La top ten dei baffi più celebri della letteratura

Portare i baffi, si sa, dà un tocco di fascino, e nelle diverse epoche averli ha assunto importanza diversa, diventando in certi frangenti un vero e proprio status quo. In alcuni casi, i baffi sono identificati per il risalto su un solo individuo che viene riconosciuto per quelli più di qualsiasi altro tratto somatico. Prendendo spunto da un articolo apparso su Bookriot, ci focalizziamo sui 10 “Baffi letterari più celebri del mondo della letteratura”...

Da William Shakespeare a Sir Arthur Conan Doyle, Bookriot ricostruisce la classifica dei dieci personaggi letterari celebri anche per il loro stile di barba

MILANO – Portare i baffi, si sa, dà un tocco di fascino, e nelle diverse epoche averli ha assunto importanza diversa, diventando in certi frangenti un vero e proprio status quo. In alcuni casi, i baffi sono identificati per il risalto su un solo individuo che viene riconosciuto per quelli più di qualsiasi altro tratto somatico.  Li hanno portati personaggi storici importanti: da Groucho Marx a Charlie Chaplin, da Salvador Dalì a Friedrich Nietzsche, passando per personaggi di recente memoria come Freddie Mercury, George Harrison fino ad arrivare a Johnny Depp. Prendendo spunto da un articolo apparso su Bookriot, ci focalizziamo sui 10 “Baffi letterari più celebri del mondo della letteratura”.

Al primo posto troviamo il celebre William Shakespeare. Rappresentato nel famoso ritratto di Martin Droeshout con baffetti fini, ecco che il suo stile viene ribattezzato per l’occasione “baffo a pentametro giambico”, dal nome del verso classico della poesia inglese, il blank verse, figlio dall’endecasillabo di Dante Alighieri e Francesco Petrarca. Al secondo posto troviamo i “baffi da corvo” del poeta Edgar Allan Poe, uno dei rappresentanti maggiori del racconto gotico, la cui espressione “noir” è figlia anche del tipo di baffo che contraddistingue il suo viso. Terzo posto per i baffi da Vecchio (e il mare) dello scrittore e giornalista statunitense Ernest Hemingway, la cui barba gli conferisce un’espressione saggia e sicura.

La classifica prosegue con il baffo “gotico meridionale” dello scrittore, sceneggiatore, poeta e drammaturgo statunitense William Faulkner. Premio Nobel per la letteratura nel 1949, è considerato uno dei più importanti romanzieri statunitensi. Al quinto posto, gli "scandalosi baffi francesi" di Gustave Flaubert. Lo scrittore per nulla al mondo si sarebbe privato dei suoi meravigliosi e folti baffi, che a dire il vero camuffavano labbra sottili. Sesto posto per i “baffi a battello a vapore” dello scrittore, umorista, aforista e docente statunitense Mark Twain, nome che trae origine dai suoi trascorsi da pilota dei battelli a vapore sul Mississippi.

Al settimo posto i “baffi esistenzialisti” del filosofo e poeta tedesco Friedrich Nietzsche. Simpaticamente definiti anche “baffi da tricheco”, sono baffi molto rari, difficilmente si incontrano per la strada, anche perché “crescono solamente alle persone molto intelligenti”. Ottavo posto per il “baffo underground russo” dello scrittore e filosofo Fyodor Dostoevsky, nono per il “baffo russo anarchico” dello scrittore e filosofo Leo Tolstoy. Ultimo nella top ten il “baffo elementare, Watson” di Sir Arthur Conan Doyle, il celebre scrittore scozzese, ideatore del personaggio di Sherlock Holmes.

4 ottobre 2013

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