Il web ci rende liberi? A Perugia ne discutono Gianni Riotta e Bill Emmott

La seconda giornata di Festival ha riservato come sempre sorprese e incontri di ottima qualità. “Il web ci rende liberi?” si sono chiesti Gianni Riotta (autore dell'omonimo libro), John Lloyd dell'Università di Oxford e Bill Emmott, giornalista e ideatore del documentario “Girlfriend in a Coma”...

Al Festival del Giornalismo, di scena il confronto tra il giornalista de La Stampa e l’ideatore del documentario “Girlfriend in a Coma” sulle opportunità della rete

 

PERUGIA – La seconda giornata di Festival ha riservato come sempre sorprese e incontri di ottima qualità. “Il web ci rende liberi?” si sono chiesti Gianni Riotta (autore dell’omonimo libro), John Lloyd dell’Università di Oxford e Bill Emmott, giornalista e ideatore del documentario “Girlfriend in a Coma”. Grazie allo spirito ironico e acuto dell’autore del libro e degli altri relatori, la presentazione si è trasformata in un sipario divertente di confronto sul futuro, ma soprattutto sul presente del giornalismo e sui cambiamenti in atto in questo settore.

 

INNOVAZIONI – L’apertura di John Lloyd ha reso subito evidente la piega che l’incontro avrebbe preso: “Per te, Gianni Riotta, il web è molto importante e cambia il mondo come la Bibbia e Karl Marx?”. Il giornalista de La Stampa ha affrontato la questione facendo una panoramica sulle maggiori innovazioni del momento: i corsi online come quelli organizzati da Coursera, le stampanti 3D che potrebbero permettere a tutti, entro pochi anni, di produrre da sé oggetti personalizzati e così via.

 

IL WEB HA ROVINATO I GIORNALI? – Un esempio lampante dei canonici “tempi che cambiano” è stato quello della prestigiosa Università di Harvard, che ha rinunciato a organizzare corsi di ragioneria perché università molto meno costose organizzano i medesimi corsi online. Il web ha rovinato i giornali? L’anno in cui i giornali hanno venduto più copie negli Usa, ha ricordato Riotta, è stato il 1974 (l’anno del Watergate) e per l’Italia è stato il 1985. Dunque la crisi è legata ad un cambiamento strutturale: la tecnologia di per sé non porta la rivoluzione, ma è un mezzo per far esplodere la rivoluzione quando i tempi sono già maturi.

 

EFFETTI A LUNGO TERMINE – Bill Emmott, presenza inglese molto importante per la sua conoscenza della situazione politica e giornalistica italiana, ben raccontata in “Girlfriend in a Coma”, ha sottolineato come nel mondo dell’informazione molto spesso si faccia l’errore di sopravvalutare gli effetti a breve termine e a sottovalutare quelli a lungo termine.

 

TRA OTTIMISMO E PESSIMISMO – Riotta, tornando a parlare del suo libro che ha prestato il nome all’incontro, ha affermato di aver mantenuto il punto di domanda alla fine del titolo perché negli anni si è schierato con tutte le posizioni nei confronti del web: una prima fase di ottimismo, una seconda di pessimismo, fino ad arrivare al colloquio con Carlo Maria Martini citato nell’ultimo capitolo. Il cardinale gli raccontava come, tornato da Gerusalemme, potesse consultare libri antichi attraverso il web.

SFIDE PER IL FUTURO – Il web si rivela anche una forma di controllo sociale molto intensa, soprattutto quando le dittature imparano a padroneggiare bene questi media. Quindi la tecnologia non basta, ma dovrà servire a veicolare sempre più progetti che aiutino il mondo della formazione e dell’educazione, a partire da quella primaria. Internet è uno strumento, che agirà insieme al tempo e ad altre condizioni e iniziative come quella dei corsi online di qualità, che permettono di trasmettere l’educazione tramite il web, saranno una grandissima sfida per il nostro futuro.

 

Miriam Goi

28 aprile 2013

 

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