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L’editoria italiana rivendica a Francoforte il proprio ruolo all’interno dell’industria culturale europea

Attuare una politica coordinata per il libro, preservare il diritto d'autore, ottenere un'IVA agevolata sugli ebook e una maggiore attenzione nei confronti delle case editrici, i primi attori dell’industria editoriale. E' quanto richiesto dal presidente AIE Marco Polillo nella giornata d'apertura della Fiera del libro di Francoforte, intervenuto nel corso dell'inaugurazione di ''Punto Italia''...

Il presidente AIE Marco Polillo è intervenuto nel corso dell’inaugurazione di Punto Italia, lo spazio dedicato agli editori italiani protagonisti della Buchmesse

 

FRANCOFORTE – Attuare una politica coordinata per il libro, preservare il diritto d’autore, ottenere un’IVA agevolata sugli ebook e una maggiore attenzione nei confronti delle case editrici, i primi attori dell’industria editoriale. E’ quanto richiesto dal presidente AIE Marco Polillo nella giornata d’apertura della 64ma edizione della Buchmesse, il più importante appuntamento per lo scambio dei diritti del settore editoriale librario, in programma da oggi al 14 ottobre a Francoforte. Polillo è intervenuto nel corso dell’inaugurazione di “Punto Italia”,  uno spazio di 274 metri quadrati dove verranno presentati ed esposti circa 1200 titoli di 48 editori italiani e sarà possibile consultare online il database dei libri in commercio.

 

PANORAMICA DEL MERCATO – Il presidente AIE inizia il suo intervento riportando dai dati, constatando come questo sia stato l’anno dei segni meno. “L’editoria italiana sta soffrendo per la crisi: da quando è iniziata, nel 2008, abbiamo avuto anni di riduzioni di fatturato, ma meno di altri settori. Adesso è cambiato qualcosa: il libro, da sempre prodotto anticiclico, è travolto – pure lui  dalla crisi dei consumi. E ne risente esattamente come gli altri prodotti”. Un calo che riguarda anche la lettura, nonostante l’offerta editoriale cresca e si diversifichi grazie all’aumento dei titoli e delle copie immesse sul mercato e del consolidamento del segmento ebook.

 

TEMPO DI INTERVENIRE – Secondo Polillo le difficoltà sono obiettive, e quindi dalle parole occorre passare ai fatti. “Per rispondere a una situazione come quella accennata, non chiediamo neanche in questa occasione soldi, così come non li abbiamo mai chiesti. Chiediamo invece misure, sostenibili, per dare opportunità e risposte. La tempesta perfetta si è scatenata sul libro, travolto dal calo della domanda e dalle difficoltà di accesso al credito in un momento in cui gli editori sono chiamati a ingenti investimenti sul digitale e non aiutati dalla frammentazione delle competenze sul libro che hanno ingenerato una sostanziale disattenzione verso il settore. Sono difficoltà che anche oggi possono trovare e meritano risposte”.

 

EBOOK E DIGITALE – Tra le richieste, il presidente AIE nel suo intervento sottolinea l’importanza di ottenere un’IVA agevolata anche sugli ebook. “I libri di carta oggi sono sottoposti all’Iva al 4%. La distorsione è evidente invece per i libri digitali, che scontano un’Iva ordinaria del 21%. Nell’Unione Europea vi sono due paesi – Francia e Lussemburgo – che hanno deciso di introdurre l’Iva agevolata, negli ultimi mesi del 2011, ed hanno l’indubbio merito di aver portato all’attenzione di tutta l’Unione il problema. L’editoria libraria è l’unico segmento dell’industria culturale dove le imprese europee sono leader nel mondo. Oggi esse devono competere con nuovi attori provenienti da oltreoceano che sfruttano vantaggi fiscali sull’Iva. Per questo l’Europa deve rispondere in modo deciso e far cessare la discriminazione tra libri di carta e libri digitali che, oltre a essere incomprensibile, è sempre più dannosa”. Secondo Polillo, il mercato degli ebook rappresenta il segmento più innovativo dell’industria editoriale. “Lo sviluppo verticale della produzione ha portato in Italia in soli due anni e mezzo alla disponibilità di quasi 38mila titoli e circa 60mila prodotti diversi, giacché spesso le novità sono prodotte in più formati. (Dati Informazioni Editoriali  ekitab, settembre 2012.) Il 37% delle novità italiane sono oggi pubblicate anche in versione ebook. Una discriminazione fiscale si traduce quindi in un disincentivo al consumo e all’innovazione in un settore importante anche ai fini dell’implementazione dell’Agenda digitale europea.

