Intervista alla celebre autrice tedesca

Katja Lange Muller, ”La letteratura contemporanea tedesca è ancora in salute, anche se…”

La letteratura tedesca più recente è 'ancora' relativamente in salute, anche se le storie più semplici, liete e in un certo senso tranquillizzanti vengono sempre più spesso preferite ad una letteratura più seria ed esistenziale...

La celebre autrice tedesca protagonista oggi a Gavoi del Festival delel storie con il suo libro “L’angelo cattivo”, opera nella quale l’autrice racconta con ispirato umorismo e struggente malinconia un tempo travagliato e dolente, nel ricordo di un amore perduto che sembrava felice

MILANO – ”La letteratura tedesca più recente è ‘ancora’ relativamente in salute, anche se le storie più semplici, liete e in un certo senso tranquillizzanti vengono sempre più spesso preferite ad una letteratura più seria ed esistenziale”. E’ questa l’opinione di
Katja Lange-Müller, una delle migliori scrittrici tedesche, protagonista oggi all’Isola delle Storie, dove parlerà del suo libro “L’angelo cattivo”, opera nella quale l’autrice racconta con ispirato umorismo e struggente malinconia un tempo travagliato e dolente, nel ricordo di un amore perduto che sembrava felice.

Come nasce la sua passione per la lettura?

Ho iniziato presto a leggere molto.

Su cosa verterà il suo intervento nel corso del Festival delle Storie?

Parlerò del mio romanzo “Böse Schafe”, che in italiano è stato pubblicato da Neri Pozza col titolo “L’angelo cattivo”.

 

Quanto c’è di ispirato alla realtà e di autobiografico nel personaggio di Soja, protagonista de “L’angelo cattivo”?

Il carattere di Soja e la sua storia derivano da una mescolanza di persone e destini diversi, hanno quindi similitudini con gente che ho realmente incontrato nella mia vita.

 

Qual è la situazione letteraria in Germania?

La letteratura tedesca più recente è ANCORA relativamente in salute, anche se le storie più semplici, liete e in un certo senso tranquillizzanti vengono sempre più spesso preferite ad una letteratura più seria ed esistenziale.

 

Cosa apprezza del nostro Paese?

Dell’Italia mi piacciono molte cose, la varietà delle sue Regioni, il coraggio quotidiano dei suoi abitanti, la loro ironia, la loro passione nel discutere, nel fare festa o nel soffrire, la bellezza della sua eredità culturale. E naturalmente amo la sua cucina tipica, così diversa da Regione a Regione.

 

4 luglio 2014

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