L’e-book rischia di essere un’opportunità di breve periodo per l’industria culturale

Teniamo a dire che dal nostro punto di vista non sarà un problema l’ampia diffusione di lettura elettronica, anche perché il motivo perché esistiamo è quello di spingere sempre più persone a leggere. Un fine sociale il nostro che non può avere preferenze di “mezzo” (cartaceo vs. elettronico), così come non può trincerarsi in romantiche prese di posizione...

Il digitale rappresenta un’opportunità per l’editoria italiana, ma va sfruttato nel giusto modo. La condivisione “selvaggia” rischia di mandare in crisi diritto d’autore, di far crollare i guadagni e quindi i futuri investimenti, con eventuali ripercussioni negative per la qualità delle opere e gli attuali soggetti protagonisti dell’editoria

Teniamo a dire che dal nostro punto di vista non sarà un problema l’ampia diffusione di lettura elettronica, anche perché il motivo perché esistiamo è quello di spingere sempre più persone a leggere. Un fine sociale il nostro che non può  avere preferenze di “mezzo”  (cartaceo vs. elettronico), così come non può trincerarsi in romantiche prese di posizione.

Certo è però che dobbiamo considerare che tale passaggio non sarà indolore per la stessa vita del libro e soprattutto per la salvaguardia di numerosi posti di lavoro impegnati all’interno dell’industria culturale. Riteniamo infatti che così come è avvenuto in altri settori, quali il cinema, la musica, i videogame, la digitalizzazione rischia di creare la possibile fine di molti addetti e operatori inseriti nel sistema editoriale.

Di fatto, si può presumere che l’e-book genererà una prima fase di grande rilancio per l’editoria italiana, grazie al fatto che la digitalizzazione dell’immensa libreria pubblicata fino ad oggi creerà, impegnerà e permetterà nuove figure lavorative. Una fase che durerà fino a quando sarà presumibilmente compiuto il processo di trasformazione del libro cartaceo in digitale. I problemi, a nostro avviso, potrebbero arrivare dopo, quanto tutto ciò sarà e vivrà elettronicamente.

Il libro elettronico, infatti, in assenza di precise norme legislative in merito, rischia di prestarsi ad una condivisione “selvaggia”, che può mettere in crisi il diritto d’autore, tutela primaria per gli investimenti da parte dell’industria culturale, provocando un danno concreto a tutti coloro che investono nella produzione dei libri. Lo scambiarsi i testi diventerà molto semplice e ciò potrebbe avere una ripercussione per il guadagno di chi investe nella realizzazione di un libro.

Non solo, molto probabilmente ci sarà una rivoluzione nel sistema della distribuzione dei libri, dove la miriade di piccole librerie italiane, così come anche le grandi, dovranno trovare una via alternativa alla classica vendita delle opere cartacee, che allo stato attuale non è pensata e neppure prevista. A pagare potrebbe essere anche tutto l’indotto, per primi tipografie e stampatori, i quali rischiano di non avere più motivo di esistere venendo a mancare l’attuale numero di copie di libri da stampare e distribuire.

Certo è che a beneficiarne saranno i distributori on-line, soggetti ritenuti ideali per il tipo di supporto (digitale), i quali, è facile capire, non potranno dare spazio allo stesso numero di lavoratori previsti per il sistema di vendita tradizionale.

Tutto ciò rischia di generare una crisi negli investimenti a favore di opere di alta qualità. Tutti potranno cimentarsi nella produzione e nella realizzazione di libri, utilizzando le ampie opportunità che il digitale propone.

D’altra parte, ci saranno nuove opportunità per chi invece ha l’amore per la scrittura, in quanto per poter vedere pubblicata una propria opera, non dovrà più attraversare le forche caudine delle tradizionali case editrici. Basterà creare il proprio e-book e utilizzare i canali “social” della rete per farsi conoscere e apprezzare dal pubblico.

A scanso di equivoci, la nostra non è una condanna al digitale ed alle sue opportunità, ma solo un umile monito a riflettere su quale possa essere la soluzione migliore per sfruttare le tecnologie digitali ed offrire nuove occasioni di lettura, senza penalizzare gli attuali soggetti protagonisti della filiera dell’editoria libraria, compresi i lettori.

 

Saro Trovato

 

20 marzo 2013

 

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