 

LEADERSHIP INTERNAZIONALE – Pelillo fa notare come, nonostante la crisi e le difficoltà finanziarie, l’editoria italiana stia dimostrando tutta la sua capacità di innovazione. “L’ultima conferma ce l’ha data l’Europa affidando a noi, Associazione Italiana Editori, il coordinamento del progetto TISP (Technology and Innovation for Smart Publishing) che per la prima volta metterà a costante confronto industria editoriale e fornitori di tecnologia europei, creando una piattaforma che favorisca la collaborazione e le esperienze innovative per l’industria editoriale in uno scambio continuo tra i due settori. Il progetto è nell’ultima fase dell’iter di negoziazione con la Commissione e vi è arrivato forte del giudizio di esperti indipendenti che hanno attribuito il massimo punteggio su tutti e tre i criteri di valutazione previsti. Una tripla A che non è così frequente, ma che siamo in grado di ottenere proprio sul tema dell’innovazione digitale”.

 

NON SOLO EBOOK – Nel corso della conferenza, Polillo precisa come il digitale non sia solo ebook. “Sono anche le app, i prodotti educativi interattivi e multimediali, le banche dati professionali, le riviste e monografie scientifiche online, i molteplici servizi associati. E sono soprattutto i cambiamenti strutturali che gli editori stanno realizzando sui propri cataloghi, sui processi interni, sulle attrezzatture, sulla formazione e riqualificazione del personale e per ogni altro investimento funzionale al processo di transizione digitale. L’art. 8 della Legge 62 del 2001 riconosceva un credito d’imposta pari al 3 per cento del costo sostenuto dalle imprese per gli investimenti in innovazione. Ne chiediamo il rifinanziamento per sostenere il processo di transizione al digitale al fine di promuovere l’offerta legale dei prodotti editoriali in formato elettronico”. Quando si parla di digitale, Polillo rivendica un ruolo più di primo piano per l’Italia.

 

POLITICA COORDINATA E DIRITTO D’AUTORE – Polillo richiede una politica coordinata per il libro. “Troppi e frammentati sono i rapporti e gli interlocutori del nostro mondo. Nell’ambito della ridefinizione del quadro delle competenze in materia di politiche per il sostegno all’editoria, di tutela del diritto d’autore e di promozione della lettura, occorre istituite un coordinamento delle funzioni evitando inutili sovrapposizioni e una svantaggiosa dispersione delle azioni da intraprendere. Un efficace coordinamento delle azioni a sostegno del libro e della lettura è l’unico modo per affrontare la crisi del mercato del libro e il dramma dei bassi indici di lettura in Italia”. Il presidente AIE sottolinea l’importanza di tutelare il diritto d’autore, a maggior ragione nel digitale. “Anche in questo campo si deve innovare ricordando che il diritto d’autore nasce proprio per difendere e valorizzare l’innovazione. In questo quadro, credo che si debba salutare con soddisfazione il recente accordo tra Google e gli editori americani che ha sancito come si possa lavorare nel digitale senza le forzature che erano invece presenti nell’accordo del 2008. L’accordo attuale è interamente basato sul rispetto della volontà degli aventi diritto e su una gestione attiva e più avanzata dei diritti”.

 

MAGGIORE ATTENZIONE – Polillo, al termine del suo intervento, richiede maggiore attenzione nei confronti degli editori, definiti i primi attori, dell’industria editoriale. “Sono richieste non onerose, ma che stimolerebbero investimenti e una ripartenza per le case editrici, rimettendo in moto il mondo della lettura. E una politica vera per lo sviluppo del libro e della lettura – perché il mondo del libro è il primo anello del sistema – diventa motore di sviluppo della società. Perché allora non introdurre nei programmi scolastici l’educazione alla lettura? Tutto il futuro parte da lì. E perché non dare sostegno alle librerie indipendenti e maggior risorse alle biblioteche? Bisogna tenere vivi i libri e centrale il ruolo degli operatori culturali, perché questo sono gli editori: operatori culturali”.

 

10 ottobre 2012

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