Ildefonso Falcones a Bookcity, ”Nel mio libro racconto il coraggio e la solidarietà delle donne”

Con i suoi romanzi, lo scrittore spagnolo Ildefonso Falcones riscrive la Storia ufficiale portando alla luce le vicende di interi popoli e minoranze perseguitati. Ne ''La regina scalza'', terzo atto di un'ideale trilogia dedicati ai dimenticati della Storia, uscito l'11 novembre e presentato dall'autore a Bookcity Milano, le protagoniste sono un'ex schiava cubana e una gitana...

Lo scrittore spagnolo autore de “La cattedrale del mare” e de “La mano di Fatima” ha incontrato il pubblico e i giornalisti di Bookcity per parlare del suo ultimo lavoro, “La regina scalza”

MILANO – Con i suoi romanzi, lo scrittore spagnolo Ildefonso Falcones riscrive la Storia ufficiale portando alla luce le vicende di interi popoli e minoranze perseguitati. Ne “La regina scalza”, terzo atto di un’ideale trilogia dedicati ai dimenticati della Storia, uscito l’11 novembre e presentato dall’autore a Bookcity Milano, le protagoniste sono un’ex schiava cubana e una gitana che nella Spagna del XVIII secolo lottano per la loro libertà. Dopo l’appuntamento con il pubblico milanese al Teatro Elfo Puccini sabato sera, lo scrittore ha incontrato alcuni giornalisti e blogger per un brunch presso la sede della casa editrice Longanesi, che è stato occasione per un intenso dialogo sul suo lavoro.

IL LIBRO – Dopo il successo de “La cattedrale del mare”, il romanzo d’esor¬dio di maggiore successo in Italia, dove si è aggiudi¬cato il Premio Boccaccio Sezione Internazionale, e de “La mano di Fatima”, vincitore del premio Roma nel 2010, Falcones torna in libreria con un romanzo che sceglie due protagoniste femminili. Sono Caridad, ex schiava proveniente dai territori della colonia spagnola di Cuba, incinta, senza più un padrone ma nemmeno una casa, e Milagros Carmona, giovane gitana nelle cui vene scorre il sangue della ribellione. Tra le due nasce un’amicizia sincera e incrollabile, ma quando un editto regio bandisce i gitani come fuori legge, la vita di Milagros e Caridad ha una tragica svolta. Le loro strade si separano, ma il destino vorrà farle incontrare di nuovo a Madrid, cuore pulsante della nuova Spagna in fermento.

LA FORTUNA DEL ROMANZO STORICO – Spiegando perché abbia scelto il genere del romanzo storico, Falcones confessa: “Prima di quella per la storia è venuta la passione  per la letteratura: scrivo da quando ho memoria. Quando ho mandato la prima stesura de ‘La cattedrale del mare’ e le case editrici l’hanno rifiutata,  ci ho lavorato su per altri due anni. Nel frattempo ho scritto anche altri libri, ambientati ai nostri giorni, che ho provato a proporre dopo che il mio primo romanzo è stato pubblicato: nessuno era interessato.  Sono tornato allora al romanzo storico, visto che con questo avevo avuto fortuna: non vedo motivo per cambiare”.

IL TEMA DELL’INGIUSTIZIA – Nell’opera dell’autore è in generale molto forte il tema dell’ingiustizia, un argomento che proprio lo studio della storia ha imposto alla sua attenzione. “Qualunque epoca, qualunque secolo studi, ovunque mi imbatto in un’ingiustizia”, spiega l’autore. “Scrivendo ‘La cattedrale del mare’, ho scoperto che alla comunità ebraica era stata imputata la colpa della peste del 1348, scrivendo ‘La mano di Fatima’ sono venuto a conoscenza delle persecuzioni contro i moriscos nel XVI secolo. La storia è sempre stata ingiusta nei confronti di gruppi etnici diversi dalla società dominante, ma anche nei confronti di persone appartenenti a quella stessa società. Finché le persone non hanno acquisito lo stato di cittadini, finché non hanno ottenuto diritti civili, sono sempre stati alla mercé dei potenti. Ancora nel Settecento, il secolo dei lumi, dell’imporsi della ragione, le donne potevano essere mandate in prigione soltanto perché vendevano verdure agli angoli della strade o perché parlavano con uomini che non erano i loro mariti”.  

