Leggere i cambiamenti di oggi attraverso il libro cult del Sessantotto

Con ''Sessantotto'', è noto, ci si riferisce ai movimenti di massa che percorsero quell'anno quasi tutti i Paesi del mondo, aggregando strati sociali diversi delle popolazioni – studenti, lavoratori, minoranze etniche –, sconvolgendo l'ordine politico e sociale e mettendo in crisi i governi. Il momento che stiamo vivendo oggi ricorda da vicino quel periodo...
Se guardiamo alle manifestazioni e ai fermenti che percorrono il mondo oggi, si riconosce una spinta al cambiamento che ricorda la stagione del Sessantotto. Può essere utile, allora, rivolgerci alle letture di allora per capire l’attualità, a partire dal libro simbolo di quella stagione, “Sulla strada” di Jack Kerouac

MILANO – Con “Sessantotto”, è noto, ci si riferisce ai movimenti di massa che percorsero quell’anno quasi tutti i Paesi del mondo, aggregando strati sociali diversi delle popolazioni – studenti, lavoratori, minoranze etniche –, sconvolgendo l’ordine politico e sociale e mettendo in crisi i governi. Il momento che stiamo vivendo oggi ricorda da vicino quel periodo. Una profonda crisi sta incrinando sempre più il mondo che conoscevamo e nuovi fermenti stanno contribuendo alla costruzione di un ordine nuovo. Basti pensare alle primavere che hanno scosso i Paesi arabi, alle proteste in Grecia, a quanto abbiamo visto in Italia alla vigilia delle elezioni di quest’anno, a quello che sta accadendo ora in Turchia, in Brasile e in Egitto, dove il gruppo d’opposizione Tomarod ha indetto una manifestazione per il 30 giugno contro il presidente Mohamed Morsi. Così, leggendo i libri che animarono il fervore di allora, possiamo veder rispecchiato il nostro stesso desiderio di cambiamento e riconoscere le nostre esperienze di oggi.

SULLA STRADA, IL LIBRO MANIFESTO DELLA BEAT GENERATION – Fu scritto nel 1951, e pubblicato poi nel 1957, “Sulla strada” di Jack Kerouac, il libro manifesto della Beat Generation, movimento artistico letterario affermatosi negli anni Cinquanta negli Stati Uniti. Molti degli ideali della Beat Generation furono ereditati dal Sessantotto, ispirando movimenti pacifisti e antifascisti, che si schieravano contro il capitalismo e il materialismo estremi del mondo occidentale di allora, e suscitando anche fermenti nel blocco sovietico contrapposto all’Occidente, che chiedevano libertà contro i soprusi del regime comunista. Scritto originariamente su un rotolo di carta da tappezzeria o per telescrivente dall’allora ventinovenne autore, il libro racconta dei viaggi compiuti da Kerouac insieme ad altri amici. Proprio Kerouac si cela dietro al protagonista e narratore, Sal Paradise, mentre il compagno di viaggio Dean Moriarty è in realtà l’amico Neal Cassady – e molti altri sono i personaggi reali sotto le vesti di quelli incontrati durante il viaggio, tra cui Allen Ginsberg, nel libro Carlo Marx, e William S. Burroughs, nel libro Old Bull Lee, altri due grandi esponenti della Beat Generation.

LA CRITICA ALLA SOCIETÀ – Dean Moriarty, uscito dal riformatorio, incarna una concezione della vita contrapposta a quella borghese dominante. Niente fissa dimora, niente lavoro, il suo interesse è viaggiare alla scoperta di nuove esperienze, il sesso, la musica jazz, l’alcol e le droghe. Sal lo conosce a New York e parte con lui, attraversando in autobus e in autostop l’America settentrionale. La loro irrequietudine è l’irrequietudine propria della giovinezza da un lato e dall’altro il sintomo generazionale di un’epoca che sta venendo scardinata dai suoi punti fissi. Per scrittori come Neal Cassady, Allen Ginsberg – che con il suo poema “Urlo” procurò un processo per oscenità al suo editore – o William S. Burroughs – che in “Pasto nudo” racconta della sua dipendenza dall’eroina – le esperienze al limite, le droghe, la rivendicazione della propria libertà sessuale diventano parte di una critica più ampia alla società americana di allora. Si tratta di una reazione al materialismo e al militarismo di Dwight D. Eisenhower, presidente degli Stati Uniti tra 1953 e 1961, e di Joseph McCarthy, senatore repubblicano dal 1947 al 1957. All’idea che l’America sia la società migliore in cui vivere, questi scrittori oppongono il loro rifiuto della guerra fredda e della guerra di Corea, il loro rifiuto del capitalismo spinto agli eccessi, di una visione consumistica della vita e dell’individuo, contro cui propongono una visione religiosa della realtà ispirata al pensiero orientale. Non a caso “Sulla strada” di Kerouac andò incontro alla censura maccartista [il termine “maccartismo”, dal nome di Joseph McCarthy, indica una fase della storia americana, da fine anni Quaranta a tutti gli anni Cinquanta, caratterizzato da un forte atteggiamento accusatorio nei confronti di chiunque fosse minimamente sospettato di filocomunismo – N.d.R.]. Il libro fu pubblicato, presso la Viking Press, solo dopo consistenti revisioni da parte dell’autore.

DALLA BEAT GENERATION AL SESSANTOTTO – Non è difficile vedere in questi scrittori e artisti i padri spirituali dei movimenti pacifisti giovanili che nella seconda metà degli anni Sessanta si schierarono in America contro la guerra del Vietnam. Sarebbe esistita la cultura hippie se non ci fossero stati Kerouac e la Beat Generation? Ci sarebbe stato il grande festival di Woodstock nel 1969? E le manifestazioni operaie e studentesche che percorsero in lungo e in largo l’Europa e raggiunsero il culmine nel maggio 1968 a Parigi? La domanda è senz’altro ribaltabile – sarebbe esistita una Beat Generation se non ci fosse stato da ogni parte un fermento e una necessità di cambiamento che in quegli anni scuoteva la società? Sta però di fatto che quegli autori ebbero il merito di portare a coscienza desideri, impulsi, agitazioni sotterranei, disegnando nuovi ideali e una nuova identità collettiva cui ispirarsi.

DAL SESSANTOTTO A OGGI
– Quali poi siano stati gli effetti del Sessantotto è controverso. Alcuni ritengono che abbia portato a un mondo migliore, altri che abbia distrutto i valori su cui si basava la stabilità politica mondiale. Forse, semplicemente, si trattava di una crisi del vecchio ordine e di un cambiamento verso qualcosa di nuovo che erano necessari, fisiologici. E forse, oggi, la nostra società sta attraversando un ciclo vitale analogo. Molti di noi, allora, possono riconoscersi nella stessa inquietudine di Sal e Dean, nella loro incapacità di fermarsi, altri possono talvolta sentirsi stanchi, sentire il desiderio di avere finalmente “un posto”, un lavoro, una casa, quel medesimo desiderio che a un certo punto anche Sal avverte nascere dentro di sé. Ma nelle letture, di allora e di oggi, si può trovare nuova forza per comprendere quello che sta accadendo, affrontare la trasformazione e vedere tracciati nuovi percorsi e ideali guida.

27 giugno 2013

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