Le dieci cose che danno fastidio ai nostri libri

Immaginate di trovare attaccato alla porta un foglietto. Non un messaggio qualunque, ma una serie di lamentele rivolte al vostro comportamento barbaro. Potrebbe facilmente trattarsi di una lista di fisime della vicina chiacchierona, e se invece a scrivervi fosse un libro?
Da BookRiot l’elenco delle cose che fanno "uscire di testa" i nostri amati libri
ROMA – Immaginate di trovare attaccato alla porta un foglietto. Non un messaggio qualunque, ma una serie di lamentele rivolte al vostro comportamento barbaro. Potrebbe facilmente trattarsi di una lista di fisime della vicina chiacchierona, e se invece a scrivervi fosse un libro?
GLI OGGETTI PARLANTI – È la fantasia più infantile e originaria, si ripete per generazioni intere e in qualche modo rimane anche quando l’età sembrerebbe un ostacolo per la sua esistenza.
Molte persone, quasi tutte da bambini, hanno parlato ad un oggetto inanimato come se potesse rispondere. 
Ora provate a ricordare. Quante bambole sanno i segreti più intimi? Quanti supereroi hanno subìto le minacce di un bambino vivace? Quanti peluche hanno ascoltato favole noiose?
La curiosità più acuta poteva addirittura trasformare le notti in una guardia sofferta. Nelle tenebre, ogni fanciullo ha immaginato i propri giocattoli prendere vita e la cameretta divenire un campo di battaglia o una sala da ballo. Questo pensiero vi teneva svegli per spiare le peripezie tanto immaginate.
 
BIBLIOFILI E NON – I bibliofili, si sa, anche da bambini, avevano un unico oggetto del desiderio e ad esso attribuiscono le qualità più tenere e spesso stravaganti che si possano immaginare. Ma tra i vari profili del lettore, c’è anche quello “indelicato”: il soggetto tratta i libri come se materialmente potessero essere indistruttibili e alla fine li riduce ad un oggetto martoriato.
 
LE LAMENTELE DEI LIBRI – Adesso, provate ad immaginare che quel famoso foglietto lasciato attaccato alla porta sia stato scritto da uno dei tascabili che avete appena affogato col caffè.
BookRiot ha riportato il decalogo che fa uscire di testa i nostri amati libri:
1 – Odiamo quando fate le orecchie alle nostre pagine. Come ti sentiresti se piegassimo il tuo braccio in modo innaturale e lo lasciassimo così fino a che non decidiamo di trattare di nuovo con te?
2 – Se vuoi sottolineare qualche riga, fallo con una penna gel! Le penne a sfera a basso costo fanno male come un °#%&£”
3 – Non ci auguriamo di essere sistemati in ordine alfabetico. Invece, preferiremmo un ordine tematico. In questo modo le lotte tra libri accadrebbero meno frequentemente. E le lotte tra libri, lasciamelo dire, non sono carine!
4 – Non prestarci a chiunque! Diresti al tuo amico che perde e rompe sempre tutto: “Puoi prendere il mio bambino in prestito. Prendilo per quanto tempo lo vuoi! Quando lo rivoglio te lo chiederò! Tienilo a portata di mano!”. Bene, se lui è un cattivo genitore, tu non lo faresti! Allora perché lo fai con noi? Voglio dire, ci hai comprato e letto, abbi almeno un po’ di cura. Basta usare il cervello!
5 – Non lasciate che il cane ci morda! Dategli un dannato osso!
6 – Noi non siamo fermacarte! Acquistate un dannato soprammobile.
7 – A noi non piace essere venduti. Hai mai seguito una lezione di scienze? Hai mai sentito parlare dell’equilibrio delicato degli ecosistemi? Non demolire l’ecosistema! 
8 – Non metterci in zaini o contenitori già pieni. Getteresti una celebrità in un ristorante pieno di persone comuni?
9 – I libri delle biblioteche sono rispettabili quanto i libri che possiedi. Non screditarli!
10 – Per ultimo, ma non meno importante… se ci devi portare in spiaggia o in qualsiasi luogo in cui sabbia o ghiaia o erba o ramoscelli sono coinvolti, trasportaci con copertine di pelle e non farci sporcare. Quando è stata l’ultima volta che hai sentito parlare di un libro che si è fatto la doccia? Esattamente!
Forse, giocattoli e libri avrebbero da dirci molte cose. Quanti segreti, lamentele o parole d’amore tengono dentro?
Ma a loro, solo il compito di ascoltarci. Senza nessuna bocca che possa tradirci. 
 
Sofia Di Giuseppe 
 
15 settembre 2013
 
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