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Le 7 morti letterarie che non riusciremo mai a superare

7 morti letterarie che ci hanno lasciato un vuoto dentro

I libri più belli sono quelli che riescono a trasportarci all’interno della storia tanto da pensare di viverla in prima persona, così, quando alcuni personaggi ci lasciano all’improvviso…

MILANO – Solo chi ha veramente amato un personaggio letterario e poi l’ha visto morire tra le pagine del suo libro preferito sa quanto possa essere doloroso. Certo, la bellezza di un libro è che, a differenza della vita reale, si può sempre ricominciare da capo ritrovandone tra le parole le stesse emozioni che ci avevano fatto sognare la prima volta che l’avevamo letto. Però è anche vero che, quando si legge un libro per la prima volta, si apre il proprio cuore e ci si affeziona ad alcuni personaggi, sperando con tutte le nostre forze che l’autore non abbia deciso di farli morire prima dell’arrivo dell’ultima pagina. Ecco una classifica delle 7 morti letterarie più tristi in assoluto, tratta da bustle.com, ma, prima di lasciarvi continuare a leggere, sappiate che potrebbero esserci degli spoiler:

1.La morte del Professor Severus Piton in Harry Potter e i doni della morte di J.K. Rowling 

Non tutti sono d’accordo, ma moltissimi fan della serie di Harry Potter pensano che la morte di Piton sia una delle più tristi di tutti i libri di J.K. Rowling. Certo, non dobbiamo dimenticare che il professore di Difesa contro le Arti Oscure è un personaggio ambiguo e dalle accennate sfumature malvagie, ma questo non toglie che si sia sacrificato per amore di Lily Potter e che, dopo aver sofferto tanto, desideri solo vedere i suoi occhi per un’ultima volta. Sfido chiunque a non commuoversi alle righe:”Dopo tutto questo tempo?”,”Sempre”.

2. L’esecuzione Tom Robinson in Il Buio oltre la siepe di Harper Lee

Il titolo originale del romanzo è “To Kill a Mockingbird”, ovvero “Uccidere un usignolo”, proprio in riferimento all’ingiusta morte di Tom Robinson, che era stato incarcerato ingiustamente poiché vittima del razzismo dell’epoca, e venne ucciso mentre cercava di fuggire dalla prigione, proprio come un uccellino innocente che viene colpito dagli spari dei cacciatori mentre sta cercando la libertà.

3. La morte di Bruno e Shmuel ne “Il bambino con il pigiama a righe

Una morte letteraria veramente triste, proprie perché legata a delle vicende tragicamente reali, è quella di Bruno e Shmuel, nel romanzo di John Boyne che descrive le atrocità dell’Olocausto. La storia è davvero commovente perché racconta l’amicizia di due bambini separati dal filo spinato di un campo di concentramento. Arrivati alla fine del libro, quando i due piccoli protagonisti, ignari del fatto che stanno per essere uccisi dai nazisti, si dichiarano migliori amici per la vita, non si possono proprio trattenere le lacrime.

4. La morte di Fred Weasley in Harry Potter e i doni della morte di J.K. Rowling 

La morte di Fred Weasley rappresenta senza ombra di dubbio uno dei momenti più tristi di tutta la saga di Harry Potter e, quello che veramente ha colpito i lettori, è che non c’era alcuna ragione per separare per sempre i gemelli Weasley. La scrittrice J.K. si è più volte scusata con i suoi lettori per averli colpiti al cuore con una morte così inaspettata ed immotivata, ma la verità è che non è mai tornata indietro in questa sua decisione.

5. Lennie Small in Uomini e Topi di John Steinbeck 

Il povero Lennie non riesce a controllare la sua forza ed uccide spesso per sbaglio i piccoli animali che ama accarezzare. Anche se la morte di Lennie viene “alleggerita” dal fatto che sia il suo migliore amico George ad ucciderlo per salvarlo da una morte inevitabile e molto più dolorosa, è davvero difficile non essersi affezionati al personaggio di Lennie e volergli bene fino alla fine.

6. L’ingiusta condanna di John Coffey ne “Il miglio Verde” di Stephen King 

Un’altra esecuzione dovuta ad un’ingiusta condanna è rappresentata dalla morte di John Coffey ne “Il miglio verde“, che è particolarmente triste proprio perché mostra un uomo innocente che viene condannato per un crimine che non ha commesso. E, nonostante la sua innocenza risulti evidente verso la fine del romanzo, John decide comunque di morire perché è stanco della crudeltà del mondo.

7. L’uccisione di Zanna Gialla in Zanna Gialla di Fred Gipson 

Ci sono tanti libri che raccontano la morte di un cane ma uno dei grande classici è il capolavoro di Fred Gipson, “Zanna Gialla“. Il fedele Zanna Gialla salva la vita del suo amato padrone Trevis e quella della sua famiglia, e proprio mentre cerca di proteggere i suoi cari da un lupo, il cane contrae la rabbia ed il suo Travis è costretto a sopprimerlo. Ci sono pochi libri con un finale così triste.

 

Le 7 morti letterarie che non riusciremo mai a superare ultima modifica: 2017-10-17T11:10:55+00:00 da sofia

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