La rassegna dei quotidiani di oggi monopolizzata dalla polemica sul Premio Strega

RASSEGNA STAMPA QUOTIDIANA – È sicuramente il polverone sollevato da Emanuele Trevi attorno al Premio Strega la notizia che oggi richiama maggiormente l'attenzione delle pagine di cultura dei principali quotidiani italiani. Sono molte le voci che partecipano alla polemica, su tutte quella di Inge Feltrinelli...

L’autoesclusione dello scrittore Emanuele Trevi, finalista allo Strega lo scorso anno, dal comitato degli Amici della domenica ha suscitato una pioggia di reazioni nel mondo editoriale e della cultura

RASSEGNA STAMPA QUOTIDIANA – È sicuramente il polverone sollevato da Emanuele Trevi attorno al Premio Strega la notizia che oggi richiama maggiormente l’attenzione delle pagine di cultura dei principali quotidiani italiani. Sono molte le voci che partecipano alla polemica, su tutte quella di Inge Feltrinelli, presidente onoraria dell’omonima casa editrice, che da Mosca ha dichiarato ieri all’Ansa: “Il sistema di scelta dei candidati è un po’ mafioso.”

LE DICHIARAZIONI DI INGE FELTRINELLI SUL CASO STREGA – Trevi, che l’anno scorso con “Qualcosa di scritto” era arrivato secondo allo Strega, battuto per soli due punti da Alessandro Piperno con “Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi”, ha annunciato ieri in un articolo su Repubblica la sua autosospensione dal comitato dei 400 Amici della domenica. Quest’anno, in altre parole, non parteciperà alle votazioni per la scelta del vincitore, lamentando le pressioni delle case editrici per l’assegnazione del Premio e la non parzialità dei giurati, che per quella case editrici lavorano. Secondo l’autore, dovrebbero essere i giurati stessi a selezionare i titoli in lizza per lo Strega, non dovrebbero essere gli editori a proporli. Inge Feltrinelli gli dà ragione. Le sue affermazioni campeggiano oggi su tutti i giornali: “la Mondadori detta legge”, “servirebbe una giuria più fresca e indipendente”, e ancora “in Italia ci sono troppi premi. Quelli più importanti dovrebbero essere un extra per i buoni libri. Lo Strega, per esempio, dovrebbe andare solo a un libro di qualità, non essere assegnato per effetto di pressioni.” Inge Feltrinelli ha anche annunciato che quest’anno, dopo un periodo di assenza, la casa editrice correrà per il Premio comn “Mandami tanta vita” di Paolo di Paolo. “Coerenza saltami addosso”, commenta Alessandro Gnocchi nel suo articolo dedicato alla querelle apparso su il Giornale.

I COMMENTI DE IL GIORNALE E LIBERO – Polemico è il commento di Gnocchi anche a proposito della scelta di Trevi: “Sono argomenti condivisibili”, scrive, “però se ne parla più o meno da quando esiste lo Strega stesso. Possibile che il disagio di Trevi sia esploso solo l’altroieri nel corso di  una sua intervista con Repubblica?” Sugli stessi toni è il commento di Paolo Bianchi da Libero, che scrive: “Con questa presa di posizione Trevi provoca due conseguenze: fa un po’ di pubblicità a se stesso (e cioè si rilancia secondo il noto atteggiamento per cui ‘Mi si nota di più se vengo o se non vengo?’) e conferma quello che in molti sapevano già da anni […], cioè che il Premio Strega è un gran pasticcio.

LE REAZIONI DEL COMITATO DIRETTIVO DEL PREMIO – Come reagiscono allo Strega? Tullio De Mauro, presidente della Fondazione Bellonci e del comitato direttivo del Premio, è seccato. Il Messaggero, Corriere della Sera, Repubblica e La Stampa riportano le sue dichiarazioni secondo cui non era a conoscenza dell’autosospensione di Trevi: “Trevi ci mandi una lettera di dimissioni e ne prenderemo atto”, replica. E aggiunge, secondo quanto riportato da Raffaella De Santi su Repubblica: “I grandi editori sono la meta ambita da qualsiasi scrittore e in genere hanno la possibilità di selezionare meglio i loro autori.” Stefano Petrocchi, coordinatore esecutivo della Fondazione Bellonci e segretario organizzativo del Premio, afferma, ripreso da Repubblica: “Il fatto che siano stati candidati libri di qualità come quello di Trevi, Piperno e Nesi è il segno che il marketing non è il solo criterio di scelta.” Petrocchi sottolinea quanto è stato fatto, soprattutto con De Mauro, per sottrarsi alle pressioni degli editori. Cristina Taglietti sul Corriere cita la sua dichiarazione: “Il voto online che abbiamo annunciato due giorni fa è un altro modo per sottrarsi a pressioni e richieste delle case editrici.

L’INTERVENTO DI CREPET, PRESIDENTE DEL CAMPIELLO – Un commento arriva anche da Paolo Crepet, presidente della giuria del Premio Campiello, il cugino dello Strega. “Da quel che si legge e che tutti nell’ambiente, allo Strega sono fortissimi i condizionamenti del grande potere editoriale”, ha dichiarato ad affaritaliani.it, citato da Mario Baudino su La Stampa. E ha aggiunto, come leggiamo nell’articolo del Corriere, che “in un’Italia dominata dalle lobby è difficile aspettarsi altro.”

GLI ALTRI ARTICOLI DI OGGI – Segnaliamo anche, all’interno della rassegna di oggi, l’articolo di Matteo Collura apparso sul Corriere della Sera, “García Márquez? Reparto medicina”. Collura sottolinea qui come la vendita dei libri attraverso la grande distribuzione danneggi non solo i librai indipendenti, ma gli stessi lettori, che vengono privati di un servizio. I commessi delle librerie di catena, nonostante la buona volontà, non possono essere preparati su tutto il vasto materiale di cui devono gestire la vendita: “i libri sono tanti e tantissimi gli altri oggetti in vendita, dai gadget ai soprammobili, dagli animaletti da collezione agli occhiali per presbiti.” Nel tentativo di ordinare questo caos, la necessità di collocare i singoli titoli nelle varie sezioni della Narrativa, della Saggistica e via dicendo, rischia di generare confusione ancora maggiore, “perché gli addetti ai supermercati del libro non danno neanche un’occhiata ai risvolti di copertina”. Il rischio di dare il libro una collocazione completamente sbagliata non è remot. “Se ‘L’amore ai tempi del colera’ non fosse il titolo del notissimo romanzo di Gabriel García Márquez, finirebbe sotto l’indicazione ‘medicina’ o ‘scienza’”, ironizza Collura. Su il Giornale, infine, Pier Francesco Borgia analizza il caso editoriale creatosi attorno al personaggio di Peppa Pig, la maialina protagonista di una serie di libri pubblicati in Italia da Giunti e amati moltissimo dai bambini, argomento da noi già trattato in un nostro precedente articolo.

 

13 marzo 2013

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