I PERSEGUITATI DI OGGI – E oggi la situazione è cambiata? Quali sono oggi le comunità vittime di ingiustizia, in Spagna e in Europa? “La grande differenza rispetto al passato è che nei secoli scorsi nessuno si lamentava di fronte all’ingiustizia, era accettata come una cosa normale. In Spagna nessuno mosse un dito quando nel 1749 i gitani vennero deportati in massa, neppure la Chiesa, che anzi diede il suo placet al potere civile. Nessuno si schierò in difesa degli ebrei nel Trecento, così come nessuno si schierò dalla parte dei moriscos nel Cinquecento. Allora non c’era coscienza, consapevolezza di cosa fosse l’ingiustizia. Il cambiamento avvenuto oggi è che tutti abbiamo una coscienza di ciò che è giusto e ciò che è ingiusto. Quanto alle comunità oggetto di ingiustizia in Spagna e in Europa”, prosegue l’autore, “i movimenti xenofobi, si sa, colpiscono il diverso, il nuovo venuto. Le comunità immigrate dall’Europa orientale, le comunità gitane, sono  un primo gruppo discriminato, e poi naturalmente tutta la comunità musulmana. Su questo aspetto però vorrei aprire una piccola riflessione: l’accoglienza da parte nostra e l’integrazione sono un bene, ma i migranti dal canto loro devono essere pronti a integrarsi, ad accettare e rispettare quei diritti civili per cui abbiamo tanto combattuto e su cui si fonda la nostra società”.

LA SOLIDARIETÀ E IL CORAGGIO DELLE DONNE – Questo suo ultimo romanzo, “La regina scalza”, è anche una storia di grande solidarietà femminile. “L’uomo ha dominato da sempre, mentre le donne hanno sofferto di più nel corso della storia e hanno dovuto sviluppare risorse alternative per difendersi, come il coraggio o la solidarietà, che tra donne è più forte che tra uomini. Ormai però le donne hanno dimostrato ampiamente il loro valore: credo che siano superiori quasi in ogni ambito! L’uomo è più primitivo, primordiale. Penso che il XXI secolo sarà il secolo delle donne e che loro siano pronte per incarnare un nuovo ruolo – ovviamente sto parlando del mondo occidentale, sebbene anche qui ci sia ancora un po’ di strada da fare”. A questo proposito, l’autore ha affermato che “il coraggio delle donne è il modo più affascinante che io conosca per raccontare la Storia”. “Se il romanzo avesse avuto due protagonisti maschili, la cosa non avrebbe destato alcun scalpore: siamo abituati a vedere l’uomo come l’eroe della situazione. Il fatto che invece siano due donne, un ex schiava e una gitana, a lottare per la loro libertà, colpisce di più il nostro immaginario”.

EDITORIA E SELF PUBLISHING – Con Falcones parliamo ancora del suo impatto con il mondo editoriale e delle vicende di stesura de “La cattedrale del mare”: quante versioni ha scritto del romanzo? Quanto c’è di spontaneo nel suo lavoro e quanto invece viene da successive correzioni e rielaborazioni? A questo proposito, l’autore chiarisce che “La cattedrale del mare” ha avuto una sola stesura. “È un libro di quasi 700 pagine, non avrei potuto riscriverlo più volte!  Correzioni di certo ce ne sono state. Il mondo letterario è molto chiuso, è stato difficile inserirmi. Per questo mi sono rivolto a una scuola di scrittura creativa, che mi ha aiutato a fare le prime correzioni, dopo di che il libro è passato attraverso il normale processo di editing. Ma di sicuro qualcosa di spontaneo nella scrittura deve esserci!”. Quanto al self publishing, l’autore sostiene che di sicuro “la qualità delle pubblicazioni pagherà il prezzo. Le case editrici fanno da filtro a ciò che arriva sul mercato e questo è un servizio importante per il lettore, così come è un’opportunità per l’autore potersi confrontare con dei professionisti che offrono suggerimenti e alternative per migliorare il loro lavoro”.

IL FALCONES LETTORE – Finiamo poi a parlare delle sue letture, e a questo proposito Falcones cita un autore italiano: Valerio Massimo Menfredi. “Mi è piaciuto molto l’‘Alèxandros’ e ora sto leggendo l’opera su Odysseo. Mi piace il suo modo di raccontare la materia epica”. Cosa ne pensa invece Dan Brown? “Ho letto solo ‘Il codice Da Vinci’ e devo dire che il finale mi ha lasciato piuttosto freddo. Consideriamo però che ha milioni di lettori, e questo è un grande merito che gli va riconosciuto: molte persone si sono accostate alla letteratura grazie a lui”.  

26 novembre 2013

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti