La cultura (purtroppo) non è accessibile a tutti

LA CRITICA QUOTIDIANA – Tra la contrazione dei consumi culturali e la crisi economica che ha colpito le capacità di acquisto delle famiglie italiane c'è una stretta correlazione. Lo dimostrano nuovi studi dell'Istat e dell'AIE...

La crisi economica ha accresciuto il divario tra ricchi e poveri e ha causato difficoltà economiche crescenti per sempre più famiglie. I recenti rapporti dell’Aie e dell’Istat, di cui parla Rosaria Amato su la Repubblica, evidenziano come questo problema sia correlato al crollo dei consumi culturale

LA CRITICA QUOTIDIANA – Tra la contrazione dei consumi culturali e la crisi economica che ha  colpito le capacità di acquisto delle famiglie italiane c’è una stretta correlazione. Lo dimostrano nuovi studi dell’AIE e dell’Istat, i cui risultati vengono discussi su la Repubblica da Rosaria Amato.

I NON LETTORI SONO I POVERI – Chi sono in Italia quelli che dichiarano di non avere letto neppure un libro nell’ultimo anno – e che sono quasi la metà degli italiani? Quasi uno su due, il 47, 8% dei non lettori,  è una persona con risorse economiche limitate – nel 2012 erano il 45,8%. Il 9,6% dei non lettori sono poveri – nel 2012 erano il 9%. Il 29,9% degli italiano è a rischio di povertà e di esclusione sociale, e provoca un rischio di esclusione culturale. Questi dati sono complementari a quelli sulla distribuzione della ricchezza in Italia: il 10% delle famiglie detiene il 46,6% della ricchezza totale, le altre si distribuiscono il resto. Il divario tra i ricchi e i poveri sta crescendo, mentre scompare il ceto intermedio. “[…] quando la ricchezza è detenuta pressoché completamente da poche persone, devastante è la ricaduta sui livelli di spesa per consumi culturale delle famiglie”, spiega Luciana Quattrocchi dell’Istat, la dirigente  del servizio “Struttura e dinamica sociale”.

LEGGE CHI HA RISORSE ECONOMICHE ADEGUATE –  Del resto, chi sono invece i lettori? Tra quelli che dichiarano di aver letto almeno un libro nell’ultimo anno, il 57,9% dice di avere “ottime o adeguate” risorse economiche. Ci sono poi un 35,4% con “scarse” risorse economiche e solo un 6% con risorse “assolutamente insufficienti. Dei lettori forti, che secondo l’Aie nel 2013 sono calati di numero, addirittura il 65,6% sono quelli con risorse ottime, il 28,5% quelli con risorse scarse e appena il 5,4% quelli con risorse insufficienti.

LA MANCANZA DI POLITICHE EFFICACI – Insomma, tra i fattori che impediscono agli italiani di essere un popolo di lettori, ci sono anche barriere economiche e mancano politiche adeguate per risolvere questa situazione. Abbiamo già visto in un nostro precedente articolo cosa è successo all’intervento previsto dal decreto Destinazione Italia: la detrazione fiscale del 19% della spesa per libri è stata sostituita da un buono spesa distribuito ai soli studenti delle scuole superiori. Proprio la carenza di politiche che incentivino all’acquisto di libri è la causa principale della mancanza di lettori secondo il 35,3% degli editori, come emerge nell’ultimo rapporto dell’Istat sulla lettura.

IL FATTORE FAMIGLIARE – Oltre al fattore economico, incidono fortemente le abitudini dei genitori nel determinare la propensione al consumo culturale dei ragazzi. I figli dei non lettori hanno molte più probabilità di non leggere a loro volta e la scuola non riesce a operare interventi adeguati per porre rimedio a tale situazione. Un panorama davvero desolante, considerato che anche gli altri settori culturali non se la passano meglio: il 37,5% degli italiani con più di 6 anni nel 2013 non ha partecipato a nessun evento culturale, non è andato a teatro, il valore più elevato dal 2008. Non c’è speranza di uscire da questa situazione senza interventi adeguati: bisogna chiedere a gran voce che la classe politica apra gli occhi e faccia davvero qualcosa.

10 febbraio 2014

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