Le dieci regole del lettore ideale secondo Theodore Roosevelt

Quanti personaggi della storia non hanno saputo resistere alla tentazione di farsi ritrarre o fotografare di fronte a una sterminata biblioteca? Status symbol o passione? Sicuramente questo dilemma non si pone per uno dei personaggi più colti della storia, Theodore Roosevelt...

MILANO – Quanti personaggi della storia non hanno saputo resistere alla tentazione di farsi ritrarre o fotografare di fronte a una sterminata biblioteca? Status symbol o passione? Sicuramente questo dilemma non si pone per uno dei personaggi più colti della storia, Theodore Roosevelt, 26° Presidente degli Stati Uniti d’America, premio Nobel per la pace, nonché volto immortalato nel Monte Rushmore. Come riporta in un articolo  Jeremy Anderberg su Book Riot, la sua passione era anche condivisione, tanto da aver lasciato a contemporanei e posteri qualche saggio consiglio di lettura. E come non dare retta a questo decalogo… presidenziale?

1 . La gamma di scelta tra i titoli dei libri esistenti è talmente sconfinata che a mio parere è assurdo cercare di redigere liste o cataloghi per creare un Olimpo delle letture dedicato ai migliori pensatori. Non esistono libri migliori in assoluto e non è possibile stilare una classifica che sia valida per tutti gli uomini di tutti i tempi.

2 . Un libro deve essere interessante per quel particolare lettore in quel preciso momento.

3 . Personalmente, i libri da cui ho tratto più profitto sono stati quelli in cui quest’ultimo è stato subordinato al piacere, cioè, io li leggo perché mi ispirano, mi divertono. L’utilità arriva di conseguenza, come parte del divertimento.

4 . Il lettore e il bibliofilo devono soddisfare i propri bisogni senza prestare troppa attenzione a ciò che viene imposto dalle mode, dalle tendenze o dai dogmi.

5 . I lettore non deve fingere che gli piaccia un libro per cui non prova alcun interesse.

6 . I libri sono quasi come degli amici. Non ci sono regole precise, ognuno incontra gli interessi e le propensioni di quella specifica persona.

7 . Mi hanno sempre chiesto quali libri dovrebbe leggere uno statista. La mia risposta è: poesia e romanzi.

8 . La nostra biblioteca di famiglia non è una biblioteca di collezionisti. Ogni libro presente è stato procurato perché qualcuno voleva leggerlo. Non potremmo mai permetterci di prendere troppo sul serio il valore, la copertina, lo status. Siamo sempre stati troppo interessati a scoprire il loro contenuto.
9 . Tutti noi abbiamo bisogno di conoscere la natura umana, le esigenze dell’animo, e tutte queste risposte possiamo trovarle nelle pagine scritte da grandi autori, sia di prosa o di poesia.

10 . I libri sono tutti splendidi, a modo loro, e ci immergiamo tra le loro pagine nella quiete di Sagamore Hall. Tuttavia, i bambini sono meglio dei libri.

Se questo non fosse abbastanza, nel mio piccolo, vorrei consigliare un altro splendido libricino che sicuramente può integrare tali consigli, un saggio che illustra diritti e doveri di ogni lettore: “Come un romanzo”, di Daniel Pennac. Perché si legge tutto d’un fiato ed è terribilmente vero. Quale booklover non sente di poter fare sue queste parole: “Le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere. E nessuno è autorizzato a chiederci conto di questa intimità”?

Francesca Tommasi

19 febbraio 2014

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