Dal classico allo schermo: “Le due città” di Dickens

8 Gennaio 2026

Dal romanzo di Charles Dickens alla nuova miniserie BBC e MGM+: Le due città torna sullo schermo nel 2026 con Kit Harington, tra rivoluzione, sacrificio e redenzione.

Dal classico allo schermo: “Le due città” di Dickens

 Le due città, pubblicato nel 1859, è uno di questi. Un’opera che parla di rivoluzione e disuguaglianza, di violenza e giustizia, ma soprattutto di redenzione individuale in mezzo al caos della Storia. Non sorprende, quindi, che nel 2026 torni a nuova vita in una miniserie in quattro puntate prodotta da BBC e MGM+, pronta a riportare sullo schermo uno dei romanzi più politici e intensi di Charles Dickens.

Ambientata tra Londra e Parigi negli anni che precedono e accompagnano la Rivoluzione francese, Le due città è un racconto corale che intreccia destini privati e tragedie collettive. Un classico che, oggi più che mai, sembra parlare al presente.

“Le due città”: un romanzo tra Storia e destino individuale

Pubblicato a puntate su rivista, Le due città è uno dei romanzi più letti e studiati di Dickens. L’incipit – celeberrimo – ci introduce subito in un mondo diviso, speculare e instabile: due nazioni, due capitali, due sistemi politici, due visioni della giustizia.

Fra Parigi e Londra, mentre “un re dalla grossa mandibola e una regina dall’aspetto volgare sedevano sul trono d’Inghilterra” e “un re dalla grossa mandibola e una regina dal leggiadro volto su quello di Francia”, Dickens mette in scena una società sull’orlo dell’esplosione. La Rivoluzione francese incombe come una forza inevitabile, travolgente, capace di liberare ma anche di distruggere.

Il romanzo segue le vicende di Charles Darnay, aristocratico francese che rinnega i privilegi della propria classe, e di Sydney Carton, avvocato inglese brillante e autodistruttivo, legati entrambi alla figura luminosa di Lucie Manette. Attorno a loro si muove un mondo fatto di tribunali arbitrari, folla inferocita, prigioni, ghigliottine e speranze disperate.

“Le due città” – La serie tv: cosa sappiamo

La nuova miniserie BBC e MGM+, attesa nel corso del 2026, si preannuncia come uno degli adattamenti letterari più ambiziosi dell’anno. In quattro episodi, la serie promette di restituire tutta la complessità politica, morale ed emotiva del romanzo.

Uno degli elementi che ha attirato maggiore attenzione è il casting: Kit Harington interpreterà Sydney Carton, il personaggio forse più amato e tragico dell’opera. Una scelta significativa, perché Carton è una figura profondamente moderna: cinico, disilluso, consapevole del proprio fallimento, ma capace di un gesto estremo che ribalta il senso della sua esistenza.

La serie sarà ambientata tra Londra e Parigi, con una particolare attenzione al clima che precede la Rivoluzione francese: non solo l’evento storico in sé, ma il malessere sociale, la rabbia accumulata, l’ingiustizia sistemica che rende la violenza quasi inevitabile. È qui che Le due città si rivela incredibilmente attuale.

“Le due città” – Il libro: trama e temi

Nel romanzo, Dickens costruisce una narrazione in cui la Storia non è semplice sfondo, ma forza attiva che plasma i personaggi. Charles Darnay, accusato ingiustamente dai rivoluzionari per la sua origine aristocratica, incarna l’idea che la colpa non possa essere ereditaria. Sydney Carton, al contrario, è un uomo che si considera già perduto, schiacciato dal proprio talento sprecato.

Eppure è proprio Carton a compiere il gesto più alto del romanzo: un atto di sacrificio che trasforma il fallimento in redenzione. In lui Dickens concentra uno dei suoi temi più profondi: la possibilità di riscatto anche quando tutto sembra compromesso.

Accanto a questo, il romanzo esplora l’oppressione sociale, la vendetta collettiva, la disumanizzazione prodotta dalla violenza politica. La Rivoluzione, inizialmente portatrice di speranza, diventa presto una macchina che divora se stessa, mostrando come la giustizia, quando perde l’umanità, possa trasformarsi in terrore.

“Le due città” – Chi era Charles Dickens

Charles Dickens non fu solo un narratore straordinario, ma uno dei più lucidi osservatori delle disuguaglianze del suo tempo. Nato in condizioni difficili, segnato dal lavoro minorile e dall’esperienza della povertà, Dickens fece della letteratura uno strumento di denuncia sociale.

Nei suoi romanzi ritornano costantemente temi come lo sfruttamento, l’ingiustizia, l’abuso di potere, ma anche la possibilità di redenzione individuale. Le due città rappresenta forse il suo libro più esplicitamente politico: qui Dickens guarda alla Storia europea per riflettere su cosa accade quando la sofferenza collettiva supera un punto di non ritorno.

Non a caso, il romanzo mette in guardia contro ogni forma di estremismo: la violenza dei privilegiati e quella delle masse oppresse sono entrambe capaci di generare mostri.

Perché guardarla e cosa aspettarsi

L’adattamento televisivo de Le due città si preannuncia come una serie potente, cupa e profondamente attuale. Non sarà solo una ricostruzione storica, ma una riflessione su temi che continuano a interrogarci: disuguaglianza sociale, giustizia, responsabilità individuale, sacrificio.

Chi conosce già il romanzo potrà ritrovare personaggi indimenticabili e una delle pagine più alte della letteratura ottocentesca. Chi lo scoprirà per la prima volta, invece, troverà una storia sorprendentemente moderna, capace di parlare al presente senza perdere la forza del classico.

In un panorama televisivo sempre più affamato di grandi storie, Le due città promette di essere una delle serie letterarie più importanti del 2026: non solo da guardare, ma da sentire, capire e discutere.

© Riproduzione Riservata