Le librerie nei posti più inaspettati

Come ben sanno i nostri booklover, e come non ci stanchiamo mai di ripetere noi di Libreriamo, i libri non sono oggetti noiosi fatti per essere accumulati in locali stantii e scaffali polverosi. I libri sono esseri vivi, capaci di sorprendere e aggiungere fascino ai luoghi più inattesi...

Dalla Francia alla Pennsylvania, ecco le librerie più stravaganti in luoghi dimenticati e riportati in vita

MILANO – Come ben sanno i nostri booklover, e come non ci stanchiamo mai di ripetere noi di Libreriamo, i libri non sono oggetti noiosi fatti per essere accumulati in locali stantii e scaffali polverosi. I libri sono esseri vivi, capaci di sorprendere e aggiungere fascino ai luoghi più inattesi. Un articolo di Bookriot raccoglie le librerie più originali disseminate per il mondo, ricavate nei posti più ‘improbabili’.

Vi aspettereste mai di salire su un vecchio treno che sembra dimenticato da tutti, e di trovarci al suo interno una libreria? Nella città di Auvers-sur-Oise, in Francia può succedere.

 

Esistono nel mondo diversi posti a dir poco stravaganti che ospitano librerie: a Londra, ad esempio, una barca ancorata su un canale ospita ‘Word on the Water’, una libreria per gli appassionati della lettura e della vita di mare.

 

A Detroit, una vecchia fabbrica è stata trasformata in una libreria, mentre in Olanda è possibile comprare un libro all’interno di una vecchia chiesa gotica riconvertita, la Selexyz Dominicanen Maastricht.

La John K. King di Detroit

 

I proprietari del ‘Book Barn’ a Niantic, in Connecticut, non solo hanno trasformato un vecchio fienile in una libreria, ma al proprio interno hanno creato l’Haunted Book Shop. Infine in Pennsylvania, una vecchia stazione ferroviaria è diventata ‘Walk a Crooked Mile Books’ grazie alla fantasia di alcuni amanti dei libri.

 

Sembra quasi che non esistano limiti alle possibilità della fantasia per gli amanti della lettura; probabilmente perché non esiste un posto inadatto a un libro.

 

E soprattutto, non sembrano esserci limiti alla nuova vita che i libri riescono a dare a luoghi considerati da tutti finiti. Forse perché in fondo lo scopo del libro è proprio questo: far accadere l’impossibile, donare vita a persone, posti e storie che non esistevano. È naturale, quindi, che riesca a dare una vita diversa a posti che sembravano aver dato già tutto quello che potevano.

 

Elena Chiara Liguori

 

8 gennaio 2014

 

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