Lo studio

Leggere e scrivere aiuta gli anziani a conservare la memoria

Uno studio del Rush University Medical Center ha dimostrato che l’abitudine a dedicarsi ad attività mentalmente stimolanti incide per il 15% nel conservare il cervello in salute quando si invecchia
Leggere aiuta ad evitare la demenza nelle persone anziane

MILANO – Una nuova ricerca medica afferma che leggere libri, scrivere e impegnarsi in attività che stimolino l’esercizio del cervello aiuta a preservare la memoria. Lo studio è stato pubblicato sull’edizione online del 3 luglio di Neurology®, il giornale medico dell’American Academy of Neurology, e la notizia è stata riportata il 4 luglio dalla testata News Medical.

L’IMPORTANZA DI ESERCITARE IL CERVELLO – “La nostra ricerca suggerisce che per mantenere il cervello in buona salute fino alla vecchiaia, è importante esercitarlo attraverso attività come la lettura e la scrittura nel corso di tutta la propria vita, dall’infanzia fino alla terza età”, scrive l’autore  dello studio, il Dottor Robert S. Wilson del Rush University Medical Center a Chicago.

I TEST – Lo studio è stato condotto sottoponendo con cadenza annuale 294 persone anziane a test per misurare la memoria e la capacità di pensiero, per un periodo di tempo di circa 6 anni prima della morte – che avveniva in media all’età di 89 anni. Queste stesse persone rispondevano anche a un questionario in cui dovevano dichiarare se durante l’infanzia, l’adolescenza, la maturità e la loro età corrente avevano o no l’abitudine di leggere libri, scrivere e svolgere altre attività intellettualmente stimolanti. Dopo la morte, si procedeva con un’autopsia per osservare se il cervello presentasse segni fisici di demenza, come lesioni, placche o masse.

IL RISULTATO – Dalla ricerca è emerso che le persone che si dedicavano ad attività intellettualmente stimolanti sia in giovane sia in tarda età, pur presentando differenti livelli di lesioni, placche e masse cerebrali, mostravano un minor declino della memoria rispetto alle altre. L’abitudine o meno all’attività mentale è un fattore che incide per circa il 15%, accanto al deterioramento cerebrale, nel dare ragione del declino intellettivo di una persona.

DIVERSI GRADI DI DECLINO DELLA MEMORIA – Lo studio dimostra che il grado di declino della memoria in tarda età era ridotto del 32% in persone che svolgevano attività mentale più frequentemente rispetto alla media. In coloro che invece si dedicavano a questo tipo di attività meno frequentemente della media il declino era del 48% più rapido. “Sulla base di questo risultato”, scrive Wilson, “non dovremmo sottovalutare gli effetti che attività quotidiane come leggere o scrivere hanno su di noi, sui nostri figli, sui nostri genitori o i nostri nonni”

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