La multinazionale francese Ppr punta sul mercato del lusso e dice addio a Fnac

E' ormai ufficiale. Francois-Henri Pinault, presidente-direttore generale del gruppo Ppr, ha definitivamente deciso di vendere la Fnac, storico marchio di vendita di prodotti editoriali e tecnologici. A confermarci la notizia è stato Alberto Mattioli, corrispondente da Parigi per il giornale La Stampa...
La multinazionale francese Ppr ha deciso definitivamente di puntare sul mercato del lusso e dello sport, cedendo i due gruppi La Redoute e Fnac, lo storico marchio di vendita di prodotti editoriali e tecnologici

MILANO – E’ ormai ufficiale. Francois-Henri Pinault, presidente-direttore generale del gruppo Ppr, ha definitivamente deciso di vendere la Fnac, storico marchio di vendita di prodotti editoriali e tecnologici. Secondo quanto pubblicato ieri sul quotidiano La Stampa in un articolo scritto da Alberto Mattioli che riporta l’annuncio del «Journal du Dimanche», il gruppo Ppr ufficializzerà questa settimana la sua decisione. Una volta avviata la cessione di Fnac e La Redoute, Pinault sarebbe infatti intenzionato a orientare il suo gruppo verso i due settori che già ora gli garantiscono maggior profitto: la moda e lo sport-lifestyle. La redazione di Libreriamo ritiene che scelte come questa rappresentino un vero e proprio agguato alla cultura.

IL MERCATO DEL LUSSO – E’ stato lo stesso Pinault a confermare le voci che presagivano l’intenzione di reimpostare l’attività del suo gruppo: “Stiamo costruendo un protagonista mondiale nel settore dell’industria dell’abbigliamento e degli accessori, concentrandoci sul lusso e sullo sport”, ha dichiarato Pinault la scorsa settimana. Il proposito sarebbe quello di conquistare il mercato dei Paesi emergenti con i due settori di maggior profitto del gruppo: la moda appunto, con grandi griffe come Gucci, Bottega Veneta, Yves Saint Lourent; e lo sport-lifestyle, con il brand più celebre del gruppo Puma. Come dice bene Mattioli, le prospettive sono ottime: “Il gruppo (17 marche di cui 12 nel lusso, 28 mila dipendenti) ha chiuso il 2011 con un fatturato di 12,2 miliardi di euro. Nel ‘20, conta di portarlo a 24, di cui uno grazie alle vendite su Internet. La crescita di Ppr sarà per l’80% organica sulle sue marche. Le acquisizioni saranno medio-piccole, di meno di 500 milioni, come del resto sono state quelle del 2011, Volcom ed Electric per il polo sport e l’italiana Brioni per il lusso”.

IL CASO FNAC – In questo quadro male si inserisce il gruppo Fnac, il cui fatturato del 34%, contro il 40 del settore lusso e il 26 dello sport, nel 2011 è sceso del 3,2% e gli utili si sono quasi dimezzati. Questo andamento ha pertanto costretto il pdg, Alexandre Bompard, a realizzare un piano di tagli che insieme alla prossima cessione colpirà 14 mila impiegati e 154 grandi magazzini distribuiti in tutto il mondo, anche nel nostro Paese. Proprio in Italia le voci sempre più ricorrenti di una chiusura dei punti vendita hanno spinto i lavoratori degli otto store Fnac (Milano, Torino, Torino-Grugliasco, Verona, Genova, Firenze, Roma, Napoli) a scendere in piazza lo scorso 5 ottobre, in uno sciopero sindacale, accompagnati dallo slogan quantomai significativo: “Salviamo Fnac. Il lavoro per noi è un lusso”.

9 ottobre 2012

 

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