In un paese dove si legge poco vince la corruzione, la criminalità e il degrado

Oltre la metà degli italiani non legge, un dato allarmante, quello presentato al Forum del Libro, che dà il senso del perché esistiamo, perché siamo nati e qual è il nostro obiettivo: sensibilizzare a leggere di più. Un impegno il nostro che ha bisogno del sostegno e della collaborazione di tutti voi che ormai fate parte della nostra community...

I dati emersi dal rapporto del Forum del Libro fanno capire perché accadono certe cose in Italia. Per questo serve l’impegno di tutti per migliorare la nostra vita e quella dei nostri figli.

Oltre la metà degli italiani non legge, un dato allarmante, quello presentato da Forum del Libro, che dà il senso del perché esistiamo, perché siamo nati e qual è il nostro obiettivo: sensibilizzare a leggere di più. Un impegno il nostro che ha bisogno del sostegno e della collaborazione di tutti voi che ormai fate parte della nostra community.  

Aiutare a leggere di più equivale a migliorare l’Individuo e la società in cui si muove. Significa contribuire alla realizzazione di un Paese civile, in cui ci siano vere pari opportunità e una diffusa  coscienza meritocratica.

Uno Stato in cui si legge poco o nulla si caratterizza solitamente per mancanza di senso civico, di rispetto delle Istituzioni e del Pubblico, per una forte devianza sociale, per un alto tasso  della criminalità, per una politica che ha poco rispetto dei cittadini e per un continuo degrado sociale e culturale. Il rogo avvenuto a Napoli della Città della Scienza è testimonianza di quanto affermiamo. Non è accettabile che si possa distruggere quanto già poco si produce in Italia a favore della cultura e soprattutto nel Mezzogiorno.  

E’ dimostrazione di quanto diciamo lo stato di degrado in cui è costretta ad operare la scuola italiana, fatta di edifici, strutture e materiali  al limite della vivibilità, che attendono sempre di essere ristrutturati o di trovare le risorse per poter garantire ai professori e agli alunni di operare in un ambiente più civile. Stessa cosa per la miriade di beni culturali che appartengono alla nostra memoria e che potrebbero rappresentare il vero petrolio per l’economia italiana.

Non c’è spazio pubblico di carattere culturale che non ha bisogno di essere ristrutturato e/o recuperato. Ahimè, i problemi sono sempre altri e non c’è mai tempo per agire.

 

Ma perché questa realtà che è sotto gli occhi di tutti non assume mai il valore che merita? Non comprendiamo come mai scendiamo in piazza per tutto ma mai a favore di un problema come questo. Forse, se si agisse nella direzione di combattere il degrado culturale si risolverebbero problemi ben più importanti.

E’ normale che una Nazione che legge e che vive di cultura è meno propensa ad accettare il clientelarismo e  il voto di scambio. Un cittadino che ha coscienza culturale non può fare compromessi con le mafie e con la criminalità in genere. Un Paese ad alto tasso di lettori non può delegare alla politica chi non ha il dovuto rispetto degli elettori.

Proprio per questo è il caso di agire tutti a favore di tale impegno.

 

Saro Trovato

19 marzo 2013

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