibilità non tanto tra politica ed ironia quanto tra potere ed ironia. Quando vedo riproposto sempre il classico teatrino della politica mi aumenta lo sconforto, perché mi stupisco che mai nessuno, almeno in pubblico, provi autenticamente a cambiare il punto di vista e avere un’altra considerazione di sé. La politica avrebbe un grandissimo bisogno di ironia, e quella che c’è non basta mai. Ci sono sicuramente alcune persone che individualmente ce l’hanno, ma non mi sentirei mai di dire che debbano utilizzarne meno. Da questo punto di vista la politica è davvero desolante, perché l’ironia non deve avere per forza a che fare con la comicità, anzi, può essere anche molto dolorosa. Se invece parliamo di comicità ed avanspettacolo allora non siamo secondi a nessuno. A mio parere c’è quindi una carenza di ironia nella politica tutta ma in particolare nella nostra.

Lei è molto attiva nel mondo della letteratura. Qual è l’importanza dei libri e della lettura?
Per me è uno dei regali più belli che ho ricevuto dalla vita, e spero di riuscire a comunicare proprio questo, sia agli altri attraverso il mio lavoro, che alle mie figlie, ma non credo di esserci ancora ben riuscita perché la lettura, proprio come l’ironia, non può essere imposta. La lettura è un enorme piacere, una enorme fortuna, un patrimonio sterminato di emozioni, riflessioni, mondi e paesaggi. E’ il terreno della libertà, perché quello che tu leggi è un qualcosa a cui puoi dare un volto, un profumo, un colore, un sapore. Per me è entusiasmante leggere, continua ad esserlo, e considero un privilegio avere questo rapporto duraturo con il Festival Letteratura di Mantova a cui partecipo tutti gli anni e attraverso il quale ho modo di conoscere direttamente gli scrittori. Devo dire che mi consola il fatto che, nel Paese sconsolante di cui parlavo prima, vi siano ancora luoghi come Sarzana e Mantova dove per alcuni giorni una intera città vive intorno a letteratura, creatività, cultura. Sono una bella immagine che fa bene alla  cultura, una sorta di “beauty farm dell’anima”.

1 settembre 2013

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