La lista di Bergoglio, i salvati da Papa Francesco durante la dittatura Argentina

Presentato al Pisa Book Festival il romanzo di Nello Scavo “La lista di Bergoglio. I salvati da Francesco durante la dittatura. La storia mai raccontata” (editore EMI) con la prefazione del Premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel. Sette ristampe in tre settimane, da questo romanzo sarà prossimamente tratto un film...

Al Pisa Book Festival, Nello Scavo ha presentato il suo libro “La lista di Bergoglio. I salvati da Francesco durante la dittatura. La storia mai raccontata”

PISA – Presentato al Pisa Book Festival il romanzo di Nello Scavo “La lista di Bergoglio. I salvati da Francesco durante la dittatura. La storia mai raccontata” (editore EMI) con la prefazione del Premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel. Sette ristampe in tre settimane, da questo romanzo sarà prossimamente tratto un film diretto da Liliana Cavani e probabilmente anche una versione per la televisione.

LA LISTA DI BERGOGLIO – L’opera è il racconto di come Papa Francesco, quando sacerdote in argentina al tempo della dittatura, si è adoperato per salvare diverse decine di persone comuni. Una dittatura quella argentina che è durata sette anni causando: 30.000 desaparesidos, 500 figli sottratti alle loro madri ed affidati a persone vicine al regime, migliaia di torturati, 2 milioni di esiliati. “Il primo salvataggio di cui ho trovato traccia ma che al momento non ho volutamente inserito nel romanzo perché mi è stato chiesto l’anonimato – ha spiegato il giornalista Nello Scavo – è quello del sosia di Bergoglio ovvero un giovane che, assomigliando in maniera impressionista al sacerdote, egli riuscì a salvare facendogli indossare una tonaca; in questa maniera infatti riuscì a farlo passare per lui, a fargli attraversare il confine e farlo arrivare in Brasile”. Ancora Nello Scavo: “Conoscere questa storia è utile per conoscere Papa Francesco”.

L’IMPEGNO DEL VATICANO PER I FIGLI SOTTRATTI – Conclude Nello Scavo: “Solo 150 di quei 500 ragazzi sottratti alle loro madri ed affidati a famiglie vicine al regime oggi hanno conosciuto la propria vera identità. Ma ci sono ancora tante nonne, che hanno visto sparire le loro figlie incinta e non le hanno più viste tornare, in cerca dei loro nipoti, spesso ignari di quale sia la loro vera identità. In un convegno svoltosi i primi di novembre, la Santa Chiesa ha chiesto di inserire l’obbligo del registro del DNA per i figli degli scomparsi in modo da poter comparare il DNA dei bambini scomparsi non identificati con quello dei loro familiari che ne hanno denunciato la scomparsa. La sensibilità di Papa Francesco sul tema del commercio di esseri umani è nota; è infatti un problema che ha toccato e sollevato più volte”.

Francesca Bedini

19 novembre 2013

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