Leggere per i bambini e insieme a loro è fondamentale

Leggere ai bambini è la ricetta giusta per farli crescere sani

Leggere ad alta voce ai bambini è fondamentale: leggere, cantare e parlare con loro ogni giorno. Leggere per loro fino a quando non saranno in grado di farlo da soli e poi leggere insieme a loro. E una volta iniziata la scuola...

E’ il modo più semplice, più economico e più divertente per regalare al tuo bambino un inizio salutare: leggere per lui e poi leggere con lui. Iniziare un bambino alla lettura sin dalla giovane età gli permetterebbe una migliore istruzione, migliori opportunità per il suo futuro, e una miglior salute senza contare che permetterebbe il crearsi di una società più tollerante 

MILANO – Leggere ad alta voce ai bambini è fondamentale: leggere, cantare e parlare con loro ogni giorno. Leggere per loro fino a quando non saranno in grado di farlo da soli e poi leggere insieme a loro. E una volta iniziata la scuola, incoraggiarli a leggere ancora di più. Per un ottimo sviluppo neurologico – o nutrimento per il cervello se si preferisce – leggere è la ricetta ordinata dal medico.

L’ASSOCIAZIONE AMERICANA DI PEDIATRIA – L’Associazione Americana di Pediatria ha preso una posizione molto forte riguardo all’importanza della letteratura per la salute e l’educazione dei bambini. L’AAP, che rappresenta 62.000 pediatri americani, dice che i medici dovrebbero prescrivere come ricetta ‘leggere insieme come una divertente attività quotidiana della famiglia’, ogni volta che un bambino ha una visita medica e, per i bambini a basso reddito, fornire libri adatti alla loro età. Per farlo, hanno collaborato con 2 importanti organizzazioni, “Reach Out and Read” e il programma della Fondazione Clinton “Too small to fail”, oltre ad aver collaborato con la casa editrice di libri per bambini Scholastic. Le loro dichiarazioni stanno ottenendo molta attenzione negli Stati Uniti: essere analfabeta, senza una minima conoscenza della matematica o in generale avere delle mancanze nella propria istruzione, quasi sempre condanna alla povertà.

L’ASSOCIAZIONE CANADESE DI PEDIATRIA – L’Associazione Pediatrica Canadese già dal 2002 aveva assunto una simile posizione sulla questione, e anche se la sua campagna è stata molto più contenuta, è anche vero che le considerazioni sono state ancora più radicali. Dichiarano che le sale d’aspetto dovrebbero essere piene di libri, che i bambini dovrebbero tenere un libro in mano durante le visite in modo da essere rassicurati, e oltre a prescrivere la lettura ai bambini, dovrebbero essere prescritte carte della biblioteca. Non ultimo per i genitori che ne hanno bisogno, dovrebbero essere aiutati e indirizzati verso la lettura con programmi per l’alfabetizzazione. La dichiarazione dell’associazione canadese fornisce anche alcuni dati agghiaccianti sulla ‘crisi di alfabetizzazione’ in Canada, ossia: il 42% per cento dei canadesi di età compresa tra i 16 e i 65 anni non hanno le competenze minime di alfabetizzazione per affrontare la vita quotidiana e lavorare in un’economia basata sulla conoscenza; l’80% dei detenuti risulta avere competenze di basso livello di alfabetizzazione, il 60% costituito da immigrati e dal 18 al 38% tra i giovani canadesi. Inoltre dal 5 al 15% per cento dei bambini in età scolare hanno ritardi di lettura, e la maggior parte dei ragazzi che non hanno imparato a leggere entro la fine della terza elementare non potrà mai recuperare. Questi problemi di alfabetizzazione costano allo stato del Canada $ 10 miliardi di dollari all’anno.

IN ITALIA – Secondo l’ultima ricerca dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l’Italia è un Paese di “analfabeti funzionali”. Secondo i risultati dell’indagine PIAAC (Programme for the International Assessment of Adult Competencies) su 24 paesi sviluppati, l’Italia si trova all’ultimo posto in classifica per competenze in lettura e al penultimo posto sia per competenze in matematica che per capacità di risolvere problemi in ambienti ricchi di tecnologia. L’Ocse nella sua ricerca ha messo a confronto la preparazione della popolazione adulta intervistando oltre 166mila persone tra 16 e 65 anni di età di 24 Paesi: ne risulta che un italiano su cinque ha problemi di lettura, mentre ad esempio in Giappone e Finlandia il rapporto scende a 1 su 20 e 1 su 10. Inoltre quasi un terzo della popolazione leggendo un libro o qualsiasi altro testo scritto riesce ad interpretare soltanto informazioni semplici. Gli italiani sono gli ultimi della classe anche negli “esercizi di calcolo”, (31,7%) insieme a spagnoli (30,6%) e statunitensi (28,7).

RISULTATI RICERCA – Quindi essere analfabeta, senza una conoscenza matematica e senza un’istruzione hanno le loro radici nei problemi pediatrici. Uno studio ha dimostrato che i bambini di 4 anni con genitori che lavorano ascoltano circa 30 milioni di parole in più rispetto agli altri bambini. Questa esposizione al vocabolario dà loro un vantaggio nella scuola e permette un miglior rendimento scolastico e, in ultima analisi, consente migliori opportunità educative e posti di lavoro maggiormente pagati. La dichiarazione dell’Associazione americana dice che incoraggiare la lettura dalla più tenera età dovrebbe contribuire a colmare il divario di reddito e creare una società più tollerante e non razzista. La verità è che sono pochi i bambini che leggono quotidianamente, e la ragione è la mancanza di tempo soprattutto per i genitori che lavorano tanto. Con la diffusione di tablet e smartphone, il libro potrebbe sembrare un anacronismo, ma anche se il digitale sta sostituendo il tradizionale, leggere ad alta voce rimane importante. Non è soltanto utile per stimolare i neuroni e costruire un vocabolario appropriato, ma rinforza anche il legame tra genitori (o nonni) e bambini. L’alfabetizzazione è il fondamento di una buona istruzione e i risultati scolastici sono correlati al raggiungimento di un buon reddito. E’ importante ricordare che l’aspettativa di vita, e la salute in generale, è correlata con l’istruzione e il reddito. Di conseguenza, un sistema sanitario degno di questo nome deve promuovere l’alfabetizzazione, perché è un prerequisito per una buona salute.

16 agosto 2014

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